GRILLO, L’ONESTONE: “HA INCASSATO 60 MILIONI IN NERO”

grillo-matteoderricoIl rapporto tra Beppe Grillo e il Fisco è ambiguo. Il Movimento Cinque Stelle usa piazze, microfoni e web per lanciare la campagna contro l’evasione fiscale. I toni di Beppe quando c’è di mezzo il fisco si fanno duri: “Sono contro l’evasione fiscale e ritengo che gli evasori vadano perseguiti, in particolare i grandi evasori”, ha affermato in uno dei suoi comizi in giro per l’Italia alle Europee.

Ma a pesare sull’immagine di Grillo è il suo passato. Infatti Beppe più di una volta è finito nella bufera per aver percepito alcuni pagamenti in nero. Nell’agosto di due anni fa, come racconta il Giornale, Giovanni Guerisoli, fondatore della Rete del Sociale e del Lavoro del Pd e fino al 2002 segretario amministrativo della Cisl, durante La Zanzara affermò di avergli consegnato 10 milioni di vecchie lire cash, senza fattura, per un intervento durante un comizio della Cisl. La notizia fece rumore. Dopo le minacce di querela, fu Raffaele Bonanni in persona a scusarsi mostrando le ricevute dei pagamenti.

Il caso del compenso in nero – La casistica, però, non si chiude qui. Infatti un articolo pubblicato dal Secolo XIX due anni fa da Renato Tortarolo, racconta la storia dell’impresario Lello Liguori che ebbe a che fare con Grillo nel corso della sua vita pre-politica. Va detto che Beppe finora è uscito sempre indenne da queste accuse. Ma certo qualche ombra resta. Le accuse di Tortarolo sul Secolo e quelle di Liguori non sono mai state smentite da Grillo. L’impresario affermava: “Detesto Grillo perché va in giro a fare il politico a sputtanare tutti quanti, ma quando veniva da me, carte alla mano, si faceva dare 70 milioni, dieci in assegno e sessanta in nero. Ho i testimoni”. A queste accuse non è mai seguita una querela da parte di Grillo e Liguori svela il perché del silenzio: “Non lo farebbe mai, per lui sarebbe un autogol”. Insomma, forse prima di fare il moralista sul Fisco, Beppe farebbe bene a guardare dentro le sue tasche. Qualche ricevuta e qualche fattura deve averla persa per strada…

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Libero Quoitidiano




RICCARDO NUTI (M5S) DICHIARA DI ESSERE “NUBILE”

riccardo-nuti-matteoderricoRiccardo Nuti è convinto di essere “nubile”. Proprio così, il deputato Cinque Stelle lo ha scritto di suo pugno sulla propria Dichiarazione sullo stato patrimoniale, sotto la casella “Stato Civile”. Per ignoranza o distrazione deve essersi pensato al femminile e invece di usare il termine adatto, declinato al maschile, cioè celibe, si è definito nubile, cioè “signorina”, “non coniugata”, “non maritata”, o qualsivoglia aggettivo vogliate usare.

Riccardo Nuti è quello che diede del mafioso a Davide Faraone, fresco di nomina nella segreteria Pd firmata Matteo Renzi. Nel suo intervento a Montecitorio in cui annunciava la sfiducia nei confronti di Enrico Letta, Nuti disse che Faraone era stato “visto andare in casa di un pregiudicato e durante le primarie prometteva posti di lavori in cambio di voti”.

nuti_nubileDel resto, il Grillo di Palermo non è il primo grillino a esibire svarioni degni delle migliori battute di Antonio Razzi. E meno male che gli eletti del Movimento 5 stelle erano mediamente più laureati, istruiti, acculturati di quelli degli altri partiti. Alcuni giorni fa Davide Tripiedi fece ridere tutto il parlamento e non solo promettendo di fare un discorso “breve e circonciso“.

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Blitz Quotidiano




GIANROBERTO CASALEGGIO OPERATO PER UN EDEMA AL CERVELLO. L’IDEOLOGO M5S È FUORI PERICOLO

Beppe Grillo attraversa a nuoto lo stretto di Messina, per iniziare la campagna elettorale per le elezioni regionaliOperazione al cervello per Gianroberto Casaleggio. L’ideologo del M5S sabato scorso è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico per un edema. L’operazione – riferisce Repubblica – è stata effettuata tre giorni fa ma la moglie aveva chiesto il massimo riserbo.

Ecco perchè la notizia è trapelata solo oggi. Il fondatore del Movimento cinque Stelle ora è ricoverato al policlinico di Milano ed è fuori pericolo.

Tre giorni fa l’imprenditore piemontese ha avuto dolori alla testa e si sentiva “confuso”. Una volta giunto in ospedale si sono resi conto che non si tratta di un semplice mal di testa ma di un edema. E’ stato quindi trasferito al policlinico dove è stato sottoposto appunto a intervento neurochirurgico. Il tempestivo intervento dei medici ha risolto il problema. Casaleggio ora sta meglio ed è ricoverato in corsia.

