QUANDO LUIGI DI MAIO PROPONEVA ARMANDO SIRI A MINISTRO DELL’ECONOMIA

“Smettiamola di parlare di temi inutili, come quello di Siri. Si dimetta e continuiamo a lavorare”. Ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio, il 25 aprile, a margine delle celebrazioni che si sono tenute alla sinagoga a Roma. “Si deve dimettere e se non lo fa chiederemo a nome del governo di farlo”.

Eppure il 28 maggio 2018, Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, ospite di Barbara D’Urso a Pomeriggio 5, cercando di superare l’impasse sul nome di Paolo Savona al dicastero dell’Economia su cui il Presidente della Repubblica aveva riserve, dichiarava che lui stesso aveva proposto in un colloquio privato a Mattarella due nomi alternativi a quello del professore, “cioè quelli dei leghisti Bagnai e Siri”.
Lo stesso Armando Siri, sottosegretario del ministro Toninelli, indagato per corruzione, per il quale il bis-ministro Di Maio, oggi, chiede le dimissioni.
Allora il grillino Di Maio proponeva alla guida del ministero, tra i più importanti del Paese, un leghista che aveva patteggiato una pena per bancarotta fraudolenta nel 2015.

In un video della trasmissione Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber, sempre del maggio 2018 e mandato in onda da Corrado Formigli a Piazzapulita su La7, Alessandro Di Battista confermava  che i candidati dei 5 Stelle indicati a guidare il Ministero dell’Economia del governo lega-stellato erano Bagnai e Siri.

Fonte: l’Espresso



DAVIDE CASALEGGIO: CAPO M5S È GRILLO, NON IO

Riservato, “schivo come mio padre”, un po’ impacciato e un po’ infastidito per l’insistenza sui temi più politici, Davide Casaleggio ha affrontato la sua “prima” davanti ad una telecamera, ospite di Lilli Gruber su La7, con una previsione: “sarà molto raro rivedermi in Tv”. Ma l’occasione, il figlio del co-fondatore del Movimento, l’ha colta almeno per mettere alcuni puntini sulle “i”, per sfatare insistenze e critiche sul suo ruolo, sulle accuse di successione ‘dinastica’. “Il capo politico del Movimento non sono io, è Grillo”, “il mio obiettivo non è sostituire mio padre”, così come la Casaleggio Associati non è il Movimento, casomai lo strumento che ha consentito la nascita del “sogno” M5s e che gli ha fornito lo strumento per la sua espressione in base ai principi della democrazia partecipata.

“Il capo politico del Movimento 5 Stelle è Beppe Grillo. Il mio obiettivo non è sostituire mio padre ma continuare ad aiutare il M5S con il sistema di supporto per le decisioni in rete”. Così a ‘Otto e mezzo’ su La7 Davide Casaleggio ha replicato all’ex premier Matteo Renzi che lo aveva definito il vero capo del Movimento.

“Sono un disciplinato amante del rischio, anche se il tema della politica lo sto lasciando ad altri” ha poi spiegato parlando della sua passione per gli scacchi e per gli sport estremi.

“Mio padre era soprattutto un sognatore, che non si arrendeva mai – ha detto Davide Casaleggio – Già nel 2004 quando ha incontrato Beppe Grillo ha capito l’importanza della rete. Mio padre e Grillo capirono che un’ampia parte della popolazione non aveva rappresentanza politica” e quello fu il primo passo per la nascita del Movimento 5 Stelle, “che oggi è la prima forza politica in Italia”.

Secondo Casaleggio “una sfida importante oggi è quella di riuscire ad attuare anche in Italia un reddito di cittadinanza. Le risorse? Io inizierei dal taglio delle pensioni d’oro, dei vitalizi e di tutti gli altri orpelli che questo Stato si sta portando appresso”.

“Le coperture sono state certificate in Parlamento, non è una sfida impossibile”, anche perché “in pochi giorni sono stati trovati 20 miliardi per le banche…”, ha sottolineato.

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Fonte: AdnKronos