SENATO SALVA BERLUSCONI, IL PD ACCUSA IL M5S

senatoIl Senato salva Silvio Berlusconi e dice no alla richiesta del Tribunale di Milano di poter utilizzare nel processo Ruby-ter le 11 intercettazioni tra il Cavaliere e le olgettine. Respinta con il voto segreto – 120 sì, 130 no, 8 astenuti – la proposta della Giunta per le immunità di autorizzare l’uso degli ascolti. Subito dopo esplode la bagarre nell’emiciclo, con i senatori del Pd e quelli del M5s che si accusano a vicenda di aver fatto nel segreto dell’urna il gioco del leader di Forza Italia.

Il clima si arroventa e il presidente del Senato Pietro Grasso sospende la seduta. A chiedere che i parlamentari decidano nell’anonimato è Forza Italia, ma votano a favore della richiesta quattro senatori Pd (Marco Filippi, Annamaria Parente, Francesca Puglisi e Mario Morgoni) e uno del M5s, Alberto Airola.

Tutti ammettono – Airola subito dopo il voto – di aver sbagliato chiedendo che il suo nome venisse cancellato, i dem solo nel tardo pomeriggio. Il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda scommette sulla compattezza del suo gruppo e rilancia la palla nel campo avversario, paragonando il voto di oggi a quello del ’93 «quando la Lega salvò Craxi». Rincara la dose il sottosegretario Luciano Pizzetti, che taccia di «manovre sporche» i 5 stelle: «Parlano di moralità ma agiscono nell’ombra».

I pentastellati però non ci stanno e rispondono colpo su colpo. I dem, salvando Berlusconi, secondo il capogruppo Stefano Lucidi continuano a tenere in vita il patto del Nazareno e «puntellano la sempre più scricchiolante maggioranza». Mentre Nicola Morra sintetizza il disappunto con un proverbio: «È la prima gallina che canta ad aver fatto l’uovo». «È un inciucio che non finisce mai», incalzano i parlamentari sul blog di Grillo. I comunicati di accuse reciproche inondano le redazioni e si fanno i conti sulle assenze, che in realtà non sono poche. Disertano il voto: 17 del Pd, 11 del M5s, 3 di FI, 1 di Ala, 9 di Ncd, 7 del Misto, 9 Aut-Psi, 3 di Gal e due della Lega.

Dal Partito democratico si fa osservare come le assenze tra i 5 stelle siano aumentate rispetto al voto precedente sull’uso delle intercettazioni di Antonio Milo, perché in realtà sarebbe stato «raggiunto un accordo tra FI e M5s», per salvare alla fine anche Mario Michele Giarrusso, il pentastellato accusato di diffamazione sulla cui insindacabilità l’aula avrebbe dovuto votare in mattinata. In effetti la richiesta di rinviare il voto per l’impedimento di Giarrusso ad essere in aula (è in missione con l’Antimafia) viene votata anche da FI, ma il voto su di lui slitterebbe comunque visto che la seduta è convocata solo fino alle 13 e nel pomeriggio tocca votare il bilancio del Senato. L’intero centrodestra intanto esulta e parla, come fa il capogruppo Paolo Romani, di «affermazione dei principi della Costituzione e del diritto alle garanzie processuali».

Mentre da Sel-Si si condanna e si parla, come fa il capogruppo Loredana De Petris, di «manovre di avvicinamento di governo e Pd, sempre più in difficoltà, al partito di Berlusconi», come dimostra anche «il cedimento sul ddl tortura» il cui esame alla fine si è deciso di sospendere.

Anche in Giunta la decisione è stata travagliata. Il 30 marzo scorso il presidente Dario Stefano propone di dire sì all’uso solo di 5 ascolti, ma l’idea non viene accolta. E non passa neanche la proposta di mediazione di Claudio Moscardelli (Pd) di limitare il via libera a 3 intercettazioni. Così Stefano passa la mano e nomina nuovo relatore Enrico Buemi, la cui tesi di dire no all’uso di tutte le telefonate viene cassata il 26 aprile scorso.