Forse nel giro di 4 giorni potrà lasciare l’ospedale.

A Casaleggio sinceri auguri di immediata guarigione.

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MANGANELLATO MARCO SCIBONA (M5S). SINDACATO POLIZIA: “SE L’È CERCATA”

marco_scibona_matteoderrico“Sono stato spinto per terra e fortunatamente sono riuscito a schivare una manganellata, che mi ha colpito solo di striscio, mentre i manifestanti urlavano sbigottiti”. C’è anche Marco Scibona, senatore del Movimento 5 Stelle e No Tav della Valle di Susa, tra i manifestanti contusi durante le tensioni con le forze dell’ordine ad Arquata Scrivia, al termine della manifestazione No Tav – No Terzo Valico di sabato 5 aprile.

Scibona, sul suo sito internet, scrive: “Mi sono posizionato in un punto critico, fra un terrapieno e una scarpata – racconta il senatore – in mezzo alle forze dell’ordine e ai cittadini proprio per vigilare sulla situazione. Da lì ho visto cadere circa 200 metri di reti dell’ingiusto ed inutile cantiere, voluto dalla solite lobbies, avverso agli Italiani. A un certo punto, dopo un primo momento di contatto, contemporaneamente al lancio di due lacrimogeni, è partita una carica delle forze dell’ordine, e trovandomi in mezzo sono stato spinto per terra e colpito di striscio”.

“Non sarà questo episodio a farci demordere – conclude – continueremo a lottare per un utilizzo delle risorse economiche per servizi utili a tutti i cittadini e per far sì che le scarse finanze pubbliche non finiscano in mano a potentati e collusi”.

Al post di Scibona ha risposto Massimo Montebove, portavoce nazionale del sindacato di polizia Sap. Secondo Montebove, il senatore no Tav “è il solito provocatore ben noto alle forze di polizia, se l’è andata a cercare“.

“Il senatore no tav Marco Scibona – spiega il Sap – ha prima chiesto ausilio e supporto alla polizia, trincerandosi dietro la propria carica di parlamentare, accompagnandosi nel contempo a contestatori violenti con lo scopo di fare la vittima e, magari, prendersi una manganellata a causa dei disordini causati dai propri sodali. Cosa che è puntualmente avvenuta”.

“Altro che ‘mediatore’! – aggiunge Montebove – Beppe Grillo dovrebbe essere più cauto prima di imbarcare certa gente nel suo partito”. “Il movimento no tav – prosegue il portavoce del Sap – ha abbracciato da tempo una deriva estremistica e violenta, che si avvale ora anche di appoggi parlamentari e politici. Senza contare la costante manipolazione mediatica di notizie e informazioni. Scibona stia attento alle cose che fa e che dice, si ricordi soprattutto di essere un membro delle istituzioni, per altro ben pagato. Ma siamo in campagna elettorale per le europee e possiamo capire l’esigenza di visibilità di certi soggetti di cui da tempo non si sentiva più parlare”.

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Blitz Quotidiano




IL BRUTTO PASTICCIACCIO DELLE EUROPARLAMENTARIE 5 STELLE

MoVimento-5-Stelle-Europarlamentarie

Sembrava che tutto scorresse tranquillo, poi all’improvviso lo stop: «P.S. A causa inserimento non conforme di candidati nelle liste del secondo turno le votazioni sono state interrotte e verranno ripetute a partire dalle 13.00 alle ore 24.00». È stata questa la giornata convulsa del MoVimento 5 Stelle ieri che si è espresso (fino a mezzanotte) per il secondo turno delle Europarlamentarie. IL voto però è stato sopseso per qualche oretta. Una pausa che ha gettato nel panico diversi attivisti. Non sono mancate infatti critiche al post che annunciava lo stop, così come sui social non è mancato il mutuo-soccorso tra gli iscritti con pareri tecnici e aiuti nei problemi di login.

TOPO GIGIO ED SOS – «Ho ricevuto la mail con l’invito ed il link che mi dovrebbe aprire la pagina per votare per il secondo turno. Clicco sul link e mi apre una pagina con il rimando solo alle proposte di legge, manca la finestra per la votazione! E’ la prima volta che mi succede…Come mai? Posso fare qualcosa per ovviare al problema?», chiedono sul Forum. Sotto scatta l’operazione solidarietà. Qualcuno risponde. «Succede anche a me 🙁 forse problema nel sistema … speriamo risolvano in fretta!». C’è anche chi si lamenta. «Ragazzi, ragazzi. Se è vero il PS su http://www.beppegrillo.it/, che costava reindirizzare ad una pagina con la stessa informazione, invece di farci impazzire in tentativi? Anche se il messaggio che si ottiene https://sistemaoperativom5s.beppegrillo.it/ è quello di “pagina non disponibile”, sembrerebbe quindi più un problema tecnico (sarà la tempesta solare?) Inoltre non sappiamo neanche con quali criteri siano poi stati scelti i candidati al secondo turno». Le lamentele proseguono anche dopo il riavvio. Da una parte chi lamenta di non riuscire a votare, dall’altra chi punta il dito “per la mancanza di trasparenza” e minaccia di non votare affatto. «Che pagliacciata – commentano sul blog – ma chi ha programmato il sistema operativo del Movimento 5 Stelle, topo Gigio?». E ancora: «Mi spiace – rincara la dose un altro attivista – ormai è una farsa. Continuo ad aspettare spiegazioni dallo staff. Questo determina una carenza di democrazia nelle scelte». «Ragazzi, calma e sangue freddo, siete troppo nervosi. Quando mai si è vista una lista elettorale di 24 persone e 0 indagati?», smorza i toni Saverio. Intanto nei social si diffonde l’avviso di tornare a votare. Da capo.

