LA MAGGIORANZA 5 STELLE DI POMEZIA DIMETTE IL SINDACO FUCCI

I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Pomezia, oggi, al termine di un lunghissimo consiglio comunale assise di oggi, si sono tutti dimessi mettendo fine all’amministrazione del sindaco Fabio Fucci.

Come maggioranza in consiglio – scrive il M5S di Pomezia su Facebook – abbiamo appurato una ripetuta mancanza di collaborazione da parte del Sindaco e dell’attuale Giunta nel portare avanti gli obiettivi programmatici concordati con i cittadini tramite il nostro programma elettorale.
Non possiamo più sostenere un sindaco che ha mancato ripetutamente di portare a termine atti di indirizzo del Consiglio Comunale negli ultimi mesi.
Non possiamo più sostenere un Sindaco che, in palese contrasto con gli ideali del Movimento 5 Stelle che l’ha portato al governo della città, spende incondizionatamente e senza programmazione alcuna, i soldi della collettività cercando consensi elettorali.
Non possiamo più sostenere un Sindaco che scredita il lavoro dei Consiglieri Comunali che fino ad oggi l’hanno accompagnato nei risultati raggiunti dalla nostra amministrazione.
Non possiamo più sostenere un Sindaco ed una Giunta, palesemente in contrasto con la forza politica a cui apparteniamo, che sfruttano il nome, le strutture, soldi e personale dell’ente per girare la città organizzando incontri che sanno più di campagna elettorale che di informazione ai cittadini.
Mai avremmo pensato che sarebbe stato questo il finale della nostra consiliatura. Siamo andati avanti in questi mesi tenendo sempre presente il nostro unico interesse, il cittadino, ma siamo giunti alla conclusione che non ci sono più le condizioni per proseguire il nostro intento.
Siamo orgogliosi del lavoro svolto da questa maggioranza di governo in questi ultimi 5 anni ma, nostro malgrado, tutte le motivazioni finora esposte, portano i Consiglieri Comunali di maggioranza, a protocollare le proprie dimissioni.
I Consiglieri comunali di Pomezia si dimettono – scrive sempre su Facebook il sindaco Fucci – e termina così anticipatamente questa consiliatura.
Un gesto irresponsabile da parte dei Consiglieri di maggioranza del Movimento 5 Stelle. Chiudere anticipatamente un’esperienza di governo che si è dimostrata virtuosa significa mettere le beghe di partito davanti alla crescita di Pomezia e al benessere dei cittadini. Avevamo un accordo chiaro e trasparente con i Consiglieri di maggioranza: portare a termini i punti condivisi del programma elettorale e chiudere naturalmente l’Amministrazione a maggio, tutelando i risultati raggiunti in questi anni e garantendo una gestione amministrativa senza interruzioni, per evitare il rischio di tenere fermo il Comune fino a maggio. Prendo invece atto di un gioco politico elettorale che, con l’unico obiettivo di colpire me, fa un danno alla nostra Città. Affronto dunque a testa alta questa nuova fase politica che ci porterà alle prossime elezioni amministrative, forte degli ottimi risultati raggiunti in questi anni. Ringrazio la Giunta, Elisabetta Serra, Lorenzo Sbizzera, Giuliano Piccotti Assessore Pomezia, Riccardo Borghesi, che ha lavorato duramente, i dirigenti e tutti i dipendenti comunali che si sono dimostrati validi collaboratori.
A mia moglie Veronica Filippone, ai miei figli e alla famiglia va il ringraziamento per il sostegno di questi anni intensi e pieni di soddisfazione.Ai cittadini un ringraziamento particolare, per l’affetto e la stima mostrati in questi anni.
Ai cittadini un ringraziamento particolare, per l’affetto e la stima mostrati in questi anni.
mader



FAVARA A 5 STELLE: SI DIMETTE IL VICE SINDACO LILLO ATTARDO

Terremoto politico nella giunta 5 Stelle di Favara. Lillo Attardo oggi ha protocollato le sue dimissioni dalla giunta del sindaco Anna Alba.

“Incompatibilità politico-amministrativa con il Sindaco”, ci sarebbero alla base delle dimissioni.
“Abbiamo strategie diverse su come amministrare Favara” spiega Attardo alla stampa “Essendoci incompatibilità consolidate ritengo opportuno di dimettermi onde evitare di essere pagato senza lavorare”.
Lillo Attardo è uno dei fondatori del Movimento a Favara.
mader



LA DEPUTATA CHIARA DI BENEDETTO SE NE VA DAL M5S: “È VOLGARE NEGAZIONE DELLE ORIGINI”

Lascia il Movimento 5 Stelle Chiara Di Benedetto, palermitana, deputata nazionale ricandidata alle politiche al quarto posto alla Camera nel collegio uninominale Bagheria, Marsala, Trapani e Monreale. L’annuncio, con un post su Facebook, in simultaneità con la visita a Palermo di Luigi di Maio.

