ROMA E I RIFIUTI, I 5 STELLE LANCIANO IL FAI DA TE: SPAZZARE DAVANTI CASA. I PRESIDI MINACCIANO CHIUSURA SCUOLE

Coinvolgere coloro che abitano o hanno negozi sulla strada nello spazzamento del marciapiede davanti alle loro attività commerciali o abitazioni. È uno degli indirizzi della proposta di delibera presentata dal Movimento 5 Stelle di Roma in tema di rifiuti.

Il testo, che dovrebbe essere trattato in assemblea capitolina l’8 gennaio, annuncia anche il recepimento delle sanzioni introdotte per legge nel 2015 che prevedono multe anche per chi getta i mozziconi di sigaretta per terra.
La Capitale sotto le feste – scrive il sito Rainews.it – ha visto esplodere una situazione di caos nella raccolta dell’immondizia, con cassonetti stracolmi e sacchetti in strada. Una condizione che ha spinto le due attrici Maria Amelia Monti e Anna Finocchiaro a realizzare un video-sketch sui social intitolato ‘La Grande Mondezza’. “Come la fate voi la differenziata a Roma?”, inizia così il dialogo ironico tra le due protagoniste.

Ora l’assemblea capitolina si appresta ad affrontare il tema della pulizia urbana anche con questo provvedimento proposto dai 5 stelle. Mentre per il 15 gennaio è stato fissato, su richiesta di Fdi, un consiglio straordinario sull’emergenza rifiuti e sulla situazione dell’Ama, l’azienda capitolina preposta alla raccolta. La proposta è stata firmata dai consiglieri pentastellati Simona Ficcardi, Roberto Di Palma, Daniele Diaco e Pietro Calabrese ed è stata calendarizzata, insieme ad altre, in Aula Giulio Cesare l’8 gennaio, alla ripresa delle attività consiliari. “Ulteriore specifico titolo del regolamento dovrà essere dedicato all’organizzazione del servizio, che disciplinerà le dotazioni e le collocazioni dei contenitori stradali e la dotazione, collocazione e movimentazione dei contenitori per la raccolta domiciliari”, si spiega.
Altro criterio indicato è “coinvolgere i frontisti (le utenze a fronte strada, ndr) siano essi utenze domestiche che non domestiche, nelle attività di spazzamento del fronte stradale antistante, fino alla congiunzione con la sede stradale, per agevolare le successive operazioni”. Roma in quest’ultimo caso, come sottolineano fonti capitoline, non sarebbe la prima città a prevedere una collaborazione del genere da parte dei cittadini.
Virginia Raggi prepara dossier per la procura “La sindaca di Roma Virginia Raggi sta ultimando un dossier da consegnare alla Procura sull’azienda romana di raccolta della spazzatura, sull’incendio all’impianto di trattamento dei rifiuti (il Tmb Salario, ndr) andato in fiamme lo scorso 11 dicembre, sull’intero ciclo regionale dei rifiuti e sugli oltre 300 cassonetti incendiati nel 2018, di cui 70 soltanto a dicembre”. Lo spiegano fonti del Campidoglio. I magistrati hanno aperto un’inchiesta sul rogo del Tmb e starebbero indagando su un presunto assenteismo in Ama.
I cumuli di spazzatura davanti alle scuole hanno provocato la dura reazione dei presidi che, ormai sul piede di guerra, minacciano di non riaprire le scuole lunedì per ‘rischio sanitario’. “Davanti alle scuole romane, in particolare mi preoccupano le scuole elementari, si sono accumulati troppi rifiuti, invadendo anche gli ingressi degli edifici, e con le festività natalizie i cumuli continuano a crescere – dice all’Adnkronos Mario Rusconi, presidente della sezione Lazio dell’Associazione Nazionale Presidi – Il problema si sta trasformando in un’emergenza sanitaria per le scuole”.
Non manca un’altra grana. Il collegio sindacale dell’Ama ha ‘bocciato’ il bilancio 2017 dell’azienda, che attende l’approvazione da parte dell’assemblea dei soci (il Campidoglio) dando un parere negativo.



LA RAGGI FA LA SPESA CON LA SCORTA. COME LA FINOCCHIARO

raggi“La spesa per le scorte è di 250 milioni di euro all’anno”, scriveva il 3 luglio 2013 Beppe Grillo sul blog. “Di cosa hanno paura i politici? E perché sono terrorizzati da un contatto con la gente? La Finocchiaro che fa la spesa con il carrello spinto dalla scorta da chi si difende? Se venissero tagliate le scorte, continua Grillo, e il M5S farà in modo che questo avvenga, si otterrebbero di colpo tre benefici: risparmiare 250 milioni di euro all’anno, liberare 4.000 agenti per l’ordine pubblico e i domiciliari senza sentenza per i politici scortati”.

