IL LUNEDÌ AMARO DI BEPPE GRILLO, FLOP SU RAI2 E CONTESTATO IN TEATRO DAI NO VAX

Flop per Beppe Grillo su RaiDue. Il collage delle sue apparizioni da comico, che tante polemiche ha suscitato per il compenso che va alla società titolare dei diritti dell’artista, non è piaciuto al pubblico. La trasmissione ha infatti ottenuto solo un milione 31 mila spettatori, per uno share -secondo i dati dell’Ufficio Stampa della Rai – del 4,33 per cento. Hanno seguito Grillo soprattutto i più anziani.

E il deputato Pd Michele Anzaldi va subito all’attacco: “Lo share di Grillo è sotto la media di rete e il peggiore dei canali Rai e Mediaset. Freccero senza vergogna aveva giustificato la serata dicendo che serviva a far crescere ascolti, invece ha trascinato la sua rete in fondo alla classifica Auditel: ora si dimette?“.
La prima serata televisiva è stata dominata dalla fiction Rai La compagnia del cigno (con il 23,34 per cento di share), seguita da Adrian (Canale 5) con il 10,56%. Meglio di RaiDue hanno fatto anche Italia 1 (con il film Run all night, 5,87%); Rete 4 con l’informazione di Quarta Repubblica (6,14%) e la terza rete pubblica con Presa Diretta (al 4,52%).

Il comico e fondatore del Movimento 5 Stelle ieri sera era a Milano, dove è tornato in scena e dove si è esibito al Teatro Del Verme. Al termine dello spettacolo, Grillo è stato però contestato da un gruppo di No Vax delusi dalla firma del manifesto di Burioni, alcuni in sala gli hanno gridato: “Buffone!”. Insomma, non proprio un bel lunedì per Grillo…
Fonte: Blitz Quotidiano



M5S BOCCIATO DA GUZZANTI, FRECCERO, FINI, PASQUINO E RICOLFI

Il Fatto Quotidiano, a dieci anni dal Vaffa Day di Bologna, ha intervistato cinque personaggi della cultura italiana, alcuni di loro (Carlo Freccero, Sabina Guzzanti e Massimo Fini) piuttosto “vicini” al M5s. a Tutti ha rivolto  – scrive Affaritaliani.it – le stesse domande: Il M5s ha fatto passi da gigante nelle istituzioni, arrivando addirittura al governo della Capitale d’Italia. Ma ha mantenuto le sue promesse? Ha migliorato la politica italiana come si era ripromesso di fare, l’ha liberata dall’influenza nefasta dei “poteri forti”? O in verità, di quei poteri forti, è diventato anch’esso pedina o addirittura parte integrante? Le analisi sono risultate perlopiù negative.

Per Carlo Freccero, membro del consiglio d’amministrazione della Rai (ufficiosamente in quota M5s): “Ormai il MoVimento si è normalizzato. Quella piazza del V-Day era molto bella perché lanciava un grido di libertà. Ma intristisce vedere che, esattamente dieci anni dopo. Luigi Di Maio è andato a Cernobbio a dare l’esame davanti ai poteri forti”.
A detta del politologo Gianfranco Pasquino, invece: “Per cambiare la politica e il sistema politico – afferma – non basta ridurre i costi e i mandati elettivi. È indispensabile un vero e proprio progetto elettorale e costituzionale”. Pasquino, insomma, è convinto che il M5s era partito per cambiare le istituzioni ed ha finito per esserne cambiato.
Quanto al giornalista e scrittore Massimo Fini, i 5 stelle sono rimasti fedeli allo spirito di Bologna e tuttavia: “I suoi limiti sono proprio stanno proprio nei suoi pregi. Le linee guida del MoVimento, tutte condivisibili e vere, sono state interpretate in modo eccessivamente rigido, poco duttile”.
Sabina Guzzanti, che ha sempre sostenuto più o meno palesemente i grillini, sembra invece smarcarsene: “Il punto non è quanto si risolva con un ‘vaffa’. Il punto è che quando poi si tratta di costruire c’è bisogno di un’etica condivisa. E l’etica non è essere contro il doppio mandato o gli inceneritori”.
“Al V-day” dice invece il sociologo Luca Ricolfi, “c’erano idee ottime e altre discutibili”. E aggiunge, risultando il più spietato di tutti: “Ma il punto è che il MoVimento 5 stelle non ha vere soluzioni su lavoro e crescita”.
Fonte: Affaritaliani.it




CARLO FRECCERO: “NEL M5S TROPPE GUERRE INTERNE, VIRGINIA RAGGI È ACCERCHIATA”

carlo_frecceroDice Carlo Freccero che quel che sta succedendo a Roma, tra i 5 stelle, è l’effetto «di un partito che vince col 70 per cento e in cui tutti si ritrovano a chiedere posti di potere». Il consigliere di amministrazione Rai in quota 5 stelle promuove  a pieni voti – in un’intervista ad Annalisa Cuzzocrea di Repubblica – le mosse di Chiara Appendino a Torino, ma ha qualche dubbio su quelle di Virginia Raggi nella capitale e, soprattutto, sul gruppo di supporto che le è stato affiancato dai vertici del Movimento.