“Non posso riconoscermi – scrive su Facebook – in ciò che viene spacciato per MoVimento, ma che si pone come la sua più volgare negazione. Mi ritrovo candidata con un simbolo che parla da sé. Mi ritrovo un leader, una struttura di partito e accanto a me, in lista, riciclati di altri partiti, o candidati con precedenti esperienze politiche di cui il M5s sembra vantarsi”.
In questi 5 Anni di Legislatura ho acquisito tantissima esperienza, ho conosciuto tante splendide persone, alcune delle quali sono diventate amiche, ho imparato tantissimo, sono cresciuta come persona e come cittadina. Ho avuto l’onore e il privilegio, quello si, di rappresentare i cittadini italiani all’interno delle istituzioni, quei cittadini che 5 anni fa hanno creduto nel progetto di rivoluzione culturale, che hanno sperato di poter cambiare faccia alla politica italiana, al futuro dei propri figli. 5 Anni fa, Milioni di cittadini hanno messo la x su un’idea. Ci hanno creduto,Tutti insieme, dopo tanti anni, che quell’idea si potesse concretizzare. La forza rivoluzionaria del MoVimento era la propria diversità rispetto a ciò che lo scenario politico offriva, la sua forza alternativa, che sbaragliava tutti i canoni della dialettica politica. Il movimento portava temi, principi, non più ideologie, voleva fatti e non parole. Voleva coerenza e onestà. Questi principi avevano guidato migliaia di attivisti in tutta Italia a lavorare e impegnarsi sui propri territori, a sostenere battaglie importanti a tutela dell’ambiente, del paesaggio, della salute, dei diritti. Al MoVimento si avvicinarono, pian piano, le migliori eccellenze, competenze e intelligenze, in maniera spontanea e senza alcun interesse personale. Chiunque avanzasse un minimo intento personale veniva, immediatamente, allontanato, perché si temeva per l’integrità del progetto più grande che era rendere l’Italia un paese migliore, a 5 stelle. Il MoVimento si fondava su un concetto bellissimo, quello di RETE. Non di base, ma di RETE, orizzontale e uguale, nella quale ognuno doveva avere gli stessi diritti dell’altro e gli stessi doveri, uno vale uno e nessuno sarebbe mai rimasto indietro.
Il MoVimento rifiutava i leader, perché ne riconosceva la pericolosità, rifiutava la casta, i privilegi dei pochi a discapito di tutti gli altri cittadini, rifiutava i cambi bandiera, gli scilipoti, i riciclati della politica.
É per tutti questi motivi che decisi di fare parte del progetto del MoVimento 5 stelle, di attivarmi sul mio territorio, di candidarmi, a 25 anni, alla Camera dei Deputati e provare a essere il cambiamento che volevo vedere nel mondo. Per tutti questi motivi, con estrema coerenza, che purtroppo spesso non è stata colta, ho sempre aderito ai principi del MoVimento, al nostro programma, ai nostri impegni. Per tutti questi motivi ho restituito 200 mila euro del mio stipendio, versandolo sul fondo per le PMI e ho sempre cercato di tenere a mente il progetto iniziale e di difenderlo, dagli attacchi esterni, ma anche da quelli interni.
Ed è esattamente per gli stessi motivi che oggi non posso riconoscermi in ciò che viene spacciato per MoVimento, ma che si pone, esattamente, come la sua più volgare negazione.
Oggi mi ritrovo candidata, di nuovo, con un simbolo che parla da sé. Non rimane molto del MoVimento che aveva fatto sperare le persone. Oggi mi ritrovo un leader, una vera propria struttura di partito, ritrovo accanto a me, in lista, riciclati di altri partiti, o candidati con precedenti esperienze politiche di cui, oltretutto questo movimento sembra vantarsi. Mi trovo all’interno di una forza politica che avrebbe dovuto cambiare il sistema e, invece, ci si è adagiato sopra, si è conformato a questo. In questo movimento i candidati da mettere in lista vengono scelti perché sono amici di qualcuno, perché un portavoce ha garantito per loro. Chi può, chi è vicino ai vertici, cerca di garantire l’elezione dei propri fedeli uomini, organizzando cordate per le votazioni online, denigrando e infangando altri candidati, mentendo spudoratamente, dimostrando tutta l’ipocrisia di un partito che inneggia alla trasparenza ma che poi muove le carte sottobanco. Tutte le persone che, in questi anni hanno davvero cercato di contrastare questa deriva sono state messe alla porta, me compresa; altre, si sono adeguate in fretta alla nuova forma, un po’ per furbizia, un po’ per inerzia. Io Sono stata isolata ed emarginata sia all’interno del mio gruppo Parlamentare, sia sul territorio, sia dai vertici della “comunicazione” che mi hanno impedito, anche fisicamente, di partecipare ai lavori e riunioni, ad esempio, sul programma. Il mio quarto posto in lista, che scongiura la mia rielezione, risulta quanto mai giusto e veritiero poiché, nonostante i 5 anni a lottare nell’interesse dei cittadini, non sono, evidentemente adatta a rappresentare questo nuovo movimento e, alla luce degli ultimi risvolti e delle ultime scelte in campo di candidati uninominali, non lo voglio. E’ evidente che anche questo nuovo movimento non voglia me, unica portavoce uscente a Palermo, e neanche tanti altri validissimi attivisti che sono stati epurati senza alcuna motivazione. Questo movimento preferisce candidare ex assessori pd, ex uomini di segreterie politiche, ex qualsiasi cosa, piuttosto che candidare chi, nel bene e nel male, ha sempre cercato di tutelare l’integrità del Movimento stesso.
Qualcuno potrebbe dirmi che avrei fatto meglio a non ricandidarmi e, probabilmente avrebbe anche ragione, ma non potevo immaginare che si raggiungessero tali livelli e, perciò, ho combattuto fino alla fine, per rappresentare quegli attivisti veri che stanno soffrendo maledettamente questa tanto temuta deriva, ho sperato di poter fare ancora qualcosa per tutelare il MoVimento, arginare tutto ciò ma, evidentemente, sono ancora un’inguaribile ottimista!
Nei prossimi giorni invierò la richiesta, tramite raccomandata, per uscire dalla nuova associazione del movimento 5 stelle.

