IL PAPA IN VISITA AL CAMPIDOGLIO EVITERÀ LO SCRANNO DEL PRESIDENTE

Martedì quando Papa Francesco farà visita in Campidoglio per rinnovare il suo affetto per la città non siederà sugli scranni della presidenza nell’Aula Giulio Cesare.

Parlerà sotto i banconi della giunta capitolina, “tra la gente” spiega chi sta curando l’evento nei minimi particolari.
Sarà lontano, quindi, dalla poltrona più alta, quella da cui Marcello De Vito, che avrebbe dovuto ricevere il pontefice, per quasi tre anni ha governato il consiglio comunale di Roma.
Questo – racconta il quotidiano romano Il Messaggero – si è concordato mercoledì scorso, quando si sono definiti gli ultimi dettagli della prima visita in Campidoglio di Papa Francesco, poche ore dopo l’arresto per tangenti di De Vito, diventato ormai ex grillino e ex presidente del consiglio capitolino.



GRILLO ALL’EX ASSESSORE MONTANARI: “HAI FATTO BENE AD ANDARTENE” E PRENDE LE DISTANZE DA VIRGINIA RAGGI

“Sono addolorato, mi dispiace davvero, Pinuccia. Ma se è così, hai fatto bene ad andartene”. Venerdì sera, Beppe Grillo raccoglie lo sfogo dell’amica che non è più assessore ai rifiuti di Roma: uno strappo molto violento. I due si scambiano una lunga serie di messaggi: lei è in treno, il telefono prende male, e sta “scappando” da Roma per ritornare nella sua Reggio Emilia. E dunque si scrivono. Da una parte c’è la rabbia, dall’altra la delusione.

Grillo questa vicenda l’ha presa proprio male. “Beppe” e “Pinuccia” si conobbero nel 92 – racconta Il Messaggero – agli appuntamenti del giudice ambientalista Amedeo Postiglione. Sono amici da circa 30 anni. Grillo l’ha sempre ritenuta “un mezzo genio” in materia di rifiuti. Al punto di indicarla quando si dimise – anche lei con molta violenza – Paola Muraro. E dunque la teologa e giornalista è sempre stata blindatissima direttamente dal Capo. Che in più di un’occasione le pubblica gli interventi sul suo blog (onore riservato in Campidoglio solo alla sindaca Virginia Raggi) e molte volte arriva ad elogiarla nei suoi show. Ecco, il rapporto è questo: estrema confidenza, affetto e stima.
La notizia dell’addio della Montanari ha lasciato scontenti anche gli attivisti dell’Emilia che si occupano della comunicazione dei parlamentari 5 Stelle e che hanno comunicato il loro disappunto a Beppe Grillo.
Per cercare di fermare le polemiche, il Campidoglio ha pubblicato un’agenzia stampa dal titolo: “Consiglieri comunali M5S in festa per l’addio dell’assessore”, ma non è bastato a mettere a tacere il malumore di alcuni.



SI AL TERZO VALICO, MA TONINELLI TIENE L’ATTO NEL CASSETTO

Il ministro Danilo Toninelli avrebbe ricevuto l’analisi costi-benefici sul Terzo Valico. I saggi, guidati dal professor Marco Ponti – famoso per la sua volontà No Tav – avrebbero dato il via libera alla prosecuzione dei lavori e, per questo motivo, il ministro Danilo Toninelli avrebbe secretato il tutto per evitare altre tensioni all’interno del Movimento 5 Stelle.

Come racconta oggi Simone Canettieri sul Messaggero l’analisi costi-benefici sul Terzo Valico sarebbe stata consegnata da oltre tre settimane:
L’analisi costi-benefici parla chiaro: il Terzo valico s’ha da fare. L’opera deve continuare, vanno solo portati alcuni correttivi alle pendenze del tracciato ferroviario nei pressi di Genova. La relazione è nelle mani del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli da tre settimane. Ma l’esponente M5S del governo non ne sta facendo menzione. Mai. Bocca cucita, non ne parla. Anzi, sembra che abbia secretato il parere sul Terzo Valico. Prima di rendere pubblica la notizia – quella del disco verde – il Movimento deve trovare un’exit strategy con la base pentastellata in Liguria, da sempre contraria. Si cerca di evitare un altro “effetto Tap” come accaduto appunto in Puglia, dopo il sì al gasdotto e la conseguente rivolta dei meet-up locali. Toninelli dunque si trova a dover gestire politicamente la faccenda, nonostante la relazione appaia inequivocabile. Dal ministero di Porta Pia nessuno commenta ufficialmente. Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture, intercettato alla Camera se la cava con una battuta: «Il sì al Terzo valico? Chiedete a Toninelli…».
Sulla relazione c’è una firma pesante: è quella di Marco Ponti, 77 anni, già docente di economia dei trasporti ed economia ambientale prima a Venezia e poi per dieci anni come ordinario al Politecnico di Milano. Mister “grandi opere” è stato consulente per la Banca Mondiale, la Commissione europea, Ferrovie dello Stato e ministero del Tesoro. A lui Toninelli ha affidato il compito di «revisionare» le principali infrastrutture in costruzione in Italia. Tav compresa. Altro fronte caldo: la ministra francese dei Trasporti, Elisabeth Borne, chiede al governo italiano di decidere «rapidamente», «entro inizio 2019», altrimenti i lavori «saranno fermati». Ponti dovrà esprimersi anche su questo. Intanto, il super tecnico ha fugatio i dubbi sul Terzo valico. Si tratta della nuova linea ferroviaria, divisa in 6 lotti costruttivi, che collegherà il sistema portuale ligure (Passo dei Giovi) con Tortona, a pochi chilometri da Milano. Il costo è di 6,2 miliardi, la lunghezza totale del tracciato è di 53 km, di cui 37 sono gallerie. Il fine lavori era previsto nel 2021.
Il «no» al Terzo valico fa parte del dna del M5S ed è da sempre una delle battaglie portate avanti, se non fosse per una questione territoriale, proprio da Beppe Grillo. Da sempre iper critico così come sulla Gronda. «L’alta velocità e il trasporto merci su treno sono incompatibili», diceva nel 2015 il fondatore del M5S. Lo scorso ottobre gli operai del cantiere hanno minacciato di andare a manifestare sotto casa del Garante, a Sant’Ilario, se «il governo non sbloccherà il quinto lotto». All’inizio del mese la svolta: è arrivato il dossier che però Toninelli tiene sotto chiave in un cassetto della sua scrivania. In attesa di capire come spiegare alla base ligure questa promessa elettorale non mantenuta. Non è la prima volta che accade. E forse non sarà nemmeno l’ultima.