Cosa pensa dello stallo dei primi giorni sulla giunta?

«Credo che sia quel che accade quando ci sono vittorie grosse, inaspettate e per questo difficili da gestire. Ci sono cose però che mi creano tensione».

Quali?

«Un personaggio come Roberta Lombardi, il suo ruolo, la sua figura mi fanno pensare che ci siano delle lotte interne che mi sarei augurato non facessero parte del nuovo corso. Il momento è delicato, devono fare in fretta per dimostrare di essere all’altezza della prova che così tanta gente ha affidato loro».

Stanno cercando le persone giuste, serve tempo no?

«Per ora l’unico nome che conosco è che mi convince è quello di Paolo Berdini, assessore all’urbanistica. Sul resto sono al buio, un po’ distaccato. Attendo qualcosa di forte e di preciso».

Se le chiedessero un consiglio?

«Non li sento, dico sempre che da quando sono qui a viale Mazzini non ho ricevuto dal Movimento nessuna richiesta, pressione o telefonata. Quel che credo e che direi loro è che debbano stare attenti a non riciclare la gente. E poi…».

Cosa?

«Lei, Virginia Raggi intendo, mi sembra molto accerchiata e questo non è positivo per il Movimento. Quel che emerge è che a Roma ci siano guerre intestine e che questo possa comprometterne l’operato. L’esperienza di Torino mi sembra invece molto diversa».

Crede che Chiara Appendino abbia agito meglio?

«Direi che ha superato gli esami, è stata brava e dà l’idea di essersi preparata molto bene».

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Fonte: la Repubblica



FRECCERO, CONSIGLIERE RAI: “VESPA NON HA SBAGLIATO A INTERVISTARE RIINA JR”

freccero-matteoderricoCarlo Freccero, consigliere di amministrazione della Rai in rappresentanza del Movimento 5 Stelle, intervistato dal Corriere della Sera assolve Bruno Vespa per l’intervista al figlio di Totò Riina a Porta a Porta:

“Bruno non ha sbagliato, l’ha fatto per la sua carriera, che vale più di tutto. E io lo capisco, avrei fatto lo stesso e l’ho fatto”.

“Sì. Siamo malati, la tv per noi, l’ho detto già altre volte, è come l’eroina, è una droga che ti dà tanto ma ti porta via l’anima, ti ruba tutto” – continua Freccero.

“Chi è vittima del suo narcisismo, pur di marcare il territorio è pronto anche a morire. Perlomeno chiude da eroe e non da servitore. Ci scriverà un libro. Anni e anni di tv, vedrà”.

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INTERNAZIONALE 5 STELLE – BEPPE GRILLO, IL FINANCIAL TIMES E L’AMERICA

beppe-grillo-stelle-strisce-matteoderricoBeppe grillo 5 anni prima dell’arrivo del Movimento in Parlamento si incontra con l’allora ambasciatore americano a Roma Ronald Spogli.

Il 4 aprile 2008, l’ambasciatore manda al segretario di stato Usa Condoleeza Rice un report intitolato “Pranzo con l’attivista italiano Beppe Grillo: ‘Nessuna speranza per l’Italia’; ossessione sulla corruzione“.

La relazione parla del pensiero di grillo, si citano le piazze riempite, il blog di successo, l’originalità e in particolar modo la lotta alla corruzione nella politica.

“Giuseppe “Beppe” Grillo è un ex comico politicamente schietto che ha ottenuto una celebrità mondiale scorticando ogni giorno i politici italiani sul suo blog e organizzando con successo una manifestazione contro la corruzione nel governo alla quale lo scorso autunno hanno partecipato oltre 150 mila persone. Grillo è brusco, perfino profano, ma le sue accuse dirette e spesso taglienti risaltano al contrasto con le analisi timide e indirette sulla corruzione che vengono dal mondo politico italiano”.

Spogli ricorda le lotte di Grillo sull’energia (contro centrali nucleari e inceneritori) e la sua esclusione dalla televisione. “Ben informato, esperto di tecnologia, provocatorio ma anche divertente“: queste sono alcune delle considerazioni, del tutto positive, contenute nel documento. Spogli sottolinea che “alcune delle idee di Grillo sono utopiche e irrealistiche” ma ci tiene a ribadire che “con la sua visione dà voce a parte dell’opinione pubblica che non riesce ad esprimersi altrove“.

