PROVE DI CRISI DI GOVERNO DELL’AVVOCATO DEL POPOLO

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Giuseppe Conte riprova a vestire gli abiti dell’Avvocato del popolo, estraneo alle logiche di partito e alla interminabile campagna elettorale, e lancia l’ultimo avviso ai suoi due vice.

“Non attenderò a lungo. Senza una risposta chiara da Lega e Cinque Stelle rimetto il mandato”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella attesa conferenza stampa a Palazzo Chigi nella quale ha rotto il lungo silenzio lanciando un messaggio chiaro ai due vicepremier e alla maggioranza che lo sostiene. “Se non avrò risposte chiare, rimetterò al Colle il mandato”. Parole che certificano l’impossibilità del Governo di procedere in questo modo, paralizzato su ogni dossier aperto. “Personalmente – ha detto Conte – resto disponibile a lavorare nella massima determinazione di un percorso di cambiamento”. “Ma non posso compiere questa scelta da solo. Le due forze politiche devono essere consapevoli del loro compito”. “Se ciò non dovesse esserci non mi presterò a vivacchiare per prolungare la mia presenza a palazzo Chigi”.
Insomma un Governo accerchiato. Una situazione sempre più complicata. La lettera della Commissione europea attesa per mercoledì piomberà su una maggioranza già in fibrillazione e oggi scossa ancor di più nel profondo dalle parole di Conte all’indomani del risultato delle elezioni europee. Le parole che si sentivano già dalla mattinata di oggi sono tutt’altro che confortanti per il presidente del Consiglio. Da una parte di parla della necessità di un miracolo per il governo, dall’altra i decreti su cui la maggioranza confida per dipanare il fitto groviglio post elettorale sono ancora fermi in Parlamento. Decreto crescita e sbloccantieri si sono trasformati in poco tempo da simboli a ostacoli sul cammino della maggioranza.
Conte nel suo intervento ha messo le carte sul tavolo pretendendo lo stop alla campagna elettorale permanente e chiedendo direttamente a Salvini e Di Maio se vogliono andare avanti con l’azione di governo o se invece intendono mettere la parola fine all’esperienza del governo del cambiamento. Sulla lettera della Ue Conte ha detto di non “temere l’Europa, però la rispetto e farò il massimo per interloquire con loro in modo proficuo”. Conte ha ricordato, con riferimento ai parametri europei,  che le “regole vanno rispettate, finché non saranno cambiate”.
Su un possibile rimpasto ha alzato le mani: “Non lo si deve chiedere a me. A me non è giunta nessuna richiesta di rimpasto” ha detto facendo cadere la eventuale decisione su Lega e 5 Stelle. “Non vorrei – ha aggiunto – che fosse perso di vista un aspetto: ho rispetto delle forze di maggioranza e dei loro travagli. Mi rendo conto che occorre un po’ di tempo per avere una risposta” dai due. “Il problema è che si faccia chiarezza”. C’è un travaglio interno ai due partiti. Che facciano il loro percorso interno ma poi si assumano coerentemente i comportamenti conseguenti”. Conte però non ha messo, per  il momento, una scadenza entro la quale pretende la risposta.
Fonte: Avantionline

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