LA MINISTRA GRILLINA AZZOLINA CHE CREA IL SOFTWARE PER MISURARE LE AULE

La ministra, 5 Stelle dell’istruzione, Lucia Azzolina ha rivelato la creazione ,di un software che calcola la superficie degli ambienti scolastici per aiutare la riorganizzazione degli spazi in vista della riapertura a settembre.

Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi durante la quale ha illustrato le linee guida per il Piano scuola 2020-2021.
 “La scuola – ha evidenziato Azzolina – ha bisogno di spazi, chiaro che se parliamo di un metro di distanziamento abbiamo bisogno di più spazi e allora che cosa abbiamo fatto al ministero dell’Istruzione? Abbiamo creato un software, non esisteva, per dirci esattamente quanti metri quadrati abbiamo per ogni singola classe nelle nostre scuole, quanti negli auditorium, quanti nelle palestre o nelle sale docenti”.

Un’affermazione che ha subito scatenato gli utenti dei social network.
“Lato maggiore per lato minore era troppo cheap.” “A quando il sw che calcolerà il volume? Ci vorranno ancora anni e anni di ricerca.” “Io ho sempre visto aule quadrate o rettangolari e mi hanno insegnato a calcolare l’area di queste figure geometriche in seconda o terza elementare. Mi sento male a sentir parlare di software…” “a questi autocad fa un baffo… anche le moltiplicazioni, per altro” “Pitagora, scansate!” “Incredibile un algoritmo che sa fa fare le moltiplicazioni. MIT scansate” “Il calcolo dell’area di una superficie piana è stata inventata più di 2000 anni fa: la geometria, questa sconosciuta, ora non ha più segreti!”
Fonte: L’Occhio
Video: Fabio Lazzari Fb



GIULIA GRILLO: “IN M5S PROBLEMA DEMOCRAZIA INTERNA, NOMINE NON TRASPARENTI”

L’ex ministra, 5 Stelle, della Salute nel precedente governo Conte ha espresso la sua posizione in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook, dove concorda con Alessandro Di Battista sulle nomine di Stato e ha ricordato le parole pronunciate nel suo primo intervento da parlamentare, 7 anni fa, dopo essere stata eletta nelle politiche del febbraio 2013.

“E’ intenzione del Movimento 5 Stelle garantire la massima trasparenza nelle nomine che comportano una partecipazione statale e quindi dei cittadini”: questo uno dei passaggi del discorso di Giulia Grillo, che chiedeva fossero resi noti i criteri di scelta di chi avrebbe gestito le società partecipate dello Stato.

“Ho pronunciato queste parole esattamente 7 anni fa. Era il 3 aprile del 2013 e dai banchi dell’opposizione feci il mio primo intervento da parlamentare eletta, proprio sulle nomine di Stato, all’epoca in capo al dimissionario governo Monti. A nome di tutto il MoVimento chiedevo, con la voce tremante ma con profonda convinzione, che fossero resi noti i criteri di scelta di chi avrebbe gestito le società partecipate dello Stato. In quell’intervento c’è l’emozione di chi sta portando nella principale istituzione democratica del Paese, le istanze dei cittadini. Siamo stati eletti nel nome della democrazia diretta, della partecipazione e della trasparenza. Da opposizione abbiamo combattuto con tutte le nostre forze per far valere i principi democratici, da maggioranza è ancora meno accettabile derogare a questo principi. “Partecipa. Scegli. Cambia.” è stato il nostro manifesto elettorale per le politiche 2018. I cittadini hanno partecipato, hanno scelto, desiderosi di cambiare, e a loro noi dobbiamo più di qualcosa. Guardo e riguardo questo video ed è quanto mai attuale, soltanto che al posto del governo Monti c’è il governo di cui il MoVimento fa parte. Oggi come allora, rivendico questa trasparenza nel metodo di selezione dei vertici delle partecipate, da due mesi sto chiedendo con ogni mezzo a mia disposizione di rendere TUTTI partecipi di queste scelte, perché TUTTI abbiamo il diritto di conoscere esattamente come e perché venga selezionata una figura invece che un’altra.
Alessandro Di Battista si è unito ad una richiesta che io e altri parlamentari condividiamo e stiamo portando avanti, puntare il dito contro di lui come l’uomo che vuol far tremare la terra sotto ai piedi a Conte è sbagliato e fuorviante, ma ahimè strategico per chi vorrebbe zittirci spostando l’attenzione dal focus principale: questo delle nomine è anzitutto un problema interno alla forza politica MoVimento 5 Stelle, che nulla ha a che fare con il presidente del Consiglio. Non ci è stato concesso di discutere di queste nomine né in una congiunta parlamentare, né tantomeno sulla piattaforma Rousseau dove i cittadini avrebbero avuto tutto il diritto di esprimersi. C’è un problema di democrazia interna, e tentare di nasconderlo non fa che acuirne la presenza. È come preoccuparsi di un una mosca mentre nella stanza c’è una tigre pronta a sbranarci.”
Fonte: NewNotizie