mader



GRILLO, DI MAIO, IL PANDA E LE DIVERGENZE SULLE ALLEANZE

18 gennaio 2018 – Luigi Di Maio candidato premier e capo politico del Movimento 5 Stelle: “Se alle elezioni dovessimo ottenere il 40%, potremmo governare da soli. Se non dovessimo farcela, la sera delle elezioni faremo un appello pubblico alle altre forze politiche che sono entrate in Parlamento presentando il nostro programma e la nostra squadra. E governeremo con chi ci sta”. Lo ha detto il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital.

19 gennaio 2018 – Beppe Grillo, garante del Movimento 5 Stelle. Alla domanda su eventuali alleanze dopo il voto: “Sono domande senza senso, è come dire che un giorno un panda può mangiare carne cruda. Noi mangiamo solo cuore di bambù”. “Non esistono – ha aggiunto rispondendo ai giornalisti nella calca davanti al Viminale – altre forze politiche, noi siamo l’unica forza politica nuova”.
20 gennaio 2018 – Grillo e Di Maio sul blog, dopo la riproposizione del vecchio ritornello dei ‘giornali che non dicono la verità’: “Abbiamo un unico programma, presentato ieri assieme al simbolo, e un unico candidato premier. Come sempre abbiamo detto, la sera delle elezioni, se non dovessimo aver raggiunto la maggioranza assoluta, faremo un appello pubblico a tutti i gruppi e chiederemo di dare un Governo a questo Paese sui temi. No spartizioni di poltrone o di potere, ma soluzioni concrete ai problemi del Paese”. Poi le parole di Davide Casaleggio, a margine della tre giorni di formazione sul programma che si chiuderà domani a Pescara: “Alleanze? Dovreste discuterne con Luigi Di Maio”.
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IL BLOGGER RUSSO NAVALNY ALL’ANSA: “IRRITANTI I LEGAMI PUTIN, LEGA E M5S”

Alexei Navalny, blogger e principale oppositore del presidente russo, è conosciuto per essere il maggiore, e più temuto, oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin. Intervistato dall’Ansa ha parlato della politica italiana, a 50 giorni dalle elezioni del 4 marzo.

“Sono irrazionali e abbastanza irritanti i legami fra il regime di Putin e l’establishment italiano. Quelli con i partiti di estrema destra sono incomprensibili, come nel caso della Lega Nord, che ama molto Putin e Putin ama molto loro. Ma le loro ideologie sono opposte. Mi rincresce molto che il Movimento 5 Stelle abbia una posizione favorevole nei confronti di Putin perché, sulla base di tutto quello che loro dicono, lo dovrebbero odiare”.
Secondo Nalvalny, “tra l’Italia e la Russia esiste un rapporto solido e i russi considerano gli italiani un popolo speciale. Io vorrei vedere da parte dell’Italia una posizione più attiva sulle sanzioni individuali perché il vostro Paese è meta massiccia dei soldi sporchi degli oligarchi, che rubano qui e poi vanno a divertirsi nei vostri resort: vorrei che fosse più amica del popolo russo e meno degli oligarchi di Putin”.
“Per sei anni non ho potuto lasciare la Russia poiché non mi è stato rilasciato il passaporto per l’estero – ha aggiunto Navalny -. Lo hanno fatto solo quando mi sono dovuto recare a Barcellona per operarmi ad un occhio (dopo essere stato colpito al volto da una sostanza acida e aver riportato danni gravi). E mentre mi trovavo a Barcellona un’idea mi torturava: ma è possibile che io non potrò mai visitare Roma? Se non mi tolgono il passaporto proverò ad andarci”.
La Commissione elettorale russa gli ha impedito di presentarsi alle prossime elezioni presidenziali a causa di una condanna a 5 anni di reclusione per appropriazione indebita e per questo ha presentato ricorso, al ‘presidium’ della Corte Suprema russa, per contestare la sua esclusione alle presidenziali del prossimo 18 marzo.
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