LIVORNO, QUANDO UNA VIGNETTA DIVENTA UN PRETESTO, AD ALTRI, PER ATTACCARE

Livorno è sempre stata la terra della satira più irriverente. Una per tutte la beffa colossale di risonanza mondiale delle tre sculture ritrovate in un canale, nell’estate del 1984, per le quali esperti e critici d’arte del calibro di Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi non trovarono difficoltà ad attribuire allo scultore Amedeo Modigliani. Le tre opere, in pratica, furono scolpite da tre studenti  universitari livornesi, in vena di scherzi, Michele Ghelarducci, Pietro Luridiana e Pierfrancesco Ferrucci e gettati nel fosso. Poi diranno: “Visto che non trovavano niente, abbiamo deciso noi di fargli trovare qualcosa!”.

Ma evidentemente non è una qualità che accomuna, come dovrebbe, tutti i livornesi, infatti.
Rima disegnatore satirico livornese, nella vita reale Marco Ristori, dedica una vignetta a Ina Dhimgjini, ex assessore al Sociale della giunta  5 Stelle di Filippo Nogarin,  tornata a Livorno dopo una parentesi come assessore nella giunta pentastellata di Imola.
L’ex assessore ha presentato, nei giorni scorsi, la lista “Livorno a misura” con il suo nome a candidato sindaco in vista delle prossime elezioni comunali di Livorno.
La vignetta gradita dalla Dhimgjini viene condivisa sulla sua pagina Facebook:
“Condivido una sorpresa satirica che stamani mi è giunta dall’amico #MarcoRistori, in arte #RiMa. Grazie Marco!”.
Entra a gamba tesa nella vicenda, tutto sommato inoffensiva, Potere al Popolo di Livorno che, sempre su Facebook, attacca duramente Marco Ristori per la vignetta, ma soprattutto Ina Dhimgjini per il suo passato di assessore e la candidatura a sindaco:
“Ieri l’ex assessore a 5 stelle Ina Dhimgjini ha presentato la sua lista “Livorno a misura” con il suo nome a candidato sindaco.
Neanche 24 ore dopo ha condiviso una vignetta gravemente offensiva che vorrebbe prendere in giro una persona per il suo aspetto fisico. Riteniamo tutto ciò intollerabile per la nostra città. E’ ai limiti del ridicolo che una persona del genere aspiri seriamente a un ruolo di tale spessore. Evidentemente non le mancano solo le basi politiche, ma anche semplicemente quelle di educazione.
La vignetta è dell’autoproclamatosi vignettista Marco Ristori. Finchè c’è una vignetta, oscena nei contenuti, di uno a cui si può dare la scusante di non saper disegnare (anche se le sue vignette sono sempre state offensive e sessite), probabilmente un partito politico può fare anche finta di niente.
Il problema sorge quando questi contenuti vengono fatti propri da una persona che aspira a governare la città. E’ evidente che la Dhimgjini non sa trovare neanche un motivo politico per attaccare il governo degli ultimi 5 anni, eppure i motivi sarebbero molteplici, a questo punto però se ne può aggiungere un altro, l’aver nominato a un ruolo delicatissimo per la nostra città con delega alla casa e alla sanità, proprio la Dhimgjini. La quale non è riuscita a far niente per risolvere i problemi abitativi e a lasciar tutto invariato riguardo la questione dell’ospedale.
Fortunatamente poi decise di approdare a Imola a fare l’assessore, quella giunta aveva superato a destra anche la Lega, con l’introduzione non obbligatoria del taser alle forze dell’ordine”.
I protagonisti della episodio.
Potere al Popolo, movimento politico nato alla vigilia delle elezioni politiche del marzo scorso, conta già due consiglieri comunali a Livorno. Gli ex grillini Giuseppe Grillotti e Alessandro Mazzacca, espulsi dal Movimento per aver votato contro la maggioranza pentastellata sull’atto di indirizzo per avviare il concordato preventivo di Aamps, la municipalizzata del servizio di raccolta dei rifiuti della città toscana. Un paio di giorni fa Potere al Popolo, nell’ex USL occupata, ha  aperto alla coalizione civica di Buongiorno Livorno e Per Livorno Insieme.
Marco Ristori, già nel consiglio di amministrazione di Aamps, nonostante Livorno – come detto – sia sempre stata la terra della satira più irriverente, venne querelato dalla giunta 5 Stelle, insieme ai giornali che l’avevano pubblicato, per una vignetta sui rimborsi degli assessori. La querela venne poi archiviata.
Ina Dhimgjini, avvocato, è stata assessore al Sociale, Sanità, Casa e Terzo Settore presso il Comune di Livorno (dal 2014 al 2018) e consigliera ANCI Toscana Giovani con delega alle Politiche Sociali. Nel luglio del 2018 chiamata a far parte della Giunta pentastellata di Imola dove dopo 73 il M5s con Manuela Sangiorgi, la nuova sindaca, ha strappato il comune emiliano alla sinistra.
Ina Dhimgjini ha deciso di scendere in campo come avversaria dei grillini, sfidando la vice sindaca (M5S) Stella Sorgente.



