M5S, PIATTAFORMA BUCATA. GRILLO SCRIVE PROPRIO A TUTTI: CAMBIATE LE PASSWORD

A più o meno una settimana dal primo attacco al sistema Rousseau, e successivamente anche al blog di Beppe Grillo, organo di informazione per eccellenza che, pur non avendo la stessa funzione di Rousseau, contiene una mole non da poco di dati sensibili degli iscritti, non si placa il nervosismo del M5S sulla sicurezza del cuore pulsante della democrazia diretta.

Vertici e big pentastellati continuano ad assicurare che le votazioni non hanno subito alcuna manipolazione e che il sistema, di fatto, è sotto controllo. Ma, come ammette Alessandro Di Battista, il problema della sicurezza di Rousseau “esiste eccome”. Ed è un problema che Beppe Grillo e Davide Casaleggio, che restano chiusi in un prudente silenzio, sono chiamati a risolvere al più presto. Il “nemico” dei 5 Stelle non ha un nome e cognome ma un profilo Twitter: “rogue0”.

È lui a diffondere, da giorni, i dati con cui ha violato Rousseau. “Dati vecchi, che riguardano solo una “piccola parte” del sistema”, sostengono nel M5S, ma che continuano ad alimentare il nervosismo, soprattutto tra gli iscritti.

Ieri, in una email, lo staff del Movimento li ha invitati a cambiare la password per votare sul sito beppegrillo.it. Senza considerare che possono votare ancora persino gli espulsi, come ha svelato l’ex grillina Marika Cassimatis, cacciata prima delle elezioni a Genova, ma ancora utente verificato di Rousseau. O come il consigliere comunale di Livorno Marco Valiani, ex M5S, cacciato dal Movimento il 21 luglio 2014. E non solo gli espulsi. Lo Staff di Beppe Grillo, con la stessa mail, ha invitato a cambiare la password anche chi ha lasciato il Movimento da anni e nientemeno anche a qualcuno, come Angelo Pierotti di Civitavecchia, che la password non l’ha mai avuta, perchè non ha mai avuto a che fare con il Movimento di Grillo.

Ma non è detto che la mail dello staff rassicuri gli iscritti, soprattutto quelli più critici: si fa sempre più probabile l’ipotesi che, una parte di questi, ricorra contro la Casaleggio Associati per la mancata custodia di dati sensibili.

Qualcuno – come l’esperto David Puente – fa notare su Twitter che il blog non è su https (protocollo di crittografia che rende più sicure le informazioni scambiate su una pagina web), qualcun altro che anche il certificato Ssl (altro protocollo di crittografia) è scaduto da anni.

Infatti basta provare a digitare una qualsiasi password sulla pagina a cui viene chiesto di collegarsi per il cambio (http://www.beppegrillo.it/change_password_iscrizione.php) per capire quando sia poco sicuro inserire dati personali che potrebbero facilmente essere vulnerabili. Questa una prova di ieri pomeriggio.

Non solo: lo stesso Puente ha svelato come cercando su Google fosse possibile trovare tutte le email dei partecipanti alla petizione dal nome roboante: la «Marcia virtuale per il reddito di cittadinanza». Problema fortunatamente sistemato subito dallo staff.

A questo punto cresce anche l’ipotesi che, per il voto sul candidato premier, i vertici si affidino a società esterne per certificare il voto, così come è accaduto per le Quirinarie. Nel frattempo, i parlamentari 5 Stelle, cercano di fare quadrato. “Gli hacker attaccano una piccola parte di Rousseau gli onorevoli piddini, invece che chiedersi come mai non ci sia nulla da bucare nel loro universo politico (se non i loro cervelli per capire cosa ci sia dentro), si divertono a disquisire sulla validità del sistema M5S?”, attacca Manlio Di Stefano. Angelo Tofalo, al Corsera, spiega che agli iscritti è stato chiesto in vista delle future votazioni, di verificare il numero di telefono per introdurre un’ulteriore protezione all’account.

