SABELLA: ATTACCO SCRITERIATO NEI CONFRONTI DI LIBERA, I GRILLINI CHIEDANO SCUSA IN GINOCCHIO A DON CIOTTI

alfonso_sabella“Con una mano hanno fatto circolare un dossier senza disconoscerlo, con l’altra poi si fa finta di disconoscerlo. Questa è l’unica posizione politica che ho preso da quando sono a Roma. L’attacco a Libera è vergognoso”. Lo ha detto l’assessore alla Legalità di Roma Capitale, Alfonso Sabella a Radio Cusano Campus, tornando sulla sua polemica con i grillini.

“Libera è da 20 anni il punto di riferimento nella lotta alla mafia. Un attacco del genere a Luigi Ciotti senza che nessun esponente nazionale o locale del Movimento senta di dover chiedere scusa è inaccettabile. Ora si smentisce questo dossier, che però è frutto in maniera inequivocabile del Movimento Cinque Stelle, che ha detto le stesse cose presenti nel dossier pubblicamente con le interrogazioni che hanno presentato in Campidoglio”, ha aggiunto Sabella.

“Le loro mozioni parlano sempre e solo di Libera. Hanno chiesto sanzioni solo ed esclusivamente su Libera. Spieghino perché attaccano Libera. Il problema è che i loro sostenitori neanche glielo chiedono perché ce l’hanno tanto con Libera. Poi parlano tanto di mafia, santo Dio, mi date la possibilità di dire che io di mafia un po’ più di loro ne capisco, avendo arrestato Brusca, Bagarella, Cuntrera, avendo sequestrato i più grossi arsenali presenti in Italia, essendo entrato nelle camere della morte dove c’erano i bambini sciolti nell’acido, avendo fatto condannare a centinaia di anni di galera tanti mafiosi? Io sono convinto che loro siano stati tratti in inganno, continuano a dire che la loro è una bozza non corretta e allora abbiano il coraggio di smentirlo, abbiano il coraggio di dire che non è roba loro, che è diverso dalla relazione che presenteranno in antimafia”, ha sottolineato.

“Abbiano il coraggio delle loro azioni. Da parte del Movimento Cinque Stelle a Roma c’è stato un attacco scriteriato nei confronti di Libera. Spieghino, non a me ma ai loro sostenitori, perché hanno incontrato segretamente i Balneari e conseguentemente fanno la guerra a Libera, che introduce un modello di balneazione che sicuramente non è gradito a quella categoria di imprenditori. Io ho una grande stima dei consiglieri capitolini del Movimento, capisco che non è ricambiata, ma al di là di questi li avevo messi in guardia dal non intraprendere questa battaglia contro Libera. Dovrebbero avere la dignità di andare a chiedere scusa in ginocchio a Luigi Ciotti, al di là dei piccoli errori che può aver fatto Libera”, ha concluso.

mader
Aska News



L’ASSESSORE SABELLA RISPONDE AI GRILLINI

alfonso-sabella-matteoderricoContinua lo scontro tra l’assessore capitolino alla Legalità Alfonso Sabella e il Movimento 5 Stelle di Roma dopo l’intervista al grillino Ferrara, uscita ieri su Il Tempo. Sabella ha preso carta e penna e si è tolto più di un sassolino dalla scarpa. Con toni a dir poco coloriti, ha risposto ai consiglieri capitolini grillini Daniele Frongia, Marcello De Vito, Virginia Raggi, Enrico Stefano.

Ecco la sintesi della lunga lettera rivolta ai grillini capitolini.

«Cari Daniele, Marcello, Virginia e Enrico, con riferimento al vostro post sul blog del vostro capo supremo, tralasciando di infierire sulla enorme quantità di inesattezze di cui è infarcito – e in attesa di leggere le vostre pubbliche scuse a Don Luigi Ciotti, doverose per quanto di straordinario lui e Libera hanno fatto e continuano a fare per questo Paese – tengo a precisarvi alcune cose». Mi dite che il Sig. Ferrara il 3 marzo avrebbe presentato un Odg in cui elencava le irregolarità sulle spiagge. Non ho visto il documento perché non ero a Ostia all’epoca. Prendo atto che M5S non è contro Libera ma mi spiegate perché presentate un’interpellanza solo ed esclusivamente sulle sanzioni applicate a Libera e chiedete la revoca solo ed esclusivamente dell’assegnazione a Libera e ve ne state zitti zitti su tutti gli altri concessionari di spiagge, chioschi e stabilimenti plurimultati?

