QUANDO A CHIEDERE AIUTO AL MINISTRO CANCELLIERI ERANO I GRILLINI

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cancellieri

da: ilmerdone.wordpress.com

Il M5S si è subito schierato e ha richiesto le immediate dimissioni del Ministro. Questo nonostante non ci sia al momento una inchiesta formale e la Procura Di Torino abbia comunicato che non c’è stata alcuna “influenza esterna. I domiciliari a Giulia Ligresti sono stati concessi per una serie di “circostanze obiettive”.

La vicenda ce la spiega benissimo Christian Abbondanza, presidente della Onlus “Casa della Legalità e della Cultura”.  www.casadellalegalita.info/archivio-storico/2013/11173-un-caso-montato-ad-arte-di-falsita-sulla-cancellieri.html .

Nell’aprile 2013 “alle ore 7:12 (a.m.) un parlamentare della Repubblica del M5S con un sms (“…hai num della cancellieri? ho un’emergenza”) chiedeva al Presidente della Casa della Legalità il numero di cellulare dell’allora Ministro dell’Interno perché dovevano chiedergli un intervento urgente per una pratica ferma (tra le tante) per uno straniero che loro conoscevano (una detenuta turca in Italia che rischiava l’estradizione in Turchia dove doveva rispondere di “associazione sovversiva”).” www.casadellalegalita.info/archivio-storico/2013/11174-solo-quelli-dei-5-stelle-sono-casi-umanitari-che-il-ministro-deve-affrontare.html

Ovviamente quindi, al solito, per il M5S ci sono due pesi e due misure. Se la richiesta di attenzione viene da loro è giustificata, se viene da altri no, va anzi condannata e si devono subito rassegnare le dimissioni”.

mader

6 pensieri riguardo “QUANDO A CHIEDERE AIUTO AL MINISTRO CANCELLIERI ERANO I GRILLINI

  • 2 Novembre 2013 in 22:55
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    non credo che il parlamentare 5 stelle avesse interessi o parentele particolari con la persona di cui chiedeva aiuto cosa diversa e interessarsi del datore di lavoro di un figlio

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  • 3 Novembre 2013 in 9:07
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    hahahaha, tentativo imbarazzante.
    Naturalmente non conta se la ditta di cui era titolare chi era in galera aveva dato 5 milioni di euro di liquidazione al figlio del ministro (per meriti speciali, affossare l’azienda).
    Un conto sono i casi umani veri, un altro quando l’amico del potente di turno, casualmente, non è mai compatibile con il regime carcerario.
    A quanto pare, però, lo erano Cucchi, Aldrovandi,..,
    Se questo fosse un paese normale, non ci sarebbe nemmeno bisogno di chiedere le dimissioni del ministro, ma probabilmente, se fosse un paese normale, non avremmo ministri cosí.

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    • 3 Novembre 2013 in 21:39
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      Se i pentastellati, all’alba, chiedono di affrontare con urgenza le loro segnalazioni “umanitarie”, il Ministro deve intervenire su quelle e basta perché se ne affronta altre, segnalate da altri, allora diviene automaticamente “complice” e – secondo loro – certamente compromessa e piegata all’illegalità.

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  • 5 Novembre 2013 in 9:17
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    ma che parallelismo è………interessarsi per un caso di estradizione…..guarda cosa è ssuccesso per la moglie e la figlia del disssidente kazako, che se ci avessero dato subito retta non avremmo fatto quella tombaale figura di niente, e la figlia di ligresti amici storici di famiglia e soci in affari!!!!

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