ASSEMINI A 5 STELLE: GIORNALISTA SPORTIVO PER LO STAFF DEL SINDACO

Fabrizio Serra – scrive Veronica Matta su Cagliari Globalist – (giornalista sportivo, nel 2013 addetto alla comunicazione della società rossoblù – Cagliari Calcio) è il candidato scelto per far parte dell’ufficio staff del sindaco grillino Mario Puddu a cui, tra 16 mesi, scadrà il mandato.

Si legge dal bando pubblicato sul sito del Comune di Assemini: un incarico di collaborazione per l’ufficio Staff del Sindaco ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 267/2000 e dell’art.10 bis del Regolamento Comunale sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi , con rapporto di lavoro a tempo determinato part-time (18 ore settimanali) e inquadramento nella posizione giuridica – economica corrispondente alla categoria D1 (istruttore Direttivo) dei vigenti CCNL del comparto regioni Enti locali. Il rapporto di lavoro decorrerà dalla sottoscrizione del contratto di lavoro e avrà una durata non superiore alla durata del mandato del Sindaco in carica. Trattandosi di incarico fiduciario l’individuazione dei soggetti da incaricare sarà effettuata direttamente dal Sindaco sulla base dell’elenco degli idonei predisposto da apposita commissione. In nessun caso il rapporto di lavoro a tempo determinato potrà trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il rapporto di lavoro sarà soggetto ad un periodo di prova di mesi tre al termine del quale il contratto potrà essere confermato o rescisso senza che la controparte possa avanzare richieste di sorta”.

Fabrizio Serra è stato assunto per 18 ore settimanali, per una spesa annua – secondo quanto si legge nella determina pubblicata sul sito del Comune – pari a 16148,00 euro, lordi.

Non ho molto da aggiungere rispetto all’interrogazione che ho fatto qualche mese fa – dichiara il consigliere Enrico Salis (Sel) – non conosco personalmente la persona scelta, spero però che si limiti a svolgere il ruolo che il testo unico gli assegna ovvero quello di coadiuvare l’attività del sindaco ricordando che lui non può occuparsi della comunicazione istituzionale, come erroneamente diceva il bando, che invece è compito dell’URP. Dal punto di vista politico avrei compreso l’assunzione di uno persona dello staff ad inizio consiliatura vista anche l’inesperienza dei nuovi amministratori 5 stelle, sinceramente è molto meno comprensibile – conclude Salis introdurre questa figura (con relativa spesa) adesso quando manca ormai poco più di un anno alla fine del mandato.

mader
Fonte: Cagliari Globalist



ASSEMINI A 5 STELLE: UNO VALE UNO, TRANNE I DIPENDENTI COMUNALI

Il Ministero della Economia e Finanze – scrive Veronica Matta su Cagliari Globalist – mette in rilievo che il Comune di Assemini abbia dato più del dovuto ai dipendenti comunali, negli anni dal 2008 al 2012, (circa 200 mila euro). Segue un esposto in prefettura. Il Comune di Assemini – dichiarano i lavoratori lesi – non contesta i rilievi del Mef e non coinvolge le RSU in modo soddisfacente.

È trascorso un mese da quando lavoratori e sindacati hanno fatto irruzione durante la seduta del consiglio comunale ad Assemini, accusando il Comune di non aver creato il fondo obbligatorio per gli anni 2015-2016 che avrebbe consentito la restituzione dei soldi che il Ministero delle finanze chiede indietro. All’inizio del 2015 iniziano le trattative con le forze sindacali (che non accettano l’accordo proposto dal segretario generale e dal sindaco Puddu) anche se, stando alle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali, riportate anche a mezzo stampa sull’unione sarda – dopo quella proposta non ci hanno mai comunicato l’entità del fondo, non sapevamo quanto sarebbe stato stanziato – replicano – poi non hanno fatto niente e solo nel 2016, con un accesso agli atti, si è scoperto che il fondo non era stato costituito come invece impone la legge. Dal mese di Dicembre è ripreso lo stato di agitazione dei dipendenti comunali di Assemini.

Uno vale uno se quell’uno la pensa come voi, ma se quell’uno la pensa diversamente da voi, non vale uno, ma meno uno” – con queste aspre e sconfortanti parole il consigliere di minoranza Antonio Scano (Proposta civica) si rivolge al sindaco Mario Puddu davanti al palese fatto che “i grillini non hanno voglia di discutere di problemi complessi che richiedono soluzioni complesse“, ricordando alla giunta che “l’azienda Comune”, per andare avanti, ha bisogno di mediazione e non di muri. “Il problema maggiore oggi – dichiara il capogruppo del Pd Giancarlo Scalas – è che l’amministrazione comunale non ha costituito il fondo per garantire la copertura dei rimborsi. In pratica per accordo è stato stabilito 2 anni fa che il rimborso venisse effettuato direttamente con prelevamento da fondo per le produttività. Non avendo costituito il fondo, i dipendenti dovranno restituire di tasca propria trattenuta con lo stipendio. Questo per inerzia dell’amministrazione. Ma ci sono anche altri punti che le organizzazioni sindacali contestano“.