Il problema c’è ma non riguarda solo il M5S, “è stata attaccata la Nasa, forse la Cia”, si difende infine Di Battista scatenando l’ironia del Pd. “Altro che Nasa, Rousseau è un colabrodo”, twitta Emanuele Fiano mentre Michele Anzaldi mette in dubbio anche la candidatura di Giancarlo Cancellieri in Sicilia: “nessuno garantisce che sia stato un voto libero”.

E proprio dalla Sicilia arriva l’attacco più fastidioso per il M5S: il deputato sospeso (per il caso firme false) Riccardo Nuti definisce “ridicolo” il paragone tra l’attacco a Rousseau e il caso della Nasa invitando i vertici “ad analizzare con attenzione e senza superficialità” l’attacco e avvertendo gli iscritti che il cambio di password potrebbe non bastare. Parole che dimostrano come “rogue0”, oltre a violare Rousseau, potrebbe riaccendere tensioni interne che, da qualche settimana, apparivano sopite.

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Fonte: La Sicilia Web



DOPO ATTACCHI HACKER, M5S SCRIVE AGLI ISCRITTI (ANCHE SCOMUNICATI): CAMBIATE PASSWORD

Il Movimento 5 Stelle corre ai ripari dopo gli attacchi hacker subiti dalla piattaforma Rousseau negli ultimi giorni, sia sul fronte giudiziario che su quello della sicurezza interna, con l’obiettivo di proteggere i dati dei propri iscritti. Ieri sera, in collegamento dalla Sicilia con il programma di La7 ‘In Onda’, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha assicurato che “sono state depositate delle denunce in Procura”, sottolineando come le incursioni dell’hacker rogue0 non abbiano manomesso le votazioni online.

Nel frattempo il blog di Beppe Grillo – che secondo David Puente, blogger ed ex dipendente della Casaleggio Associati, sarebbe stato ‘bucato’ dall’hacker proprio come Rousseau – ha chiesto ai propri iscritti di modificare la password di accesso al sito. Nel pomeriggio di ieri gli utenti hanno ricevuto una mail dallo Staff di Beppe Grillo: “Ti invitiamo, per la sicurezza del tuo profilo, a rinnovare la password con cui accedi al blog di Beppe Grillo”, si legge nel messaggio.

Tra i destinatari della mail anche Marika Cassimatis, ex vincitrice delle comunarie M5S a Genova poi ‘scomunicata’ da Grillo e sospesa dal Movimento. “Pensavo di essere stata cancellata, è singolare che il fatto che io sia ancora iscritta…”, dice all’AdnKronos la docente ligure, annunciando la propria adesione “all’eventuale azione legale promossa dall’avvocato Lorenzo Borrè per la violazione della privacy di Rousseau e del blog di Grillo”.

Una mail simile a quella recapitata ai ‘seguaci’ dell’house organ grillino è stata inviata ai propri utenti anche dallo stesso Movimento 5 Stelle, che ha esortato gli iscritti a “cambiare periodicamente la password” d’accesso al sito movimento5stelle.it.

Nel frattempo l’hacker rogue0, dopo un silenzio durato pochi giorni, ieri è tornato a farsi vivo su Twitter diffondendo username e password di quello che potrebbe essere un admin di Rousseau. I ‘leaks’ però non compaiono più sulla piattaforma Zerobin, utilizzata dall’hacker per la pubblicazione dei dati carpiti dal sistema operativo M5S.

Rogue0 ha poi nuovamente puntato il dito contro evariste.gal0is – l’account Twitter dell’hacker ‘buono’ che per primo aveva segnalato la vulnerabilità di Rousseau – accusandolo di essere un dipendente della “Casaleggio Assonnati”.

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Fonte: AdnKronos



AVV. BORRÈ: RISCHIO EFFETTO DOMINO PER LE COMUNARIE M5S

Lorenzo Borrè, l’avvocato degli espulsi ed esclusi dai 5 Stelle intervistato dal Tg1, dopo il caso Cassimatis, ha affermato che il Movimento di Grillo rischia l’effetto domino: è iniziato a Roma, l’anno scorso, si è propagato a Napoli e adesso a Genova. Diversi associati già si sono rivolti a me per sapere se è possibile impugnare altre comunarie”, ha concluso.