IL CONSIGLIERE GRILLINO DEL LAZIO CHE ANNUNCIA LA SUA ESPULSIONE DAL MOVIMENTO

Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio per i 5 Stelle verrà espulso dal Movimento. Lo ha annunciato lui stesso sui social. La decisione verrà comunicata in video conferenza domani, 25 marzo 2020.
“OGGI E’ IL MIO ULTIMO GIORNO NEL MOVIMENTO 5 STELLE.
Domani verrò espulso, in videoconferenza.
Care Colleghe, Cari Colleghi,
Il Capogruppo e Presidente dell’Associazione Gruppo Movimento 5 Stelle Lazio XI Legislatura, Roberta Lombardi,
con la seguente convoca tutti i Consiglieri per il giorno 25 marzo pv alle ore 21.00 in modalità teleconferenza, come previsto dallo Statuto, per trattare i seguenti punti all’ordine del giorno :
Espulsione dal Gruppo Consiliare e dall’Associazione del Consigliere Davide Barillari;
Varie ed eventuali.
In fede, Consigliere Roberta Lombardi
Io invece ho chiesto che all’ordine del giorno come primo punto ci sia la mozione di sfiducia a Roberta Lombardi.
https://drive.google.com/…/1Zsj8rMOaoIC_oyNsXllLIbkB-…/view…
La motivazione ufficiale è aver creato un sito internet che “confonde” i cittadini, ma che in realta’ contiene solo atti presentati in regione e informazioni sull’emergenza coronavirus (guardate voi stessi> www.saluteregionelazio.it).
Un pretesto.
La vera motivazione è che dò fastidio al Partito Democratico e non mi sono mai allineato a Zingaretti, svolgendo il mio ruolo di opposizione senza mai abbassare la testa.
10 anni di battaglie nel MoVimento 5 Stelle. Ci ho messo sempre anima e cuore. Ho lavorato con migliaia di attivisti, denunciando sempre impicci, ingiustizie e corruzione.
Sono stato il primo candidato Presidente che ha sfidato Zingaretti. Ma il M5S ormai e’ cambiato, e abbiamo perso oltre a milioni di voti anche la coerenza e l’onestà che ci caratterizzava.
Oggi è il mio ultimo giorno nel M5S e dedico a tutti voi, che credete in me, ogni attimo di lavoro di oggi.
Vi assicuro che non smetterò mai di combattere.”



IL MINISTRO CHE VUOLE AIUTARE ANCHE CHI LAVORA IN NERO

“Inutile nasconderselo, l’economia meridionale ha una vasta zona grigia di sommerso che ha riflessi anche sull’economia legale. E le misure che il governo ha messo in campo fin qui hanno privilegiato l’emerso, com’era inevitabile. Ma se la crisi si prolunga dobbiamo prendere misure universalistiche per raggiungere anche le fasce sociali più vulnerabili: le famiglie numerose, oltre a chi lavorava in nero. Non basta la cassa integrazione in deroga per gli artigiani”. Lo ha affermato ail ministro 5 Stelle per il Sud e per la Coesione sociale Peppe Provenzano in una intervista a Federico Fubini per il Corriere della Sera.

A Rainews24 ha spiegato: “Al Sud dopo questa crisi, se sarà prolungata, rischiamo il collasso sociale”. E ancora: “La quota di sommerso che esiste ha riflessi nell’economia reale, per questo abbiamo la necessità di avere misure più universalistiche. Nel Dl abbiamo sostenuto i lavoratori, ma tutto questo non copre quella quota che esiste, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia”.
 Il ministro  ha anche sottolineato: “Abbiamo il dovere di offrire alternative, con investimenti, creando lavoro buono e con sostegni. Se non lo facciamo noi l’alternativa la offrono altri, la criminalità organizzata, a chi lavora in nero. Anche il sommerso sarà colpito dalla crisi, per evitare che ce lo troviamo dopo dobbiamo offrire una alternativa”.



LA PANZANA SUL CORONAVIRUS DEL CONSULENTE DEL GOVERNO CONTE

Gunter Pauli è nato ad Anversa, in Belgio. Classe ’56, si è laureato in Licencié en Sciences Economiques all’Università di Loyola, per poi ottenere un master in economia aziendale a Fontainebleau, in Francia. Ha fondato diverse organizzazioni, tra le quali la “Zero Emissions Research and Initiatives (Zeri), diventata poi una fondazione che punta – si legge sul suo sito – a “ridisegnando la produzione e il consumo” con il contributo di imprese e distretti “ispirati ai sistemi naturali”.
Pauli, scrive l’Agenzia Agi, è stato arruolato da Conte nei primi giorni di marzo, annunciando l’incarico su Twitter (senza chiamarlo incarico). Il post è accompagnato da una foto di Roma: “L’economia mondiale è ferita. La psicosi del virus ha colpito la comunità un modo molto forte”.
Ha offerto così la “disponibilità” a dare il proprio contributo “dove il dolore è maggiore, per definire strategie che utilizzino ciò che è disponibile a livello locale”. È uno dei suoi mantra: Pauli è infatti il padre della “Blue economy”. Nelle intenzioni, è una versione potenziata dell’economia circolare, basata su riciclo e riuso a livello locale.
Gunter Pauli è stato presentato alla platea di quello che sarebbe diventato il Movimento 5 Stelle con un post dal titolo che, oggi, suona profetico: “E merda fu….”. Era il 3 luglio 2005. Sul suo blog, non ancora di partito, Beppe Grillo raccomandava un libro dell’economista e scrittore belga, citandolo: “Lo scarto di una azienda è la materia prima di un’altra”. L’infatuazione è quindi antica. Da Grillo è stata prima trasferita al movimento e poi al governo.