Per chi ha assistito. in diretta o in streaming da casa, l’ultimo consiglio comunale del 25 Gennaio 2017 non ha potuto non rilevare l’aspetto che aggrava la già delicata situazione – il rifiuto da parte del sindaco di confrontarsi con sindacati e lavoratori – negando persino la discussione di una mozione che poteva essere utile a tutti, persino al primo cittadino. I grillini di Mario Puddu hanno presentato una pregiudiziale in quanto la materia è di competenza della Giunta. Se la sono votata e l’opposizione e tutto il personale presente, ha abbandonato l’aula.

Il confronto aspro tra sindaco e dipendenti, ora si sposta in Prefettura, infatti la Prefetta Dott.ssa Perrotta, ha convocato le parti per un incontro in Prefettura che doveva avvenire domani, ma su richiesta del sindaco Puddu, è stato spostato a giovedi 2 Febbraio alle ore 10.00. La chiusura totale nei confronti dei lavoratori non è l’unico segnale anomalo di questa amministrazione grillina, è doveroso ricordare la totale chiusura verso il confronto democratico con la minoranza e le altre forze politiche ma anche verso i cittadini in genere, chiusura che si trasforma in apertura quando gli interlocutori si chiamano “Eurospin o Bricoman”. È questa la democrazia?

mader
Fonte: Cagliari Globalist



IL SINDACO M5S DI ASSEMINI CHE DISERTA LA FIRMA DEL PATTO PER CAGLIARI NON RAPPRESENTA TUTTI I CITTADINI

pudduMentre l’Europa va avanti, Assemini si isola e si ferma alle polemiche sugli ennesimi modi del primo cittadino, Mario Puddu, primo sindaco a cinque stelle in Sardegna, messi in discussione in un comunicato del pd cittadino che non concede sconti – scrive Veronica Matta su Cagliari Globalist.

A partire dalle discussioni sui social dettate da animosità, condotte spesso solo per il gusto di contraddire, sulla fascia sardo/tricolore, per alcuni, stilisticamente orrenda e politicamente puddu-fbscorretta, alla mancata presenza del sindaco grillino per l’arrivo del premier Matteo Renzi in occasione della firma del patto per Cagliari per importanti finanziamenti (168 milioni di euro) destinati ai Comuni facenti parte della città metropolitana, di cui Assemini fa parte con un solo consigliere rappresentante, grillino. E che dire della bassezza linguistica sgradevole e inappropriata con cui in queste settimane si stanno affrontando le ragioni del Si e de No del referendum? Cattivo gusto? Discutibile. Certamente si assiste continuamente a modi verbali che non si limitano a dei meri giudizi estetici, ma che sconfinano nel solito populismo che mira a parlare alla pancia della gente e che lasciano trasparire un “sardismo”, imprigionato da volgari forme dialettali idonee più ad una barzelletta raccontata tra amici dopo aver sollevato un po’ il gomito.

Sembrerebbe che il primo cittadino e i suoi fans abbiano dimenticato che ad Assemini ci abitano persone che non votano cinque stelle e anche non sardi. Un comunicato, quello del Pd cittadino che unisce i cinque circoli che indicano la tendenza spesso violenta espressa dalle parole del sindaco della cittadina, di fare di tutta l’erba un fascio. Se da un lato Mario Puddu incarna con il movimento politico che rappresenta la rabbia e il malcontento delle persone, un grido che giustamente qualcuno deve veicolare in qualsiasi democrazia che si dica tale, dall’altro lato egli non rappresenta tutti gli asseminesi e dovrebbe calmare i toni e recuperare un po’ di lucidità come la sua carica istituzionale richiederebbe. Il pd di Assemini con questo comunicato glielo rammenta.

L’arroganza che caratterizza questo nuovo popolo della politica italiana pare abbia iniziato una campagna di caccia all’uomo senza precedenti, un clima mai visto neanche con Berlusconi, dietro il quale si intravede un periodo nostalgico caratterizzato non sempre dalla moderazione. A prevalere è il linguaggio da far west (tra insulti e illazioni), da untori non certo da maestri di scuola, capace di attivare un processo inverso dell’evoluzione, di regressione che, per il partito democratico cittadino, farà perdere soldi, opportunità, dignità ad Assemini, anni luce distante dall’Europa.