Per un mix complesso di norme e prassi, il verdetto della Giunta si ribalta e visto che è stata respinta l’idea di negare l’uso di ogni ascolto, la proposta che arriva all’aula è quella di dire sì all’utilizzo di tutte e 11. Proposta anche questa respinta.

mader
Fonte: Lettera 43



LA RETROMARCIA DEI GRILLINI SULLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

gianluca-castaldi-matteoderricoLa conferenza dei capigruppo del Senato aveva approvato, con l’assenso dei 5 Stelle, il via libera alla ripresa dell’iter della riforma del Terzo Settore.

Passata la notte arriva la retromarcia dei grillino, rinviando la discussione del provvedimento al 2016.

Le organizzazioni del Terzo Settore o non profit forniscono al benessere della società un contributo non inferiore, anche se di natura diversa, da quello di Stato e Mercato.

Poche ore dopo, la decisione dei capigruppo è arrivata anche il via libera con la comunicazione in Aula del presidente del Senato, Pietro Grasso.

Passa una notte ed ecco la sorpresa: il Movimento 5 Stelle con Castaldi annuncia di aver cambiato idea. Una retromarcia di cui Grasso prende atto senza fare una piega (secondo qualcuno anche forzando il regolamento).

Risultato: della Riforma del Terzo settore si tornerà a parlare nel 2016… a meno che nei prossimi giorni non cambi la luna dei grillini.

 mader
Fonte: Agenzia Vita



SERGIO PUGLIA, SENATORE M5S CHE DISSENTE DAL SUO DISSENSO

sergio-puglia-m5s-matteoderricoIl senatore grillino Sergio Puglia vuole rettificare la votazione del giorno precedente e rivolgendosi al presidente Grasso, dice: “Ieri ho fatto una dichiarazione in dissenso e, poi, alla fine, non ho mantenuto quello che avevo detto nella mia dichiarazione. Vorrei specificare che – effettivamente – la collega Fattori mi ha sollecitato a ripensarci. Quindi, volevo specificarlo”.

Presidente: “Senatore Puglia, già l’ho richiamata al rispetto del regolamento, e continuo ancora di più ad insistere su questo. Il voto in dissenso deve essere tale; in caso contrario lei deve avvisare, prima di votare, che dissente dal suo dissenso, per una forma di coerenza anche con se stesso”.

resoconto-senato

La coerenza, prima di tutto.

mader



DENUNCIATI TUTTI: NAPOLITANO, RENZI, GRASSO, BOLDRINI ED IL PARLAMENTO AL COMPLETO


Denunciati in massa. Dal Presidente della Repubblica Giorgio passando per Renzi, Grasso, Boldrini e tutto il parlamento al completo.
Ecco la denuncia sporta presso i Carabinieri di Roma:

