RIAPRIRE L’OSPEDALE SAN GIACOMO DI ROMA, LO CHIEDE ANCHE SERGIO PIROZZI

Negli ultimi giorni si torna a parlare dell’ospedale San Giacomo di Roma. Portone chiuso dal 2008 dall’allora presidente della Regione Piero Marrazzo, in nome dell’efficienza e della razionalizzazione. Poco prima della chiusura la Regione Lazio aveva ristrutturato 32 mila metri quadrati della struttura a poche centinaia di metri da Piazza del Popolo a dall’Ara Pacis, donato alla città, nel 1562, dal cardinale Antonio Maria Salviati, con il vincolo che rimanesse un ospedale.

Un anno fa è stata lanciata una petizione per la sua riapertura, ma senza conseguenze.
Anche Sergio Pirozzi, sindaco combattivo di Amatrice dopo il terremoto fino alla sua elezione al Consiglio regionale del Lazio, ha presentato una mozione, per chiedere la riapertura del San Giacomo degli Incurabili.
“Dieci anni di abbandono, due milioni di affitto pagati dalla Regione Lazio ogni anno, 400mila potenziali pazienti giornalieri lasciati senza struttura sanitaria. Questa è la situazione dell’ex ospedale San Giacomo di Roma, situato al centro storico di Roma, e per il quale con una mozione depositata ieri ho richiesto l’immediata riapertura” – ha dichiarato Sergio Pirozzi.
“Sono stati diversi negli anni i cambi di destinazione d’uso ipotizzati, ma gli immobili del 1300 sono ancora lì, vuoti, a consumare energia elettrica e fondi pubblici (come apparso oggi sul quotidiano il Tempo, infatti, apprendo che la Regione paga ancora bollette e custode) per quella che un tempo era un’eccellenza in diversi campi. I danni per la comunità, causati dall’indifferenza e dall’immobilismo – continua il Consigliere regionale – verso questa situazione, sono enormi. A cominciare dalla popolazione residente e lavorativa che deve confluire in altri ospedali, intasandoli e creando disservizi gravi, come tutti sappiamo e come molti pagano sulla propria pelle. Parliamo di una zona, il I Municipio, con la più alta densità di incidenti tra motorini, pedoni e biciclette. Considerato che il tempo medio di percorrenza con auto propria per accedere a uno dei tre Pronto soccorso del triangolo Santo Spirito-Policlinico-San Giovanni è di oltre un’ora, con possibilità di sfiorare le due ore in caso di congestione del traffico, aumentando i rischi per le persone in codice rosso che devono essere trattate immediatamente. Davvero la Regione se la sente di addossarsi la responsabilità di queste vite umane? Se si, sarà mia cura monitorare e presentare a questa Giunta una lista puntuale e sempre aggiornata di chi avrebbe potuto essere salvato e che invece è deceduto per non essere riuscito a raggiungere in tempo gli altri ospedali” – conclude l’ex sindaco.
Fonte: Ansa

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