Noi non siamo così – dichiara il Pd in un comunicato stampa che segue. La comunità asseminese non è questa roba qua. Non vorremo che qualcuno pensasse, dopo oltre tre anni rappresentati da questa persona, che siamo davvero ridotti in questo stato. Beh, no. La comunità asseminese sa riconoscere le istituzioni, e le rispetta. Pur nei contrasti tra parti politiche diverse e con una dialettica che a volte non manca di asprezza, la maggioranza degli asseminesi è rispettosa degli individui, dei ruoli, delle istituzioni. Tre anni e mezzo fa è stato eletto un sindaco giovane, politicamente alla prima esperienza, del M5S. A quel sindaco, in questi tre anni e mezzo, è stato perdonato molto. Molti passi falsi, leggerezze, prese di posizione personalistiche, basse strumentalizzazioni e un modo di far politica tutto chiuso nel recinto “cinque stelle”. Sono stati capiti, e perdonati, errori di inesperienza e inclinazioni caratteriali di bassissimo profilo e molto poco ortodosse. Ora però, è indispensabile chiarire che la degenerazione personale, umana e politica (di cui il post è solamente l’ultimo esempio), la violenza consapevole delle parole, la strumentalizzazione costante del malessere sociale sono opzioni del tutto personali, sconosciute alla maggioranza degli asseminesi. Dopo tre anni e mezzo, abbiamo un sindaco che ancora scrive e si comporta come l’ultimo dei leoni da tastiera che stanno dietro i social, cercando maldestramente di sfruttare il malcontento generale, l’emotività fine a se stessa, la rabbia generata da una crisi di valori, oltre che economica, che pare difficile da superare. Non si tratta ovviamente di Si o NO, di referendum o di elezioni. Qui si tratta di rifiuto del confronto civile, di emulazione dei peggiori esempi di comunicazione, di messaggi deleteri per la società civile, comunque la si pensi politicamente. Ecco, l’involuzione del primo cittadino non riguarda gli asseminesi. Lui non è stato capace di crescere, tutt’altro, ma questo non riguarda gli asseminesi. Gli asseminesi tutti, peraltro, lo riconoscono come sindaco con rispetto e così sarà fino alle prossime elezioni, al netto del bullismo ridicolo con cui delegittima se stesso e imbarazza tutta la comunità (Il Partito Democratico di Assemini).

mader
Fonte: Cagliari Globalist



ASSEMINI A 5 STELLE: L’ASSESSORE AL BILANCIO SI DIMETTE PRIMA DEL CONSUNTIVO

sabedduGiorgio Sabeddu – assessore al bilancio del comune grillino di Assemini – lascia il suo incarico per motivi personali e familiari. Lo scrive Veronica Matta su Cagliari Globalist. A dichiararlo non è l’assessore ma il sindaco Mario Puddu che dopo un confronto con il proprio gruppo politico, è giunto alla conclusione, anche se a carattere provvisorio, di dare l’incarico precedentemente tenuto dall’assessore Sabeddu, tra l’assessore Corrias (già assessore alle attività produttive) che si sta già occupando di bilancio tributi e programmazione e l’assessore Mandas (già assessore Assessore Politiche per il Territorio e la Sostenibilità Ambientale) che si occuperà di patrimonio.

Commenti strampalati e tendenziosi – dichiara durante la seduta streaming il sindaco Mario Puddu – dai componenti dell’opposizione davanti alla notizia delle dimissioni dell’assessore Giorgio Sabeddu, dietro le quali afferma Puddu – non vi sono ragioni di carattere politico ma una difficile situazione personale che impedisce all’assessore Sabeddu la continuazione degli impegni del suo incarico.

Ci va duro il sindaco grillino contro i gruppi politici tradizionali e i rappresentanti della minoranza in consiglio comunale, in particolar modo contro il partito democratico locale di cui ricorda risse e litigi all’interno di qualche circolo. Il Sindaco termina l’annuncio sulle nuove deleghe a Corrias e Mandas, elogiando l’ideologia del M5S ribadendo che esso è senza correnti, trattative segrete, capi bastone e quant’altro non abbia a che fare con l’interesse comune, concludendo con le seguenti parole – sarà il tempo a dire la verità.

Davanti all’intervento del sindaco grillino Mario Puddu che accusa l’opposizione di essere attaccata alle poltrone e di costruire crisi politiche vane, la minoranza reagisce.

Rossella Manca (pdl): trovo strano che Sabeddu non abbia portato la sua presenza almeno fino all’approvazione del consuntivo in consiglio comunale. Su questi sermoni sui partiti, guardi Roma anche se i panni sporchi si lavano in casa, guardi la Lombardi che si è dimessa!