LIVORNO A 5 STELLE: SI È DIMESSA L’ASSESSORA AL SOCIALE

Ina Dhimgjini, assessore al Sociale della giunta pentastellata di Livorno, si è dimessa ieri pomeriggio.

E’ questa la voce che circolava negli ambienti di Palazzo Civico e che ha trovato conferma – scrive il giornale online Quilivorno.it – in serata nelle parole del sindaco Filippo Nogarin raggiunto telefonicamente: “Ci siamo presi fino a giovedì per riflettere – spiega a Quilivorno.it il primo cittadino – Mi ha portato una lettera di dimissioni protocollata. Un atto ufficiale dunque sul quale ho chiesto di riflettere entrambi per 48 ore. Poi decideremo insieme se proseguire il cammino o meno”.
Sul motivo di questo “fulmine a ciel sereno” il sindaco Nogarin non si sbilancia. “Ho chiesto tempo, giovedì avremo un quadro più completo”.
Dall’altra parte nessuna risposta da parte di Dhimgjini, giovane avvocato e assessore di 32 anni, che, al momento, ha preferito non rispondere alle domande della nostra redazione. L’incontro tra lei e Nogarin si è svolto nel pomeriggio di martedì quando la stessa Dhimgjini ha consegnato a mano al sindaco le sue dimissioni protocollate e quindi ufficiali.
Ancora da capire quindi quale sia lo scontento e il “mal di pancia” che abbia portato l’assessore al Sociale a dire “basta”. Motivi che si potranno capire soltanto con il passare delle ore.
Fonte: Quilivorno.it



LIVORNO A 5 STELLE: EMERGENZA ABITATIVA, CONTINUANO LE OCCUPAZIONI DI STABILI INUTILIZZATI

rimaOccupata Livorno a 5 Stelle, risolto il problema annuale dei Livornesi … l’occupazione!

RiMa

Nella Livorno a 5 Stelle, del sindaco Filippo Nogarin, continuano le occupazioni di immobili non utilizzati da parte di decine di famiglie sfrattate e in difficoltà economica che si trovano già in mezzo alla strada.

A distanza di qualche giorno dall’occupazione ella ex sede della Cassa di risparmio in via Borra, una decina di persone sono entrate nell’edificio che un tempo ospitava la sede della circoscrizione 4. L’immobile è stato occupato nella notte tra venerdì e sabato.

Nelle stesse ore la polizia ha riscontrato che in città si sono verificati altri tentativi o di occupazione non andati in porto.

Nelle settimane scorse l’assessore ai servizi sociali Ina Dhimgjini aveva dichiarato alla stampa:  “ Il disagio abitativo a Livorno non ha le proporzioni e le caratteristiche di quello di Milano o Roma, chi infatti ha i requisiti per rientrare nei percorso dell’emergenza abitativa viene seguito e tutelato, non viene abbandonato a se stesso”.

In realtà la quasi totalità delle famiglie con i requisiti per la morosità incolpevole vengono di fatto abbandonate al loro destino dichiara il sindacato Asia-Usb. “Non ci sono soldi e non ci sono case” queste sono le parole che vengono ripetute quotidianamente a chi si presenta presso gli uffici preposti.

Gli occupanti della struttura in via Menasci rischiano una denuncia per occupazione abusiva e danneggiamenti.