TUTTO IL CAOS PER UN RITIRO – Ma la causa? Potrebbe partire dalla Calabria. Per la precisazione da Ivan, attivista e collaboratore del deputato Sebastiano Barbanti che ha comunicato tempo fa allo staff di non voler partecipare alla seconda corsa. Eppure ieri mattina Ivan si è trovato di nuovo in lista. Da lì è partito il tam tam nella circoscrizione per evitare il voto (che sarebbe poi andato perduto).
Sarà partito da questo lo stop al sistema? Si saranno sfilati altri attivisti dalla corsa? Chissà. Le polemiche però non mancano in diverse zone di Italia.

CATANIA CONTRO LE SPONSORIZZAZIONI – Nonostante l’alta presenza di quote rosa (13 donne ed 11 uomini nel Meridione per esempio), i dissapori continuano per via di sponsorizzazioni fatte dai portavoce regionali e a Roma. È il caso del meet up Catania raccontato dal Fatto Quotidiano: “Durante la procedura di voto dei candidati alle elezioni europee del 31/03/2014″, si legge nel documento che il meetup di Catania sta cercando di far arrivare a Roma raccogliendo più firme possibili, “Riccardo Nuti, Claudia La Rocca, Giorgio Ciaccio e Giulia Di Vita hanno fornito indicazioni di voto nei confronti di alcuni candidati siciliani sui loro profili e fanpage personali di Facebook e su Twitter. Nonostante le numerose critiche scaturite da tali pubblicazioni, i portavoce hanno ritenuto opportuno non intervenire su questi “endorsement”, mantenendoli visibili per tutto il tempo ancora disponibile per la votazione”. E per questo chiedono l’intervento dei parlamentari in assemblea congiunta. A Roma intanto, il gruppo di senatori e deputati che chiede un incontro per parlare del caso Nuti si allarga. Al momento non c’è alcuna convocazione, ma la richiesta della base potrebbe cambiare gli equilibri.

L’AUT AUT A PIZZAROTTI – La questione però non è solo “meridionale”. A Parma Andrea D’Alessandro, primo dei non eletti alla Camera nel 2013 e coorganizer del meetup di Parma, attacca la candidata per le Europee Roberta Cecchin. «Ci tengo a precisare, in qualità di gestore del meetup di Parma e iscritto di Parma in MoVimento che la candidata Cecchin che scrive nel suo profilo “collaboro nel mio piccolo da tempo con il gruppo di Parma”, ha partecipato alla nostre attività saltuariamente solo nel 2012 come verificabile dal suo profilo meetup e in nessun modo ha aiutato o collaborato attivamente con il gruppo di attivisti di Parma».

La nota viene pubblicata dal gruppo Fb ufficiale di Parma in MoVimento. Una presa di posizione che stride con le ultime parole di Beppe Grillo. Candidati sconosciuti nelle liste delle europarlamentarie, come ha lamentato Federico Pizzarotti? Il Capo ha così replicato ieri al sindaco di Parma: «C’è gente che non conosciamo neanche Pizzarotti conoscevo quando è stato eletto, l’ho conosciuto lì, te lo giuro. Quindi lui è stato eletto esattamente con lo stesso metodo. Ci sarà qualche scontento, dobbiamo mettere dentro 20, massimo 25 persone e se ne sono candidate più di 5.000. Ma chi è scontento non è già del Movimento». Le parole vengono rilasciate in una intervista che è andata in onda ieri a Servizio Pubblico. Da una parte le lamentele, dall’altra il genovese.

Al Teatro Palapartenope di Napoli in diversi non hanno voluto perdersi il suo spettacolo. C’era il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico e l’ex leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio. «Vinceremo noi, sicuro, non abbiate dubbi, non abbiate dubbi. Poi le macerie ce le prenderemo noi», ha detto ieri il leader mentre girava entusiasto per Pompei.

E chi è scontento? Chi è scontento è già fuori dal Movimento. E allora macerie siano.

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Stefania Carboni per Giornalettismo