All’inizio di marzo è diventato consigliere economico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Qualche ora fa ha ipotizzato in un tweet una relazione tra 5G e diffusione del coronavirus.
Mentre l’Italia è chiusa in casa ed entra in vigore un nuovo decreto, Gunter Pauli scrive: “La scienza deve dimostrare e spiegare causa ed effetto. Tuttavia la scienza osserva innanzitutto le correlazioni: fenomeni apparentemente associati. Applichiamo la logica scientifica. Qual è stata la prima città al mondo coperta dal 5G? Wuhan! Qual è la prima regione europea del 5G? Nord Italia”.
In soli 280 caratteri, Pauli riesce ad annientare logica, metodo scientifico e buonsenso. Baserebbe dire che ci sono aree italiane dove il 5G è stato testato e dove i casi sono molto meno (Prato, Torino, l’Aquila, Matera, Bari). Basterebbe dire che nelle zone della Lombardia più colpite (Bergamo e Brescia), non ci sono progetti attivi. Basterebbe dire che in Cina il 5G è presente in decine di città. E che è discutibile anche il fatto che Wuhan si stata la prima ad accendere le nuove reti. Basterebbe, ma sarebbe un livello di discussione altro. Il punto è che Pauli spaccia per “logica scientifica” l’accostamento di due cose a caso.

Seguendo questo approccio, se due persone nel mondo stanno mangiando pasta al sugo mentre inizia a piovere, è possibile che il soffritto causi perturbazioni. In coda al tweet di Pauli, il sociologo dell’università di Bologna Marco Albertini ha applicato la stessa “logica scientifica”. E ha individuato una “correlazione” tra il consumo pro-capite di formaggio e il numero di persone che muoiono rimanendo impigliate nelle lenzuola.
E ci sarebbe anche un legame tra le vittime di annegamento in piscina e in film con Nicolas Cage in uscita. Il problema è che Albertini scherza ma Pauli dice sul serio. Ci sarebbe da ridere, se non fosse che è un consigliere economico del governo. E che nel tweet su 5G e coronavirus, oltre ad alcune testate, Pauli cita Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (oltre a un profilo a caso, non ufficiale, di Beppe Grillo e all’art director del suo blog).
“Abbiamo letto con enorme stupore l’affermazione formulata da Gunter Pauli di un nesso tra la realizzazione delle reti 5G in Cina e il propagarsi della pandemia. Non possiamo non esprimere grande rammarico e dissenso per una tesi fantascientifica priva di alcun fondamento”, afferma Asstel, l’associazione di Confindustria che rappresenta la filiera delle telecomunicazioni. “Tutte le tecnologie delle telecomunicazioni, incluso il 5G, sono soggette a scrupoloso scrutinio da parte della comunità scientifica internazionale a tutela della salute delle persone e in nessun caso è stato neanche in ipotesi azzardato un nesso così grave con la pandemia”.
Il tweet di Pauli non è solo un’uscita infelice. Da fine febbraio spara cinguettii che denotano il suo approccio naif alla scienza. “Le persone hanno bisogno di una visione. Non sono guidate da numeri dettagliati né fatti verificati, audit e trasparenza”. Forse non aiutano a guidare le persone, ma i numeri servono, soprattutto a un consigliere economico.
Il 9 marzo, con il Covid-19 già diventato emergenza nazionale, scrive: “È meglio imparare a conviverci piuttosto che cercare di ucciderlo”. Vaccini? Ricerca? Macché.
Tweet del 14 febbraio: “Basterebbe così poco per mettere a posto il gran casino che abbiamo fatto. Siamo così deboli che un virus ci mette al tappeto. La soluzione non è più la disinfezione: la soluzione è rafforzare il nostro sistema immunitario con aria, acqua e cibo sani”.
Il 20 marzo i rimedi virano al surreale: “Quando siamo bloccati in casa, allora dobbiamo chiederci: come sopravvivere e in che modo l’economia tornerà in moto? Ecco un’intervista che spiega come cuocere il pane”. E via di link a un articolo del 2017 in cui spiega perché il pane con troppo zucchero fa male.
Roberto Burioni ha commentato duramente la teoria di Gunter Pauli: “Non è possibile che una persona che diffonde irresponsabilmente bugie pericolose e senza alcuna base scientifica sia un consulente del governo”.