Anch’io ho incontrato i balneari ma in Municipio per l’abbattimento condiviso del lungomuro e non di sera a casa loro (a proposito non vi siete accorti che non era casa loro ma una struttura del Coni di cui taluno di costoro deteneva stranamente le chiavi?). E non ho scritto l’indomani sulla mia pagina FB, come ha fatto la vostra On. Carla Ruocco “ieri sono stata ad Ostia, con gli attivisti del Movimento Cinque Stelle di Roma Municipio 10, per parlare con gli imprenditori onesti: quelli che non si sono mai piegati alla logica delle mazzette”. Me cojoni, si direbbe a Roma.

Ho sempre detto che Roma non è una città mafiosa ma è una città corrotta. «Quanto all’interesse personale del Sig. Ferrara ho preso solo atto di queste evenienze:

a) Ferrara è amico del Sig. Bocchini tanto che ne ha celebrato le nozze come consigliere di Municipio. E lo diceva lui stesso sulla sua pagina FB l’altro ieri, 25 settembre, “Sposare un conoscente, amico e compagno di scuola che abbia avuto piccoli precedenti….” Anche se oggi, 27 settembre, sul Tempo afferma “Lo conosco ma non è un mio amico”. Ma hanno litigato giusto ieri mattina?;
b) Bocchini era giusto giusto il precedente gestore della spiaggia Ammanusa che è stata poi assegnata a UISP e Libera perché si è accertato che Bocchini aveva precedenti penali;
c) Quando io ho fatto controllare tutti i titolari di concessioni e spiagge sul litorale, tra cui anche Uisp e Libera l’attento Ferrara, l’1 agosto scorso, ha dichiarato che avrebbe presentato “un’interrogazione su questi gravi fatti che se confermati devono portare immediatamente al ritiro delle convenzionì ma non già di tutte quelle (la quasi totalità) in cui erano state rilevate violazioni amministrative;
d) Nell’articolo del Tempo che illustra il vostro dossier guarda caso si tratta anche del ruolo oscuro che, secondo voi, avrebbe avuto a Ostia perfino l’avvocato Rodolfo Murra che è proprio colui che, nei due mesi in cui ha diretto il Municipio di Ostia, ha scoperto i precedenti penali di Bocchini e gli ha tolto la gestione della spiaggia ed è pure l’avvocato che, vincendo prima al Tar e poi al Consiglio di Stato;
e) Come sapete benissimo la spiaggia SPQR a Ostia dà fastidio ai balneari perché introduce un nuovo e libero modo di accesso al mare e sempre Ferrara è colui che ha organizzato un incontro occulto tra almeno una deputata del vostro Movimento e i predetti imprenditori “onesti”…e che sono proprio i maggiori interessati a far fallire il modello di balneazione proposto da UISP e Libera. Mio nonno mi diceva sempre di «non confondere ‘a minchia cu ‘u bummulu». Voi evidentemente non state molto ad ascoltare i vostri nonni forse perché, come Narciso, siete troppo impegnati ad autocompiacervi della vostra onestà e presunta superiorità etica senza guardare oltre il riflesso esteriore della vostra immagine. In questo caso il riflesso non è quello cristallino della pozza di Nemesi ma dell’acqua limacciosa della palude di Ostia!».

mader
Fonte: Il Tempo



MAFIA LITORALE, L’ASSESSORE SABELLA: “NESSUNA LEZIONE DAI ‘NOBILI E PURI’ DEL M5S”

sabella-alfonsoIl magistrato Alfonso Sabella, assessore alla Legalità e Trasparenza del comune di Roma con delega sul litorale di Ostia, sulla spiaggia affidata a Libera di don Citti e Uisp:

“La battaglia per la legalità che l’amministrazione di Roma Capitale sta conducendo nel Municipio X, lo ricordo al M5S, non è ‘à la page’, e soprattutto non è strabica perchè per noi non ci sono animali più uguali degli altri. Non sento dunque il bisogno di un’interrogazione del M5S per verificare se le irregolarità riscontrate anche, e sottolineo anche, sulla spiaggia affidata a Libera e Uisp, siano tali da portare alla decadenza della relativa concessione (si tratta di possibili violazioni a norme in materia di alimenti con sanzioni fino a 3.000 euro), perché il relativo controllo è stato disposto direttamente da me, d’intesa con la Prefettura e nell’ambito delle verifiche di legalità di tutte, e sottolineo tutte, e concessioni sul litorale di Ostia”.