QUANDO ROCCO CASALINO DIFENDEVA IL GIOCO ONLINE

Rocco Casalino, oggi portavoce del Movimento 5 Stelle e del premier Giuseppe Conte, qualche anno fa difendeva a spada tratta in tv il gioco on line in una trasmissione televisiva in onda su Betting Channel, canale tv di proprietà di un concessionario di gioco. Oggi invece il Movimento 5 stelle è stato in prima linea nel promuovere lo stop alla pubblicità di scommesse e giochi con premi in denaro.

Il decreto dignità voluto dal ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio parla chiaro: l’azzardo non potrà più essere sponsorizzato in alcun modo, dalle magliette delle squadre di serie A fino ai giornali o alle riviste specializzate. Addio dunque ai testimonial vip che negli ultimi anni hanno invaso televisioni e cartelloni pubblicitari strizzando l’occhio a scommesse o videolottery. Un provvedimento che ha fatto infuriare l’intero settore dei giochi, che lancia l’allarme occupazione: «Ci sono migliaia di posti di lavoro a rischio».
Casalino qualche anno fa era su posizione opposte. «Il gioco porta nelle casse dello stato 6 miliardi. Una cifra enorme – affermava il portavoce 5 stelle nel 2010 – lo dico a tutti. Anche coloro che vivono il mondo del gioco con distacco, diffidenza e fastidio devono rendersi conto dell’importanza di questa cifra. I sindaci che vorrebbero una limitazione del gioco devono provare a immaginare cosa sucederebbe senza questi 6 miliardi di euro nelle casse dello Stato. Se mancano sono tanti soldi», affermava nel 2010 Casalino, in una puntata del programma ‘Betting Blog’ in onda su Betting Channel (Sky 847 e Digitale Terrestre) con in studio Marco Trucco, responsabile per l’Italia di Everest Poker.
Everest Poker, fra l’altro, riferisce Agimeg (Agenzia giornalistica sul mercato del gioco) che ha ripescato il video all’epoca era «illegale, in quanto offriva gioco in Italia senza una concessione statale del nostro paese. Casalino nel corso della puntata in questione sponsorizzò molto l’attività di questo operatore illegale in Italia – continua Agimeg – spiegando come gli appassionati potevano giocare sul sito in questione. Ricordiamo che, da quando è diventato portavoce del M5S, Casalino è uno dei principali sostenitori della campagna contro il gioco legale».

Fonte: Il Messaggero



IL SONDAGGIO DI MENTANA: LA LEGA SUPERA IL M5S

E alla fine sorpasso è stato. Lo fa notare sulla sua pagina Facebook Enrico Mentana, direttore del Tg La7, mostrando in anteprima il sondaggio commissionato dal suo telegiornale ad Swg.

La società di statistica dà l’orientamento di voto degli italiani a favore della Lega di Salvini: con il 29,2%, due decimi di punto davanti al Movimento 5 Stelle. Che come tendenza va a perdere due punti di gradimento.

 Gli altri partiti: il Pd sale di un’inezia, dal 18,4% al 18,8, cresce fino al 9,2% Forza Italia e così Fratelli d’Italia che si attesta al 4,1%. Piccoli spostamenti che confermano qualcosa di molto solido: la popolarità di Salvini e del Carroccio, e la difficoltà ad arginare gli eccessi nazionalistici dell’attuale vicepremier e ministro dell’Interno. A dirla in poche parole: la posizione intransigente presa contro le Ong e i migranti ha avuto grande successo. Intercetta una rabbia antica, diventata attuale in anni di paura della povertà e di grande incertezza, e batte su un nervo scoperto dell’intera Unione europea.
Fonte: Il Messaggero