M5S E LEGA SI FANNO LA GUERRA CON I FILMATI SULLA PEDEMONTANA VENETA

Tra gli alleati di governo Movimento 5 Stelle e la Lega è scontro in Veneto dove in consiglio regionale, i due partiti, sono avversari tanto da ingaggiare una guerra a colpi di filmati sulla Superstrada Pedemontana Veneta.

Il pentastellato Jacopo Berti – racconta Il Gazzettino – sostiene che non esista il casello della tratta A31-Breganze di cui da mesi è attesa l’inaugurazione, ma un contro-video rilanciato dal leghista Nicola Finco mostra il transito sui primi sette chilometri proprio attraverso la struttura di pagamento ormai ultimata.

Interpellata dal Gazzettino l’ing. Elisabetta Pellegrini, direttore della struttura di progetto della Pedemontana, afferma: «Stiamo completando le procedure che varranno poi per l’intera infrastruttura ci ha risposto per cui a breve contiamo di aprire la barriera, che è pronta da circa un anno e annuncio che si chiamerà Valdastico. Immagino che la zona mostrata dal consigliere regionale Berti sia dalla parte opposta, dove abbiamo accolto la richiesta di variante presentata dal sindaco, per cui siamo in attesa dei pareri dei tre ministeri coinvolti».




SCIACALLAGGIO CONTINUO A 5 STELLE, ANCHE SULLA MORTE TINA ANSELMI

jacopo-berti-matteoderricoIl consigliere regionale del Veneto del Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti, si è sentito in dovere di dire la sua sulla morte di Tina Anselmi, sua conterranea, facendo propaganda sul referendum costituzionale.

E’ morta Tina Anselmi. Una donna veneta, la prima donna ministro in Italia.
Io la ricordo per la sua dura battaglia contro la loggia massonica P2.berti-fb

Oggi, 35 anni dopo, il piano antidemocratico della P2 che lei ha tentato di smantellare sta per essere portato avanti da Matteo Renzi, attraverso la sua riforma della Costituzione.

Faremo di tutto per impedirlo, seguendo il suo esempio e votando NO al referendum!

Fortunatamente i commenti non sembrano aver apprezzato:

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MAI ARRIVATI I SOLDI DEI CONSIGLIERI VENETI 5 STELLE ALLE FAMIGLIE COLPITE UN ANNO FA DAL TORNADO IN RIVIERA DEL BRENTA

m5sLo chiamarono «Restitution day» e si presentarono a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, con un mega assegno del valore di 52.266 euro. Soldi presi dai loro stipendi, spiegarono i consiglieri del Movimento Cinque Stelle, mese dopo mese, e destinati alle famiglie colpite dal tornado in Riviera del Brenta. «Il governo ha abbandonato quelle persone ed anche i fondi raccolti dalla Regione ci risulta non siano mai arrivati a destinazione – spiegò il capogruppo Jacopo Berti –. Senza attendere leggi, regolamenti e decreti vari abbiamo quindi deciso di muoverci da soli, dando questi soldi a chi ne ha davvero bisogno».

Peccato che a più di sei mesi da quell’annuncio (era il 22 dicembre), in Riviera non abbiano visto un solo centesimo di euro. I denari stanno ancora tutti nel conto corrente dei 5 Stelle.

«Un gesto che sotto Natale vuole essere un dono ai veneti – affermavano i consiglieri veneti pentastellati – e un buon auspicio affinché venga approvata la nostra Legge Anticasta in Regione, che obbligherà i partiti – che non hanno voluto seguire spontaneamente il nostro esempio – a restituire anche i loro soldi – continuano i consiglieri – in un momento in cui la politica è immobile di fronte al sistema delle banche che brucia i soldi dei cittadini, c’è un Movimento che, al contrario, dà i suoi soldi a chi ne ha bisogno. Due facce della politica. I cittadini sceglieranno da quale parte stare».

Un anno e undici giorni dopo il tornado che l’8 luglio 2015 devastò la Riviera del Brenta, dalla base del M5s viene lanciata una pesante accusa: i soldi accantonati dai cinque consiglieri regionali veneti pentastellati non sono mai stati dati né alle famiglie né agli imprenditori né a nessun altro danneggiato dal tornado. «I soldi “restituiti” e mai restituiti – denuncia il Meet up di Este – sono tuttora presenti nel conto personale del consigliere Simone Scarabel per suo uso e… ».