Giancarlo Scalas (capo gruppo PD): lei signor Sindaco ci pare sempre molto preoccupato sullo stato del partito democratico, sui vari circoli che lavorano per trovare soluzioni, per rapportarsi, confrontarsi, ma nel movimento cinque stelle non ci si raffronta, non ci si confronta vero? Non ci sono correnti, non ci sono circoli, c’è un direttorio comunque, che piuttosto che chiamarlo direttorio sarebbe opportuno chiamarlo DITTATORIO, quindi che detta le leggi, le regole. Le divergenze interne palesi con l’uscita delle tre che oggi fanno parte del gruppo Assemini Libera, evidentemente non sono previste dal movimento cinque stelle. Penso ci sia stato qualche dissapore tra lei e l’assessore Sabeddu non fosse altro che sotto il suo assessorato ha presentato per 4 volte il bilancio fuori termine . 4 volte su 4. Questo ci fa pensare, benché lei dica cose diverse che Sabeddu per noi è stato esautorato dal Sindaco Puddu perché non ha portato a termine il bilancio nei tempi previsti; strano è che l’assessore abbandoni il proprio incarico prima dell’approvazione del conto consuntivo.

Tonio Scano (Proposta civica): Sabeddu persona simpatica e cordiale, da lato umano, ma dal punto di vista politico mi auguro che possa cambiare qualcosa per il Comune di Assemini in cui fino ad ora è mancata totalmente la scelta strategica. Da assessore non ha esercitato il suo ruolo, non è riuscito ad incidere, da rivedere il lavoro di squadra. Utilizzo più efficace delle risorse e necessità di un’analisi più oculata che la giunta Puddu non ha ancora fatto. La politica dei bilanci va rivista totalmente.

Enrico Salis (Sel): cordiali e affabile l’assessore Sabeddu ma il giudizio amministrativo di questi anni sul suo operato è negativo. Le correnti non esistono nel m5s? Qualche spiffero c’è!

Sulle operazioni messe in atto per salvare il Comune di Assemini da un probabile dissesto si vocifera tanto, all’interno e all’esterno del palazzo comunale. La scelta del sindaco Mario Puddu di non nominare un nuovo assessore al bilancio forse è la prova che non sia poi così necessario nominare un altro assessore al bilancio che non sia in grado di far quadrare il bilancio.

mader
Fonte: Veronica Matta per Cagliari Globalist



ASSEMINI A 5 STELLE: LA MINORANZA ABBANDONA L’AULA PER PROTESTA

salisLa minoranza al comune di assemini, guidato dal sindaco 5 Stelle Mario Puddu, abbandona il consiglio e affida al consigliere di Sel, Enrico Salis, la lettura del documento di protesta che nasce dalla surroga del consigliere Sandro Stara con Nicole Marras e di tutti gli atti conseguenti – lo scrive Veronica Matta su Cagliari.Globalist.it.

Per noi di SEL – dichiara Enrico Salis – non è stata certo semplice la scelta di rinunciare a partecipare ad un Consiglio Comunale e discutere argomenti importanti come quelli di ieri:

assemini

– ci sarebbe piaciuto discutere ad esempio il tema della democrazia partecipata, argomento che ci sta molto a cuore e su cui fin dall’inizio della consiliatura abbiamo spinto con forza non ascoltati dalla maggioranza che su questo fondava il proprio programma. Ora c’è stato questo primo passo con il regolamento sul dibattito pubblico, lo misureremo nei prossimi mesi alla prova dei fatti; però vogliamo ricordare altre tre proposte avanzate da SEL in questi tre anni in direzione della trasparenza e della democrazia partecipata che non hanno mai avuto risposta da parte della maggioranza pentastellata ovvero codice etico Comunale, regolamentazione Comitati di Quartiere e istituzione del Referendum Comunale consultivo.

– avremmo dato volentieri il nostro contributo anche per quanto riguarda l’ultimo passaggio tecnico, in consiglio comunale, della variante al PAI, documento importante perché legato all’assetto e alle problematiche idrogeologiche del nostro territorio. In questo senso tuttavia in questi anni non abbiamo fatto mancare le osservazioni e abbiamo contribuito sia nella commissione sia nel precedente passaggio in consiglio con un voto pienamente favorevole, in particolare agli indirizzi sulle opere di mitigazione del rischio alluvioni che ora attendono i finanziamenti regionali.

Tuttavia gli accadimenti verificatosi negli ultimi consigli, la continua forzatura di regolamenti e leggi da parte del Movimento cinque stelle non poteva essere ignorato. Pertanto il gesto di protesta e l’avvio di un iter di verifica normativa era doveroso per tutelare anche la dignità del Consiglio Comunale che rappresenta tutti i cittadini di Assemini.

mader
Fonte: Cagliari Globalist