TUTELA DEI RIDER, ZINGARETTI ANTICIPA DI MAIO

La giunta regionale del Lazio ha approvato una proposta di legge a tutela dei rider e dei lavoratori che “operano tramite piattaforme digitali”. Come spiega la stessa Regione in una nota, si parla del “primo testo di legge in Italia che intende garantire maggiori diritti ai lavoratori della Gig economy”.

I dettagli illustrati dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, fissano qualche paletto in più a difesa dei “lavoratori al servizio di piattaforme digitali”.
La novità arriva all’indomani dell’incontro tra Luigi Di Maio e una rappresentanza di manager delle aziende della cosiddetta food delivery, le consegne di pasti a domicilio, da JustEat a Foodora.
L’intenzione originaria di Di Maio era di attuare le proposte contenute nel cosiddetto decreto dignità (Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali), salvo tornare sui suoi passi e dare il via a un tavolo di contrattazione che vedrà seduti insieme amministratori delegati e parti sociali. Sia la legge appena approvata in Lazio che il tavolo di lavoro di Di Maio cercano di delimitare un fenomeno che si spinge ben oltre all’immaginario, un po’ patinato, delle consegne di cibo.
I cosiddetti rider, i fattorini che consegnano pizze in sella a bici e scooter, sono il risvolto più visibile della gig economy. Ma la categoria non rappresenta né l’unico né il più rappresentativo dei fenomeni dell’economia dei lavoretti e del suo problema principale: l’inquadramento giuridico dei suoi non-dipendenti, sospesi in un limbo dove entrano in gioco troppi fattori rispetto agli schemi del lavoro tradizionale.
Secondo una già citata ricerca della Fondazione Rodolfo De Benedetti, un istituto di ricerca no-profit, la gig economy coinvolgerebbe in Italia dai 700mila al milione di lavoratori. Di questi appena 10mila sono al servizio delle piattaforme di consegna di pasti, mentre la maggioranza si divide fra impieghi precari che vanno dall’elaborazione di dati per le aziende (leggi: compilare tabelle) alle traduzioni freelance, passando per servizi di baby sitting e pulizie domestiche. Attività che finiscono per diventare anche fonti di reddito esclusive, se si considera che oltre il 20% del campione si dedica a tempo pieno ai “lavoretti”. L’equivalente di una quota di 140mila-200mila lavoratori che vive in un regime di pagamenti a cottimo, basando le proprie entrate sulle ore di lavoro che riescono a essere cumulate durante la settimana.
 “Noi ci auguriamo che il governo non solo non la impugni. Una volta approvata può rimanere in vigore, perché abbiamo lavorato affinché si rispettasse l’idea e la forma del tema del lavoro come grande competenza di carattere nazionale e non regionale. Ma sicuramente siamo contenti se potrà aiutare uno sviluppo anche della legislazione nazionale positivo”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, presentando la proposta di legge regionale.
Fonte: Il Sole 24 Ore

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