Ma la base non ribollirebbe solo in Polesine, ma anche nel Padovano, terra del capogruppo, e nel Veronese. Berti non smentisce ma precisa: «I soldi sono stati raccolti, sono bloccati e verranno destinati alla Riviera non appena si saranno risolti alcuni guai burocratici (gli stessi, ironia della sorte, che imputava a Stato e Regione). Siamo in attesa delle perizie asseverate così da evitare che vadano a chi non li merita».

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MICROCREDITO 5 STELLE: CHIUSO DOPO UN MESE IL LOCALE INAUGURATO DA DI MAIO

di-maio-inaugurazioneDopo appena un mese dall’inaugurazione chiude il primo locale aperto nel Veneto grazie al soste-gno del Microcredito 5 Stelle. Si trattava del rostipub, e cioè della rosticceria adibita a pub e a ga-stronomia d’asporto, “Da Giuggi” in via Schiavonetti a Bassano, di fianco a Palazzo Sturm – scrive Alessandro Tich su Bassanonet.

Per l’apertura del rostipub si erano scomodati alcuni pezzi da novanta del Movimento 5 Stelle, con una delegazione in “visita ufficiale” al neonato pubblico esercizio capitanata dal vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio e guardata a vista, per motivi di sicurezza, da un cordone delle forze dell’ordine.

Assieme a Di Maio erano intervenuti a Bassano anche i due colleghi parlamentari Giovanni Endrizzi e Mattia Fantinati e il capogruppo regionale e già candidato governatore del Veneto del M5S Jacopo Berti.

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Tutti insieme appassionatamente, in quel fatidico 29 novembre, per dare la loro benedizione politica al locale che per primo nella nostra regione ha potuto avviare l’attività facendo leva sul microcredito del Movimento 5 Stelle: un prestito che le piccole e soprattutto giovani imprese possono ottenere grazie al fondo di garanzia, a tutela delle banche erogatrici dei finanziamenti, costituito dai parlamentari del Movimento con il taglio del loro stipendio.

Gestito da una giovane coppia originaria del Sud (lui pugliese, lei siciliana) il locale proponeva lec-cornie di “produzione gastronomica artigianale siculo/pugliese”: stuzzichini del tipo panelle sicule, calzoni pugliesi, arancini e polpette di carne. Il tutto in previsione di sviluppare anche i menù a ta-vola, compresi quelli vegani.

Contestualmente alla visita della delegazione pentastellata, l’ufficio stampa del gruppo consiliare veneto del M5S aveva trasmesso alle redazioni un roboante comunicato che annunciava la lieta novella.

“Oggi siamo a Bassano – affermava la nota -, dove una coppia di giovani ha aperto una rosticceria avviata attraverso il fondo che abbiamo fortemente voluto. Mentre a causa del Governo Renzi le imprese chiudono, grazie al M5S ne aprono cinque al giorno.” “Questo è il M5S – è ancora un passo di quel comunicato stampa -, quando diciamo che vogliamo aiutare le piccole imprese e i giovani, poi lo facciamo! Il Governo intanto li vessa con Equitalia.”

Ebbene: ai primi di gennaio, subito dopo Epifania – a neanche un mese e mezzo dall’apertura – il rostipub ha chiuso i battenti. Da quasi due mesi nel locale non c’è anima viva, la corrispondenza viene lasciata dal postino sulla maniglia esterna della porta d’ingresso e nei giorni scorsi, come riferiscono fonti della via, è stata anche tagliata l’erogazione dell’energia elettrica.

E il comunicato dei 5 Stelle, questa volta, non è arrivato.

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Fonte: Bassanonet



GRILLO VUOLE ABOLIRE LE REGIONI, IL CANDIDATO M5S IN VENETO È PER L’AUTONOMIA DEL TRIVENETO

Jacopo-Berti-matteoderrico“Dobbiamo vincere le elezioni regionali per abolire le Regioni”. All’assemblea delle Ferrovie Nord, dove è intervenuto Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, detta la linea ai suoi in vista del voto di domenica. “Se non vinciamo noi”, ha aggiunto Grillo, “le Regioni non le aboliranno mai”.

Jacopo Berti, candidato governatore del Movimento 5 Stelle e candidato consigliere in provincia di Padova, si dice favorevole al referendum per l’autonomia del nord-est: “L’idea di una macroregione del Triveneto, che metta insieme Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige – afferma Berti – è nelle nostre corde. Ci crediamo e diciamo sì al referendum sull’autonomia del Veneto. Noi vorremmo che tutte le Regioni godessero della stessa autonomia del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia”.

“Quella di Beppe mi sembra una provocazione fatta a poche ore dal voto”, si giustifica l’onorevole 5 Stelle Francesca Businarolo, non vi è nessun disaccordo sul tema delle regioni all’interno del Movimento.

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