Oggi Tommaso Ciriaco su la Repubblica scrive un articolo su come a trascorso la giornata di ieri la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Spesa con auto di servizio e scorta inclusa, proprio come la Finocchiaro.

“La borgata Ottavia è quasi deserta. Non sembra sabato pomeriggio, colpa di un cielo carico di pioggia. Tra i pochi a mettere il naso fuori da casa c’è Virginia Raggi. È stanca, provata. “Sono svuotata – confida ai pochi che riescono a sentirla – ho voglia di famiglia”. Potesse scegliere, prenderebbe una vacanza. Per adesso preme il tasto reset e cancella tutti gli impegni. Niente Azione cattolica, niente festa al Ghetto, niente commissione al Senato. Solo un pranzo con il figlio e la madre, il cellulare rigorosamente silenziato. Poi nel pomeriggio la spesa al Conad, con l’auto di servizio. Nonostante sia sfinita, però, la sindaca medita un rilancio: “Sono stati giorni nerissimi, ma finalmente sono positiva – rassicura i suoi – Abbiamo superato questa fase così difficile. E comunque, sia chiaro, non si trattava di una guerra contro di noi. Io sono un pretesto, su di me e sul corpo di Roma è stata combattuta una battaglia tra due fazioni dei Cinquestelle”.

C’è forse anche un pizzico di strategia, in questo rinchiudersi a riccio. Ma c’è di certo il peso insopportabile di settimane di guerriglia nel Movimento. Lo stress che l’ha condotta fino alle lacrime, nelle ore di scontro brutale culminate nelle dimissioni del super assessore Marcello Minenna. L’ostilità degli ortodossi del direttorio. Il gelo con Beppe Grillo. Troppo, per la giovane avvocatessa cresciuta nello studio Previti. La mossa migliore, forse l’unica sostenibile, diventa quella di scomparire dai radar. Si stabilisce di inviare il presidente dell’assemblea capitolina Marcello de Vito al Ghetto, per la festa della cultura ebraica. Si pianifica il forfait anche in commissione al Senato, dove nei prossimi giorni la sindaca si sarebbe ritrovata a dover rispondere a domande scomode sulle Olimpiadi. E si decide, a sorpresa e sfidando il rischio di un incidente diplomatico, di disertare anche il raduno al Vaticano.

Dodici chilometri dividono il Festival dell’Azione cattolica da questo lembo nord est della Capitale con affaccio sul raccordo anulare. Mille ragazzi accorsi a San Pietro da 226 diocesi sparse per l’Italia attendono la sindaca. La versione, sponda Raggi, riferisce di motivi familiari e di dossier da studiare a casa. La rinuncia, assicurano, sarebbe stata comunicata già due giorni fa agli organizzatori. Un rischio, in ogni caso, soprattutto perché la Chiesa si è mostrata attenta ai primi passi della giunta e non ha mai mancato di mostrarsi fiduciosa nei confronti della sindaca. Conviene uno sgarbo così, allora? A salvare le apparenze ci prova l’assessore alle Politiche sociali Laura Baldassarre, inviata in Vaticano per sostituire la grande assente: “Il Comune è qui per ascoltare. Virginia? È una donna molto determinata, ci dice che dobbiamo restare molto concentrati sul lavoro”.

In effetti c’è molto da fare. La poltrona di assessore al Bilancio è ancora vuota, ad esempio. Per riempirla, la sindaca sogna di convincere l’ex ragioniere generale dello Stato Mario Canzio. Si trattarebbe di un colpaccio. Nel frattempo, Raggi continua a marcare stretto il Movimento romano. E giura che il clima non è cambiato: “Sento i consiglieri e gli assessori molto vicini. Tra noi in giunta c’è un patto, che va al di là di tutto quello che abbiamo visto in questa settimana. Paradossalmente, quanto abbiamo vissuto ci ha rafforzato”.

Sarà, ma il Movimento continua a soffrire terribilmente la crisi capitolina. Il direttorio è spaccato e Luigi Di Maio non è mai stato così debole. Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia non hanno ancora digerito le bugie del vicepresidente della Camera e lasciano trapelare tutto il fastidio del mondo verso il reggente. L’unico a fornire una sponda al vicepresidente della Camera è, paradossalmente, il candidato numero uno a succedergli alla guida del Movimento: Alessandro Di Battista. Ieri pomeriggio il deputato romano, reduce dal tour sulle riforme, ha invitato a casa proprio Di Maio. La prima mossa della nuova era, in questo risiko a cinquestelle.”

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Fonte: la Repubblica