L’elogio di Grillo si chiude così: “Il suo mix unico di humour aggressivo sostenuto da statistiche e ricerche giuste ne fa un interlocutore credibile sul sistema politico italiano“.

Qualche giorno fa, alla fine del 2015 il Financial Times, uno dei principali giornali economico-finanziari, nonché uno dei più antichi, autorevoli e letti del mondo, che non è americano, ma del Regno Unito è tornato a parlare del Movimento 5 Stelle. Seppure non nei termini tradotti in modo inesatto da Beppe Grillo, ma riconosce al Movimento di essere andati oltre le loro origini eccentriche.

Tentativi di sdoganamento. Un Movimento 5 Stelle che tenta di essere riconosciuto e soprattutto di essere ritenuto affidabile oltre i confini nazionali.

Gira in rete in questi giorni una video-intervista, della metà di settembre 2012, a Carlo Freccero componente del Cda Rai in quota M5S e massimo esperto di comunicazione. Freccero riferisce come tra i soci di Casaleggio compaia anche Enrico Sasson, manager legato all’Aspen Institute e quindi al gruppo Bilderberg. Una strana coincidenza se si pensa che lo stesso Bilderberg è indicato da “Gaia”, il video di riferimento di una parte del network grillino, come emanazione dei “poteri forti” che eserciterebbero una qualche forma di influenza “occulta” sul governo del Paese.

Il ragionamento di Freccero è stata la seguente: non che questi “poteri forti” si sono costruiti anche una sorta di loro “opposizione interna” grazie a Sasson, Casaleggio e quindi Grillo? Probabilmente una provocazione certo. Ma che fa fragore proprio in quanto utilizza la tendenza al complotto molto in voga presso alcuni “seguaci” di Grillo.

Il servizio del Financial Times, di qualche giorno fa, rilancia e fa riflettere sulle circostanze.

Tanto che l’articolo del giornalista investigativo, fotografo e scrittore Gianni Lannes, del 1° novembre 2013 sulla sua pagina internet Su la testa, diventa attuale.

Grillo e lo zio Sam: il lato oscuro, anzi a stelle e strisce. Per esempio l’incontro segreto nell’aprile 2008 a Roma (di cui avevo già scritto nel febbraio 2013), con l’ambasciatore di Washington, Ronald Spogli (emissario ufficiale di Bush junior), propedeutico alla nascita del partito a 5 Stelle, ovvero una proprietà privata (fa fede l’atto notarile) del ragioniere ligure.
Ben 8 mesi fa ho chiesto direttamente a Grillo – mediante una e-mail perché al cellulare diretto non mi risponde più, nonostante abbia più volte sollecitato anche la sua prima moglie, Sonia Toni – una spiegazione di questo avvenimento, mai illustrato ai suoi tifosi, fans, nonché all’opinione pubblica. Risposta? Il silenzio assordante. Così come precedentemente, il 27 dicembre 2011, a proposito dell’elogio di Grillo a Monti, avevo posto senza esito un altro quesito all’ex comico ormai politicante.

Forse il sistema di potere dominante gestisce anche la sedicente opposizione al governo Letta, non eletto dal popolo sovrano? I parlamentari in buona fede del Movimento 5 Stelle perché non prendono le distanze da Grillo? Gli onorevoli 5 Stelle sanno di avere il telefono e la posta elettronica sotto controllo?

Ecco nuovamente pubblicato il rapporto dell’ambasciatore Spogli relativo all’incontro con Grillo!

Mister Grillo lei deve un’immediata spiegazione pubblica al popolo italiano. Un consiglio semplice: dica la verità e poi si ritiri in buon ordine. E già che ci siamo. Gli onorevoli grillini” spieghino il senso e le finalità della visita di cortesia alle autorità militari USA nel Muos a Niscemi, evento di cui avevo parlato con dovizia di riscontri ufficiali il 27 maggio scorso.

Niscemi_brief_ITA-1Un parere strettamente personale: il Movimento 5 Stelle con i numeri che vanta in Parlamento (sulla base della volontà popolare) potrebbe far cadere qualsiasi governo eterodiretto come nel caso di Letta, spedendo realmente a casa Napolitano. Perché non accade? Incapacità politica? Oppure qualcuno ha tirato il freno a mano? Se continuano così i 5 Stelle alla prossima ed imminente tornata elettorale il Parlamento lo vedranno con il binocolo. Il popolo italiano non è fesso!

Gianni Lannes
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