IL TRIBUNALE DA RAGIONE A CASSIMATIS MA PER GRILLO NON VALE: “NON È E NON SARÀ CANDIDATA”

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Il tribunale di Genova ha dato ragione a Marika Cassimatis e ha annullato i due provvedimenti con cui la cinquantunenne geografa era stata prima esclusa come candidata a sindaco del moVimento e poi sospesa. “Non so dire quali saranno i prossimi passi in questo momento, ma avendo accolto tutte le nostre richieste, io sono il candidato sindaco del Movimento 5 stelle al momento” ha detto all’Agi.

Beppe Grillo, però, non cede. “Marika Cassimatis è stata sospesa e la votazione del 14 marzo è stata annullata, pertanto la stessa non è né sarà candidata con il MoVimento 5 Stelle a Genova alle elezioni dell’11 giugno”, si legge sul blog di Grillo. “Rispettiamo la sentenza – si legge ancora sul blog del comico genovese – che, tra l’altro, riconosce la validità e la legittimità del Regolamento del MoVimento 5 Stelle (“le apprezzabili regole statutarie più volte richiamate, sottolineate ed apprezzate”) riservandoci, però, di tutelare in ogni sede le nostre ragioni. In ogni caso non possiamo non rilevare come in nessun passo della predetta sentenza si sostenga che la Cassimatis è la candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, come lei ha affermato. Marika Cassimatis è stata sospesa e la votazione del 14 marzo è stata annullata, pertanto la stessa non è nè sara’ candidata con il MoVimento 5 Stelle a Genova alle elezioni dell’11 giugno”.

“In forza di questa ordinanza, Cassimatis e la sua lista si confermano gli unici legittimi candidati a rappresentare il M5S alle lezioni di Genova” aggiunge l’avvocato Lorenzo Borré che ha assistito Cassimatis nel suo ricorso contro M5S e Beppe Grillo “non vedo come potrebbero sottrarsi a candidare la Cassimatis se non con uno strappo”.

Cassimatis aveva vinto le Comunarie online per la scelta del candidato a Cinque Stelle per la poltrona di sindaco del capoluogo ligure, la città del leader. Si era imposta, sia pur di poco, sull’avversario Luca Pirondini con 362 voti a 338. Finché, lo scorso 18 marzo, Beppe Grillo non aveva deciso di invalidare il risultato delle votazioni online e di chiederle di togliere il simbolo della lista.

Dietro la decisione del comico genovese i rapporti con i fuoriusciti del Movimento, come il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che avevano fatto sorgere dubbi sulla lealtà al partito di Marika Cassimatis. La candidata scaricata aveva querelato per diffamazione Grillo e di Alessandro Di Battista si era rivolta ai suoi sostenitori paragonandosi a “Davide contro Golia”.

Il comico genovese aveva spiegato così la decisione sul suo blog: “Mi è stato segnalato, con tanto di documentazione, che molti, non tutti, dei 28 componenti di questa lista, incluso la candidata sindaco, hanno tenuto comportamenti contrari ai principi del M5S prima, durante e dopo le selezioni online del 14 marzo 2017. In particolare – scriveva il comico – hanno ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del M5S, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dai Cinque Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti”. Infine l’appello: “Se qualcuno non capirà questa scelta, vi chiedo di fidarvi di me. Non possiamo permetterci di candidare persone di cui non siamo sicuri al 100%.”

La decisione non viola alcun regolamento, aveva precisato Beppe Grillo: “Nella pagina di accettazione della candidatura per i candidati alle comunarie di Genova, che tutti i candidati hanno sottoscritto online, era stabilito che: ‘Il Garante del MoVimento 5 Stelle si riserva il diritto di escludere dalla candidatura, in ogni momento e fino alla presentazione della lista presso gli uffici del Comune di Genova, soggetti che non siano ritenuti in grado di rappresentare i valori del Movimento 5 Stelle’. In base a questa prerogativa e in qualità di garante del Movimento 5 Stelle, al fine di tutelarne l’immagine e preservarne i valori e i principi, ho deciso, nel pieno rispetto del nostro metodo, di non concedere l’utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata sindaco Marika Cassimatis”.

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Fonte: Agi

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