Gli avvocati di Marika Cassimatis hanno deciso di inviare, nei prossimi giorni, un “avviso bonario” al comico perché ritiri la sua sospensione dall’M5S. Nel caso in cui Grillo non dovesse rispondere positivamente sarà impugnata, davanti al tribunale civile, la sospensione della Cassimatis.




IL TRIBUNALE DA RAGIONE A CASSIMATIS MA PER GRILLO NON VALE: “NON È E NON SARÀ CANDIDATA”

Il tribunale di Genova ha dato ragione a Marika Cassimatis e ha annullato i due provvedimenti con cui la cinquantunenne geografa era stata prima esclusa come candidata a sindaco del moVimento e poi sospesa. “Non so dire quali saranno i prossimi passi in questo momento, ma avendo accolto tutte le nostre richieste, io sono il candidato sindaco del Movimento 5 stelle al momento” ha detto all’Agi.

Beppe Grillo, però, non cede. “Marika Cassimatis è stata sospesa e la votazione del 14 marzo è stata annullata, pertanto la stessa non è né sarà candidata con il MoVimento 5 Stelle a Genova alle elezioni dell’11 giugno”, si legge sul blog di Grillo. “Rispettiamo la sentenza – si legge ancora sul blog del comico genovese – che, tra l’altro, riconosce la validità e la legittimità del Regolamento del MoVimento 5 Stelle (“le apprezzabili regole statutarie più volte richiamate, sottolineate ed apprezzate”) riservandoci, però, di tutelare in ogni sede le nostre ragioni. In ogni caso non possiamo non rilevare come in nessun passo della predetta sentenza si sostenga che la Cassimatis è la candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, come lei ha affermato. Marika Cassimatis è stata sospesa e la votazione del 14 marzo è stata annullata, pertanto la stessa non è nè sara’ candidata con il MoVimento 5 Stelle a Genova alle elezioni dell’11 giugno”.

“In forza di questa ordinanza, Cassimatis e la sua lista si confermano gli unici legittimi candidati a rappresentare il M5S alle lezioni di Genova” aggiunge l’avvocato Lorenzo Borré che ha assistito Cassimatis nel suo ricorso contro M5S e Beppe Grillo “non vedo come potrebbero sottrarsi a candidare la Cassimatis se non con uno strappo”.

Cassimatis aveva vinto le Comunarie online per la scelta del candidato a Cinque Stelle per la poltrona di sindaco del capoluogo ligure, la città del leader. Si era imposta, sia pur di poco, sull’avversario Luca Pirondini con 362 voti a 338. Finché, lo scorso 18 marzo, Beppe Grillo non aveva deciso di invalidare il risultato delle votazioni online e di chiederle di togliere il simbolo della lista.

Dietro la decisione del comico genovese i rapporti con i fuoriusciti del Movimento, come il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che avevano fatto sorgere dubbi sulla lealtà al partito di Marika Cassimatis. La candidata scaricata aveva querelato per diffamazione Grillo e di Alessandro Di Battista si era rivolta ai suoi sostenitori paragonandosi a “Davide contro Golia”.

Il comico genovese aveva spiegato così la decisione sul suo blog: “Mi è stato segnalato, con tanto di documentazione, che molti, non tutti, dei 28 componenti di questa lista, incluso la candidata sindaco, hanno tenuto comportamenti contrari ai principi del M5S prima, durante e dopo le selezioni online del 14 marzo 2017. In particolare – scriveva il comico – hanno ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del M5S, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dai Cinque Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti”. Infine l’appello: “Se qualcuno non capirà questa scelta, vi chiedo di fidarvi di me. Non possiamo permetterci di candidare persone di cui non siamo sicuri al 100%.”

La decisione non viola alcun regolamento, aveva precisato Beppe Grillo: “Nella pagina di accettazione della candidatura per i candidati alle comunarie di Genova, che tutti i candidati hanno sottoscritto online, era stabilito che: ‘Il Garante del MoVimento 5 Stelle si riserva il diritto di escludere dalla candidatura, in ogni momento e fino alla presentazione della lista presso gli uffici del Comune di Genova, soggetti che non siano ritenuti in grado di rappresentare i valori del Movimento 5 Stelle’. In base a questa prerogativa e in qualità di garante del Movimento 5 Stelle, al fine di tutelarne l’immagine e preservarne i valori e i principi, ho deciso, nel pieno rispetto del nostro metodo, di non concedere l’utilizzo del simbolo alla lista di Genova con candidata sindaco Marika Cassimatis”.