 
ROMA, 02/08/2014
Al Comando stazione dei Carabinieri
Alla Procura Della Repubblica  Competente
Alla Alta Corte Penale Internazionale de l’Aia
Alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
E, p.c.  Ad  Altri
Querela/denuncia per incostituzionale, illegale ed illecita modalità di candidatura elettorale e conseguente incostituzionalità e decadenza degli eletti e dei governi succedutisi dal 21 dicembre 2005.
CONTRO :
1)             Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano;
2)             Il Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi
3)             Il Presidente della Camera Laura Boldrini
4)             Il Presidente del Senato Pietro Grasso;
5)           Tutti i componenti del governo dei tecnici nominati da Giorgio Napoletano
6)            Tutti i Parlamentari proponenti e votanti la legge 270 del 21 dicembre 2005 “Porcellum”;
7)           Tutti i Parlamentari eletti a partire dal 21 dicembre 2005;
8)            Tutti i componenti di tutti i governi tecnici succedutisi dal 21 dicembre 2005;
9)         E quant’altri coinvolti nei fatti qui descritti che si ravvisassero nel corso delle indagini.
Per le ipotesi dei reati p. e p. dagli articoli:
1) Alto tradimento (art.90 Costituzione);
2)                  Concorso formale in reato continuato (art.81 c.p.);
3)                  Pene per coloro che concorrono nel reato (art.110 c.p.);
4)                  Circostanze aggravanti (art.112 c.p.);
5) Attentato contro l’integrità l’indipendenza e l’unità dello Stato (art.241 c.p.);
6) Attentato contro la Costituzione dello Stato (art.283 c.p.);
7) Usurpazione di potere politico o comando militare (art.287 c.p.):
8) Attentati contro i diritti politici del cittadino (art.294 c.p.);
9)                  Abuso d’ufficio (art.323 c.p.);
10)              Usurpazione di funzioni pubbliche (art. 347 c.p.);
11)              Associazione a delinquere (art.416 bis);
12)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.476 c.p.);
13)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in  certificati (art.477 c.p.);
14)              Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);
15)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.480 c.p.);
16)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.481 c.p.);
17)              Falsità materiale commessa dal privato (art.482 c.p.);
18)              Falsità ideologica commessa dal privato in atti pubblici (art.483 c.p.);
19)              Falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un pubblico servizio (art. 493 c.p.);
20)              Riduzione in schiavitù (art.600 c.p.);
21)              Furto (art.624 c.p.);
22)              Truffa (art.640 c.p.);
23)              Abuso della credulità popolare (art.661 c.p.);
24)              Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.-
LUOGO DI COMMISSIONE : Territorio nazionale
TEMPO DI COMMISSIONE : Reati in corso di esecuzione;
Persone offese:  la Repubblica italiana, tutti i Cittadini italiani, la Nazione italiana.
CARDINI E FONDAMENTA DI RIFERIMENTO :
Costituzione : Artt. 1; 3; 48.54; 56 . 58.  91; 96.-
Il testo della Costituzione all’articolo 1 comma 2 dice :  < ….La Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.>;
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Art. 48. Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
….omissis …
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
Art. 54. Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Art. 56. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto…. omissis …
Art. 58. I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età….. omissis …..
Art. 91. Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
Art. 96. Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
PREMESSA
La legge n 270 del 21 dicembre 2005 ha modificato il sistema elettorale italiano delineando la disciplina attualmente in vigore, salve le modifiche ad essa apportate dalla sentenza n. 1/2014 della Corte costituzionale (pubblicata in G.U. il 15 gennaio 2014, con effetti decorrenti dal giorno successivo) che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune norme della stessa legge. La legge è stata formulata principalmente dall’allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che in seguito ad un’intervista televisiva (durante il programma Matrix, allora condotto da Enrico Mentana) fu soprannominata porcellum dal politologo Giovanni Sartori.
La norma ha sostituito le precedenti leggi numeri 276 e 277 del 1993 (cosiddetto Mattarellum) introducendo sistema radicalmente differente, in linea di principio basato sulla formula elettorale
 