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Fonte: Gazzetta di Livorno



LIVORNO A 5 STELLE: AUMENTANO DEL 25% LE RETTE PER LE RSA. LA RABBIA DEI FAMILIARI

rimaAvventurosa Livorno a 5 stelle, il nostro primo cittadino Robin Cud, aumenta la retta alle RSA del 25% … però i rimborsi carburante sono a 18.000 euro …

RiMa

La giunta del comune grillino di Livorno, guidata dal sindaco Filippo Nogarin, dal 1° aprile ha aumentato ha aumentato le rette per gli anziani ospiti nelle quattro Rsa cittadine (Villa Serena, Pascoli, Passaponti e Coteto) sono state aumentate con delibera di giunta addirittura del 25%: da 42,78 € giornalieri a 53, 25 €. Tradotto: 300 euro in più mensili, da circa 1300 euro a oltre 1600. Possibilità di riduzioni? Pressoché nulle, poiché l’Isee dell’ospite ricoverato nelle Rsa – se sotto la soglia prevista – deve essere comunque integrato con le risorse ricavabili dall’Isee dei familiari di primo grado, figli o coniuge. Trecento euro in più, così, sulle spalle di chi molto spesso ha già risorse economiche limitate oltre a dover vivere la situazione di un familiare non autosufficiente e assistere quotidianamente ad un declino progressivo nella persona che è tra gli affetti più cari.
Con delibera del 8 marzo ha chiesto ad una delle categorie più deboli e quindi maggiormente da tutelare, quella degli anziani, ben 300 euro al mese in più.

“La questione è ancora più seria e sconcertante – scrive Quilivorno.it – perché, parallelamente all’aumento delle rette, la giunta Nogarin ha deciso da mesi di disfarsi della gestione delle quattro Rsa perchè troppo gravose sul bilancio”.

“Legittime le preoccupazioni esposte dai familiari e mi permetto di ringraziarli per aver sollevato questo problema – risponde al telefono con Quilivorno.it l’assessore al sociale Ina Dhimgjini – problema che l’amministrazione ha già avuto modo di illustrare nelle sedute consiliari apposite che hanno visto presenziare tutti i settori alla redazione di bilancio. Anche il 17 marzo avevamo fatto una commissione consiliare specifica illustrando qual era il percorso. Nell’occasione abbiamo espressamente detto che non si tratta di un inasprimento, e non è una misura che colpisce e né può avere intenzione di colpire, ma di un’azione di equità sociale. Questa delibera, dunque, ha toccato solo il profilo dell’adeguamento nei confronti di quelle fasce che hanno una certa capacità di contribuzione. Il territorio di Livorno è stato negli anni molto “atipico” nell’affrontare il sistema di contribuzione. Ad ogni modo, le famiglie bisognose non si devono assolutamente preoccupare perché il Comune integra loro la retta. In realtà, anche le altre famiglie non devono vedere questo ritocco come un aumento ma come un adeguamento affinché Livorno diventi una realtà “tipica” per equità sociale”.

“Per quanto riguarda la gestione delle Rsa – continua l’assessore Ina Dhimgjini – il percorso è molto lungo e faticoso. Tanto che al livello regionale c’è una diatriba tra il sistema di concessione e il sistema di accreditamento. Ancora non sappiamo come muoverci poiché parliamo di una riforma regionale, non locale. Molto dipenderà dal dialogo con l’azienda Asl. Cosa abbiamo fatto noi intanto? Proprio lunedì 23 c’è stata una riunione in Anci (l’associazione dei Comuni italiani, ndr) sui servizi residenziali dove abbiamo sollevato le criticità di un sistema di dismissione, spiegando che il sistema di libero accesso, ovvero l’accreditamento mediante voucher (libera scelta dell’utente), non corrisponde più a una gestione pubblica del servizio per quei Comuni che condividono il pubblico, e noi come Comune lo vogliamo tutelare fino in fondo. Ma siccome al momento non vi è tutela la riforma deve essere condivisa su di un tavolo concreto e reale e come Comune di Livorno abbiamo avanzato tale richiesta alla Regione. Tavolo che è stato accordato per capire qual è la forma migliore che tuteli l’utenza della città di Livorno”.

“I controlli vengono costantemente fatti. Il controllo di qualità è stato istituito da due anni a questa parte, proprio con questa amministrazione. Vogliamo essere oggettivi e quindi lavorare affinché questo controllo di qualità venga inserito nella carta dei servizi, argomento da inserire in questa grande riforma. Dovrà essere per noi un’apripista da portare avanti come principio saldo”.

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Fonte: Quilivorno.it