ROMA A 5 STELLE: LA GIUNTA RAGGI IGNORA IL “PIANO POVERTÀ” DEL GOVERNO. SERVIZI SOCIALI A RISCHIO CAOS

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giunta-raggiNello stravagante mondo in cui è immersa la giunta di Virginia Raggi, dove i portavoce si difendono nel silenzio e i magistrati vengono rimossi per mancanza di requisiti giuridici, può anche accadere che una sorta di «reddito di cittadinanza» per le famiglie indigenti venga ignorato dal Campidoglio pentastellato. Lo scrive Federico Capurso su La Stampa.

Partiamo dall’inizio. È metà luglio e il governo rilancia il «piano per la povertà»: da trecento a quattrocento euro al mese per circa 200 mila famiglie in difficoltà. Le domande per accedere al contributo possono essere presentate al Comune in cui si risiede, in una finestra di tempo che va dal 2 settembre al 30 ottobre. Circa otto settimane – non molto- e qui si innesca il cortocircuito. A una settimana dal via sul sito web di Roma Capitale non si trova traccia delle procedure da seguire. Piano per la povertà dimenticato persino dall’assessorato alle Politiche sociali, che alla baraonda di queste settimane ha fatto da spettatore, senza subire particolari scossoni, ma ai municipi non ha ancora dato alcuna indicazione. A gettare un riflettore su un problema che deve fare i conti con il tempo stringente, non sono i consiglieri del Movimento 5 stelle ma la capogruppo del Partito democratico Michela De Biase: «Chiederemo che se ne parli nella prossima Assemblea capitolina», promette lei. «Loro sono in stallo da mesi, mentre ci si dovrebbe occupare dei problemi della città».

Il peso della lentezza organizzativa del Comune finisce così per cadere sulle spalle degli assistenti sociali, il cui organico è già ridotto all’osso. Sono loro che dovranno occuparsi di redigere centinaia di progetti per le famiglie che faranno richiesta. Già, i progetti. Perché non si tratta di un semplice sussidio. La possibilità di ottenere l’assegno dal governo dipende dal calcolo del reddito Isee (che non deve essere superiore a 3mila euro annui), e da altri fattori come la presenza di bambini, anziani o disabili, in base ai quali si stabilisce l’entità del contributo. In cambio dell’erogazione, però, ci si deve impegnare a seguire progetti sociali e lavorativi. E per presentare i progetti, si deve parlare con gli assistenti sociali. Sempre che qualcuno venga a sapere della possibilità di attingere ai fondi e si presenti. Intanto, in Campidoglio, nel giorno successivo all’addio del secondo assessore al Bilancio in due mesi, gli assessori rimasti si sono riuniti per parlare di car-sharing. Qualcosa, almeno, si muoverà.

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Fonte: La Stampa

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