M5S E LEGA VOTANO CONTRO L’ORDINE DEL GIORNO PER SGOMBERO DI CASAPOUND

In sede di discussione alla Camera del decreto sicurezza bis, il Partito Democratico aveva presentato un ordine del giorno sullo sgombero immediato di Casapound, soprattutto dopo che questa mattina, il sindaco di Roma Virginia Raggi si era presentata nella sede di via Napoleone III a Roma per notificare l’atto per la rimozione della scritta con il nome del movimento dalla facciata del palazzo occupato.

L’ordine del giorno aveva come primo firmatario il dem Luciano Nobili, che è anche intervenuto in aula per spiegare le ragioni della sua decisione e di quella del Partito Democratico che ha presentato il documento nella fase di discussione: «Non si capisce perché questo governo, che nella sua neolingua continua a utilizzare la parola sicurezza, non si occupi dello sgombero di Casapound – ha detto Luciano Nobili in aula – che è un’organizzazione che si ispira al partito fascista, nel pieno centro di Roma».

L’ordine del giorno 34 con parere contrario del governo è stato così votato: favoreli 111, contrari 362. I no sono arrivati soprattutto dai banchi della Lega, anche se qualche lucetta verde si è accesa nello spicchio di emiciclo occupato da esponenti del Movimento 5 Stelle. L’esito della votazione in ogni caso è stato negativo.

Casapound non verrà sgomberata, almeno nell’immediato. Infatti, nell’elenco degli edifici da sgomberare per il 2020 non compare la sede di via Napoleone III. Stupisce il voto contrario del Movimento 5 Stelle: proprio questa mattina, infatti, Virginia Raggi si era recata davanti all’edificio romano per notificare l’atto che impone la cancellazione della scritta dall’edificio. In passato, la sindaca si era espressa più volte favorevolmente (facendo votare anche una mozione in consiglio comunale) rispetto allo sgombero dell’edificio. L’opportunità parlamentare offerta dal Pd, tuttavia, non è stata colta dai pentastellati che – anche su questo tema – continuano a votare insieme a Salvini.
Fonte: Giornalettismo



FLOP DEI COMIZI 5 STELLE A PARMA, SABAUDIA E GENOVA

Praticamente un fiasco gli ultimi comizi del Movimento 5 Stelle per le elezioni amministrative di domani 11 giugno. A Parma al comizio di chiusura della campagna del candidato sindaco contro Federico Pizzarotti, Daniele Ghirarduzzi, non si presenta anima viva – scrive Affaritaliani.it – come dimostrano le foto di Alessia Morani, nonostante la presenza di due esponenti di primo piano,  il senatore Nicola Morra e il consigliere comunale bolognese Massimo Bugani, vicinissimo a Beppe Grillo. Nessuno è interessato ad ascoltare il candidato sindaco contrapposto all’uscente Pizzarotti, cacciato dal Movimento.

Ma anche a Sabaudia, in provincia di Latina, il candidato M5S è stato fotografato e pubblicato su Twitter da Luciano Nobili, in mezzo ad una scena tristissima – riporta Giornalettismo. Il suo palco, scarsamente illuminato, non presenta particolari segni di ottimismo. Ai piedi del candidato, un gruppetto di persone ha avuto modo addirittura di recuperare qualche sedia di plastica per poter ascoltare le parole degli oratori. E qualcuno sui social ha commentato in maniera ironica: “Da Movimento 5 Stelle a Movimento 5 persone”.

E a Genova, dove non a caso il Movimento ha vissuto dei momenti di spaccatura, con la sconfessione della candidata Marika Cassimatis uscita vincitrice dalle primarie online e la successiva scelta di Luca Pirondini, sono state segnalate circa 300 persone al comizio finale di piazza con Luigi Di Maio e Beppe Grillo.

Sarà vera la previsione, secondo cui il M5s non accederà al ballottaggio nelle principali città in cui si presenta alle elezioni? A giudicare dal riscontro di Parma, la débacle potrebbe essere ancor più gigantesca di ogni più catastrofica profezia…

mader