“Anche se il M5S subdolamente non lo dice – continua Sabella -, infatti, all’ispezione hanno congiuntamente partecipato non solo i Carabinieri e la Guardia di Finanza, ma anche Polizia di Stato, Ispettorato del Lavoro, Asl e, ovviamente, la Polizia locale del Municipio, se non fosse chiaro.
La stessa cosa non si può certo dire per i ‘nobili e puri M5S’, visto che il loro rappresentante sul litorale, la stessa persona che oggi chiede di revocare la concessione a Libera è proprio colui che, da consigliere del Municipio, guarda caso ha voluto celebrare le nozze del precedente titolare della stessa spiaggia che il Municipio ha escluso dalla successiva gara, con determina confermata anche dal Consiglio di Stato, perché condannato con sentenza definitiva per i reati (reati e non ipotesi di violazioni amministrative) di resistenza a pubblico ufficiale e, guarda ancora il caso, occupazione abusiva di beni demaniali”.

“E non è nemmeno la prima volta che il M5S – continua il comunicato – confonde su quel territorio i cattivi con i buoni e la mafia con l’antimafia: il 12 giugno scorso, dopo una riunione organizzata sempre dal loro rappresentante locale, e tenutasi nottetempo in una struttura pubblica (aperta non si sa da chi e con quale autorizzazione), una deputata del M5S aveva affermato di essersi incontrata con gli imprenditori onesti, quelli che non si sono mai piegati alla logica delle mazzette, quelli che portano avanti un’attività al meglio delle loro forze senza imbrogliare e senza mangiarsi la città e cioè con quegli stessi concessionari degli stabilimenti balneari che hanno negato, per trent’anni, il mare ai cittadini e che, giusto l’altro ieri, hanno massacrato di botte un ragazzo pagato in nero 40 euro per 12 ore di lavoro sotto il sole perché si era semplicemente messo all’ombra”.

“Capisco – conclude Sabella – che la brezza di legalità che adesso si respira su quel territorio può inebriare ma non pensavo fino al punto da far farneticare”.

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IL SINDACO GRILLINO DI RAGUSA NON VUOLE LA “CASA DEI DIRITTI”

federico-piccitto-matteoderricoIl programma elettorale di Federico Piccitto per diventare sindaco riportava gli slogan cari al Movimento Cinque Stelle: «democrazia partecipata», «consapevolezza dei diritti», «attenzione alle fasce deboli della popolazione», «destinazione delle risorse alla comunità».

Dopo le elezioni, diverse componenti, impegnate su vari fronti nel territorio, hanno lanciato una campagna di partecipazione popolare. Tra i promotori, Generazione Zero, A sinistra Ragusa, Amnesty international, il comitato studentesco, Agedo, l’Associazione Multietnica Uniti senza Frontiere e Libera, a cui si sono poi aggiunte le forze sindacali della Flc-Cgil e dell’Usb. Il progetto mirava all’istituzione di una Casa dei Diritti. In linea con l’esperimento lanciato a Milano con la amministrazione Pisapia da due anni, uno spazio pubblico «dove vengono erogati dei servizi, dove si trovano degli sportelli informativi e di orientamento aperti ai cittadini, dove puoi organizzare o partecipare a eventi, convegni, conferenze, momenti di incontro e confronto, occasioni di dibattito».

L’obiettivo, già definito in uno degli appelli iniziali, era svolgere «una funzione pratica, d’esempio, di stimolo […], la concessione degli spazi e il loro uso critico può servire ad avvicinare interi segmenti della società completamente abbandonati a se stessi».

Si chiedeva quindi di ricevere in assegnazione uno spazio pubblico inutilizzato per garantire, all’interno, «uno sportello LGBT, che si occuperà dei casi di discriminazione legati all’orientamento sessuale, uno delle seconde generazioni, riservato ai giovani figli di immigrati non ancora in possesso della cittadinanza italiana, uno d’ascolto e di prevenzione contro la violenza sulle donne, uno contro tutte le dipendenze, uno dedicato alle iniziative di solidarietà sociale e alla tutela dei diritti dei senza casa e dei senza lavoro, uno per i diritti degli studenti, una sede naturale delle associazioni che operano nel campo dell’antimafia sociale».
Nel corso dell’inverno è stata lanciata una sottoscrizione per raccogliere firme a supporto del progetto, da presentare all’amministrazione attraverso l’istituto della petizione popolare. Oltre 500 ragusani hanno espresso il loro consenso.

Le firme sono state protocollate il 30 gennaio a Palazzo delle Aquile. Il comune di Ragusa aveva 60 giorni di tempo per rispondere.

