TRIESTE, IL VICESINDACO LEGHISTA BUTTA LE COPERTE DI UN SENZA TETTO, È BUFERA

Tutto è iniziato ieri, venerdì 4 gennaio, quando Polidori spiega sul suo profilo Facebook:

“Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra, coperte, giacche, un piumino e altro. Non c’era nessuno, quindi presumo fossero abbandonati. Così, da normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città, li ho raccolti e li ho buttati, devo dire con soddisfazione, nel cassonetto: ora il posto è decente. Il segnale è: tolleranza zero. Trieste la voglio pulita! E adesso si scatenino i benpensanti, non me ne frega nulla”.

Dopo le critiche, il vicesindaco cancella il post. E oggi, corregge il tiro: “il mio gesto, forse eclatante – sostiene – è stato travisato. Non sono razzista, non ce l’ho con il clochard – spiega – ma con la situazione”. Una situazione, dice, che è stata “strumentalizzata da altri partiti politici” e “pompata dai media”. “Non ho gettato effetti personali, ma solo coperte e degli stracci”. Si tratta, ricorda, di un cittadino “romeno”, “con precedenti penali” e su cui pende “un provvedimento di  allontanamento da Trieste da parte della Questura”.
Mentre dal sindaco, Roberto Dipiazza, arriva un eloquente “no comment” e il Pd triestino in blocco ne chiede le dimissioni, in difesa di Polidori interviene il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, che afferma: “Andare a dire che il vicesindaco di Trieste lascia per strada al freddo una persona senza coprirsi è una falsità colossale che bisogna negare”. Forse, fa notare, ha sbagliato nei modi”.
Unanime il dissenso dai parlamentari del Pd e di LeU: da Matteo Renzi a Laura Boldrini, da Debora Serracchiani a Nicola Fratoianni, che chiedono non soltanto la rimozione del vicesindaco del Carroccio, ma anche quella del collega di partito monfalconese, Asquini. Alle critiche si uniscono anche gli alleati di governo della Lega: “Quello del vicesindaco Polidori è un gesto intollerabile che mortifica l’intera comunità di Trieste e la danneggia”, dichiara la deputata triestina del Movimento 5 Stelle, Sabrina De Carlo. “La mia Trieste è una città solidale, aperta, tollerante, accogliente, civile e umana. Non possiamo tollerare chi maltratta e discrimina i più deboli”, conclude De Carlo.
L’assessore alla Sicurezza di Monfalcone, Massimo Asquini, è invece protagonista di un’altra polemica nata dopo la filastrocca postata sul suo profilo Facebook. Questo il testo: “Il migrante vien di notte con le scarpe tutte rotte; vien dall’Africa il barcone per rubarvi la pensione; nell’hotel la vita è bella nel frattempo ti accoltella; poi verrà forse arrestato e l’indomani rilasciato”. Immediata l’indignazione del web e dell’opposizione. Lui nel frattempo minimizza: “Non c’è nulla di offensivo, è quello che tutti gli italiani pensano”.

Fonte: Sky Tg24

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