proporzionale un del “quoziente intero e dei più alti resti” (metodo Hare), ma con spirito sostanzialmente maggioritario dovuto a clausole di sbarramento e al forte premio di maggioranza.
Il 17 maggio 2013 è stata depositata l’ordinanza con quale la Corte Suprema di Cassazione, I sezione civile, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale di alcune disposizioni della vigente legge elettorale, in particolare delle modifiche introdotte dalla legge 270 del 2005 (ordinanza n. 12060/2013).
La Corte ha dichiarato rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale ed ha trasmesso gli atti alla Corte costituzionale.
Il giudizio ha avuto origine nell’atto di citazione in giudizio della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Interno, presentato dall’avv. Aldo Bozzi in qualità di cittadino elettore al Tribunale civile di Milano nel novembre 2009, adducendo che le disposizioni della vigente legge elettorale gli avrebbero impedito l’esercizio libero e diretto del diritto di voto nelle elezioni del 2006 e del 2008, in contrasto con gli articoli 48, 56 e 58 della Costituzione.
Nell’atto di citazione, le previsioni della legge elettorale, che non consentono la scelta del singolo candidato da parte dell’elettore, che attribuiscono premi di maggioranza e che prevedono l’indicazione del capo di ciascuna lista o coalizione condizionando l’autonomia del Capo dello Stato, sono state fatte oggetto di questioni incidentali di costituzionalità delle quali si è chiesto la rimessione alla Corte Costituzionale, motivando sul punto della rilevanza e non manifesta infondatezza.
Il 4 dicembre 2013 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di alcune parti della legge formalmente annullate il 16 gennaio 2014. Le parti annullate riguardano l’assegnazione dei premi di maggioranza, poiché indipendenti dal raggiungimento di una soglia minima di voti alle liste (o coalizioni), e l’impossibilità per l’elettore di fornire un preferenza.
Insomma, l’Italicum di Renzi potrebbe essere approvato solo a fronte di nuove elezioni.
L’importantissima recente sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione, n. 8878/14 del 4 aprile 2014, nella quale, con l’efficacia del “giudicato erga omnes …………..
” è stato accertato e dichiarato che “…i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale, per la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica, a causa del meccanismo di traduzione dei voti in seggi, intrinsecamente alterato dal premio di maggioranza disegnato dal legislatore del 2005, e a causa della impossibilità per i cittadini elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento…”.
Dopo questa premessa, arriva la parte decisiva: “Il principio di continuità dello Stato non può legittimare fino alla fine della legislatura le Camere elette in violazione della libertà di voto e che sono il frutto della grave ferita inferta ” alla logica della rappresentanza consegnata dalla Costituzione”.
Ciò comporta una grave violazione del giudicato costituzionale e di quello della Corte di Cassazione, nonché unapersistente inammissibile violazione della Costituzione.
Si tratta di pronuncia che è destinata a spiegare i propri effetti proprio per il futuro e che, quindi, non può essere ignorata, poiché ha accertato con forza di giudicato l’avvenuta violazione del diritto di voto di tutti gli elettori italiani.
Ne consegue che l’attuale Parlamento, stante ” la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica”,non ha alcuna legittimazione democratica per apportare modifiche alla vigente Costituzione, né per  modificare la legge elettorale risultante dalla sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale.
Auspichiamo, pertanto che preso atto dell’ineludibile giudicato e dell’obbligo giuridico di darvi pronta attuazione, si promuovano gli atti necessari affinché il Popolo Italiano sia finalmente messo in grado di “esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale”.
Nonostante le grida di allerta che andiamo urlando, lontano appare il risveglio dell’attenzione dell’opinione pubblica. Da decenni la cosiddetta Sovranità Popolare garantita dall‘art. 1 della Costituzione viene sottratta con subdole azioni di malgoverno, legiferazione lobbistica, usurpazione ed estorsione di diritti…. Tutto questo alla luce del sole ma anche in questo caso, come stiamo qui dimostrando, in modo ILLEGALEDISPOTICO, SPIETATO USURPATIVO, DITTATORIALE .
È in atto da decenni la progressiva spoliazione dei diritti dei cittadini da parte del potere arbitrario, usurpativo e discrezionale, sperequativo,  della élite finanziaria mondiale attraverso il controllo dei parlamenti nazionali e degli organismi internazionali dalla facciata apparentemente presentabile.
Si deve porre fine a questo occulto, perverso e sotterraneo lavorìo legislativo, giuridico nazionale ed internazionale di svuotamento dello Stato e della Costituzione ci ritroveremo tutti a diventare a tutti gli effetti schiavi, succubi, soggiogati, prigionieri di un regime sovranazionale ….