Il nove marzo, l’assessore ai Servizi Sociali Salvatore Martorana ha incontrato i rappresentanti della Casa dei Diritti, che hanno parlato di «significativa apertura», augurandosi «una disponibilità (..) preludio ad un duro lavoro da fare insieme».

Tuttavia la risposta ufficiale del sindaco, due settimane dopo, è stata differente dalle aspettative. Piccitto ha precisato che «l’istituzione comunale rappresenta già il luogo fisico e istituzionale preposto alla tutela dei diritti di tutti i cittadini e che pertanto non si ritiene di istituire altre case dei diritti». Ha invece confermato la disponibilità alla realizzazione (di cui si discute) della «casa delle associazioni», nel quale possano trovare spazio loro e ad altre realtà.

I rappresentanti della Casa dei Diritti dichiarano di non capire «la logica della proposta del sindaco, che con una superficialità che lascia senza parole, mescola in un unico calderone il progetto della Casa delle Associazioni con la Casa dei Diritti. Se le parole hanno ancora un senso, per noi la differenza, lessicale e sociale, è lapalissiana. Chiudere la porta in faccia a chi chiede uno spazio per i diritti è un fatto grave, soprattutto se viene dalla penna di un primo cittadino».

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GAIA PERNARELLA, M5S: “DA MAFIOSI FINANZIARE LIBERA DI DON CIOTTI”


L’associazione Libera di don Ciotti prende fondi pubblici senza bando, e in questo ha «un atteggiamento, tra virgolette, “mafioso”». È l’opinione della consigliera M5s del Lazio Gaia Pernarella, espressa a margine della seduta di Consiglio regionale di mercoledì.

In apertura di seduta Pernarella aveva toccato il tema dei contributi a Libera intervenendo riguardo al patrocinio non oneroso dato dalla Regione a una manifestazione sportiva. «C’è una indicazione chiara sul fatto che tutti i patrocini onerosi sono stati erogati a enti pubblici – ha affermato -. L’unica associazione che ha ricevuto un contributo di 15 mila euro è Libera. Siccome sappiamo che questo Consiglio, questa Giunta e questa maggioranza sono particolarmente vicine all’associazione di Don Ciotti, io sostengo da tempo che essa goda un trattamento diciamo privilegiato da parte di questa giunta».

A chi le chiedeva se la lotta alle mafie non fosse a suo avviso meritevole di una attenzione maggiore da parte delle istituzioni rispetto ad altri temi, Pernarella ha risposto: «Io sono attiva in diverse associazioni antimafia tra cui la Caponnetto e la Cittadini contro le mafie e la corruzione, quindi sono la prima a dirlo. Però non mi piace la propaganda antimafia, mi piacciono di più gli atti. Quindi intitolare aule, o fare dei bei proclami contro le mafie non è come fare denuncia o fare informazione nelle scuole, che è una attività che Libera fa ma che comunque, anche in questo caso, è l’unica a prendere soldi pubblici per fare questa attività. La mia è una valutazione sui fatti – ha detto ancora – ho valutato i patrocini onerosi erogati dalla Regione Lazio. L’unica associazione che non sia ente pubblico, o scuola, o università, o pubblica amministrazione a prendere questi soldi pubblici è stata Libera, senza bando pubblico. Se combattiamo le mafie, perché sappiamo che le mafie si insinuano lì dove vengono sorpassati gli iter di evidenza pubblica – ha concluso Pernarella – un contributo di 15 mila euro senza bando pubblico è un atteggiamento, tra virgolette, “mafioso”».

«Le dichiarazioni rilasciate dalla consigliera del M5S, Gaia Pernarella sono gravissime e infondate. L’impegno della Regione Lazio contro ogni forma di mafia passa attraverso una serie di azioni concrete a fianco di associazioni e cittadini. La questione sollevata dalla consigliera pentastellata è dunque priva di fondamento. La Regione Lazio ha sottoscritto un accordo con l’associazione Libera di Don Ciotti nel mese di luglio attraverso la firma di un protocollo che prevede anche la promozione di un evento triennale di carattere nazionale come gli Stati Generali dell’Antimafia-Contromafie. Questo è solo uno degli eventi sui quali Regione e Libera stanno già lavorando. Altri eventi finalizzati alla sensibilizzazione contro ogni forma di mafia sono in programma anche con altri enti. Non esiste dunque alcun tipo di atteggiamento mafioso da parte della Regione. Certe parole non possono essere utilizzate con troppa leggerezza, soprattutto da chi rappresenta le Istituzioni». Lo afferma in una nota il presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità, Gianpiero Cioffredi.

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Il Messaggero