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Fonte: Agi



M5S, PADOVA COME A GENOVA – CANDIDATO SCONFITTO: “ANNULLARE COMUNARIE”

Dopo il caso di Genova dove Marika Cassimatis, ex candidata sindaco del M5S sulla cui candidatura Beppe Grillo aveva posto il veto, ha vinto il rincorso presentato in tribunale perchè, come si legge sull’ordinanza:”Beppe Grillo, in quanto garante del Movimento 5 Stelle, non ha ‘alcun potere di intervento’ nel processo di selezione ‘delle candidature locali'”, scoppia il caso Padova.

“Ho chiesto chiarimenti alla Casaleggio Associati, perché dopo il post di Grillo di giovedì ci sono dubbi” anche per quanto riguarda le comunarie di Padova del 29 marzo, procedura che si è svolta “in palese contrasto con il regolamento, in quanto le mail per avvisare del voto sono arrivate agli attivisti anche 3 ore dopo l’inizio della votazione…”. Leonardo Forner, il ventiduenne uscito sconfitto dalla consultazione online del 29 marzo per la scelta del candidato M5S a sindaco di Padova, non ci sta e dopo il post con cui il 6 aprile Beppe Grillo ha di fatto invalidato le comunarie genovesi del 14 marzo perché indette “con preavviso inferiore al termine minimo di 24 ore prescritto dall’articolo 3 del regolamento”, chiede che venga presa la stessa decisione anche per il voto che ha incoronato Simone Borile candidato sindaco 5 Stelle del comune veneto.

“Ad ora non ho ancora ricevuto una riposta dallo staff”, dice all’AdnKronos il pentastellato, che alla domanda su eventuali azioni legali da intraprendere nei confronti del Movimento – sulla scia di quanto fatto a Genova da Marika Cassimatis – risponde: “Intanto vediamo se lo staff risponde, poi vedremo con il gruppo cosa fare. Da parte loro sarebbe meglio agire subito perché loro stessi sanno che sono in torto con il regolamento”.

Secondo Forner il rischio è quello “di danneggiare ancora di più il Movimento e noi questo non lo vogliamo perché, ricordiamo, siamo tutti attivisti da moltissimo tempo e vogliamo portare avanti le istanze dei cittadini sul territorio e non andare avanti per azioni legali al nostro interno. Vogliamo solo chiarezza”. Il giovane non nasconde i “molti dubbi su come si sia svolto tutto il processo di selezione qui a Padova e sugli impedimenti che mi sono stati fatti da parte dell’ex-consigliere Giuliano Altavilla, alla luce di tutti i ‘no’ che mi sono stati detti quando ho richiesto un confronto pubblico fra i due candidati”.

E su Facebook aggiunge: “Fare chiarezza é sempre stato un baluardo delle nostre battaglie. Dunque non possiamo tirarci indietro proprio ora. Dobbiamo combattere una classe dirigente che ha lasciato Padova in maniera impietosa, è un’Italia ancora peggio. Per questo non possiamo di certo far la morale agli altri se prima non chiariamo le posizioni al nostro interno. É stato chiesto confronto e non e stato dato, é stata chiesa leale competizione e anche quella é mancata. E questi purtroppo sono i risultati. Spero si possa chiarire quanto prima questa posizione e focalizzarci sui veri punti del programma 5 stelle”.

Forner dice la sua anche sul caso Genova. “Il tribunale ha dato ragione a Marika Cassimatis sulla base del regolamento che loro stessi hanno violato per cercare una soluzione al pasticcio che avevano fatto… quindi non mi stupisce la decisione dei giudici. E’ un errore da ammettere – spiega – bisogna far le scuse alla candidata e andare avanti a combattere contro la politica che asfissia il Paese. Occorre essere capaci di ammettere i propri errori e andare avanti”.

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