Questa denuncia/querela è per gridare ancora una volta che non si possono svendere senza il loro esplicito consenso, ed impunemente……., i Cittadini , lo Stato, la Nazione, … e soprattutto non si possono annullare  i loro “naturali e costituzionali diritti”…
Le violazioni alla Costituzione conteggiate ed evidenziate in apice sono previste negli almeno otto  articoli violati, stravolti, disattesi…. I tanto decantati esaltati, magnificati dalla costituzione :. l’equità legale, sociale, economica, imprenditoriale….. la parità di diritti dei cittadini di fronte alla legge ed allo Stato …. la rimozione degli ostacoli che limitano di
fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini…. ….
Il testo dell’articolo 136 della Costituzione è chiarissimo ed ininterpretabile … :
TITOLO VI – GARANZIE COSTITUZIONALI – Sezione I – La Corte Costituzionale.
Art. 136. Quando la Corte (Costituzionale) dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge,la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.
È quindi è dovere di ogni cittadino degno di questo nome (anche Magistrato, giudice, …… opporsi con ogni mezzo e modo allo scempio dei diritti costituzionalmente garantiti messi
in atto da questi usurpatori ed annichilitori  dei valori costituzionali ad esempio quelli inerenti i governi di nominati …. di “non eletti”e parlamenti di abusivi.
Il diritto di resistenza ed autodifesa è implicitamente legittimato dal dovere di fedeltà (alla Repubblica), stabilito dall’art. 54 e dal principio della sovranità popolare, diritto di ogni singolo cittadino come membro del popolo, e non solo al popolo nel suo insieme. Ciò è definito all’art. 1 della Costituzione che sancisce che la resistenza attiva (non solo passiva) ad un pubblico ufficiale o ad un corpo politico è legittima.(anche il Parlamento e il Consiglio dei Ministri…
Il diritto alla resistenza è equivalente, corrispondente, analogo e simbiotico al diritto alla sicurezza ed ordine pubblico che impone al cittadino di attivarsi in carenza di interventi di ufficiali di polizia giudiziaria in presenza del verificarsi di un qualsiasi reato affinchè  se ne ostacoli ed impedisca la realizzazione, …
Occorre quindi per dare nuova legittimità e costituzionalità al parlamento dichiarare “nulle” e dunque disconoscere tutte le leggi e norme di ogni ordine e grado emanate, promulgate, ratificate dai governi e parlamenti abusivamente costituiti a partire dal 21 dicembre 2005 e ….
procedere immediatamente alla decadenza di tutte le attuali cariche parlamentari e governative e soprattutto a………urgentissime nuove elezioni politiche …
Oggi viceversa siamo al punto che dei nominati (mai eletti, neppure in un parlamento abusivo….) …  Stanno tentando finora impunemente di modificare (manu militari) le regole costituzionali della libera e democratica vita politica della Nazione.
Questo non è più accettabile, e se la magistratura non dovesse  intervenire tempestivamente per la parte che le compete, nella rimozione del vulnus qui denunciato, sarà inoppugnabilmente collusa con i non legittimati usurpatori, manipolatori, psuedo riformisti e conquistatori delle istituzioni.
Questa  condizione io la chiamo annullamento dei diritti e RIDUZIONE IN SCHIAVITU’
TUTTO CIÒ PREMESSO CHIEDIAMO :
a)      Arrestare immediatamente i volgari criminali malfattori che occupano abusivamente il tempio della democrazia e delle libertà istituzionali in attesa dei dovuti ed inderogabili processi;
b)      di voler procedere con gli atti di competenza in ordine alla configurazione della fattispecie di attentato contro la Costituzione dello Stato, rimettendosi alle valutazioni delle autorità competenti anche in ordine al gravissimo, reale pericolo di un reato quale l’attentato alla Costituzione.
c)      di procedere per la penale punizione dei colpevoli, ai fini di impedire la continuazione dei reati ravvisati in calce;
Ricordo, sottolineo ed enfatizzo ad uso di chi mi legge rammentando l’ obbligatorietà dell’azione penale (art.112 Costituzione) in caso di evidenti violazioni di legge e l’altrettanto obbligatorio arresto in caso di flagranza di reato, ricordo altresì il giuramento prestato nei confronti della Legge, delle Istituzioni, della Repubblica, dello Stato e dei Cittadini italiani tutti, a cui l’operato di questo giudice si deve uniformare e deve rispondere, e di cui noi a nostra volta saremo severi giudici.
Ci riserviamo inoltre di costituirci parte civile nell’instaurando procedimento penale;
e, ai sensi dell’ex art. 408 c.p.p., chiediamo di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione.
IN FEDE.
mader

Pressnewsweb



GRASSO: “CANGURO DI PELUCHE, NON VORREI DIVENTASSE SENATORE”


Il presidente del Senato, Pietro Grasso, richiama i senatori del M5S che esibiscono in segno di protesta un canguro di peluche

e chiede ai questori di rimuoverlo: “Si tolga quel canguro dal tavolo, i pupazzi non sono ammessi in Aula Non vorrei diventasse senatore il canguro”.



mader

di Alexander Jakhnagiev