PREOCCUPAZIONI PER IL RETTORE 5 STELLE DI PARMA

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borghi-pizzarotti-matteoderricoGuai in vista per il Magnifico rettore dell’università di Parma, Loris Borghi, in carica da due anni. Un esposto mandato ai Nas dei carabinieri e poi girato alla Guardia di finanza contesta a Borghi la nomina della convivente Tiziana Meschi alla guida di due strutture create tra il febbraio e l’aprile del 2014: l’unità operativa complessa di medicina interna e lungodegenza critica e il dipartimento geriatrico-riabilitativo dell’Azienda ospedaliera universitaria di Parma.

Gli incarichi sono stati assegnati dall’allora direttore dell’azienda ospedaliera universitaria Leonida Grisendi, d’intesa con il rettore. Su disposizione della Procura della repubblica la finanza sta anche indagando per abuso d’ufficio sul concorso che ha consentito a Meschi, entrata in università come ricercatrice nel novembre 2000, di passare da ricercatore a professore associato di medicina interna. La procedura è stata bandita dal rettore Borghi nel giugno del 2014, dopo che Meschi aveva ricevuto gli incarichi per l’unità operativa complessa e per il dipartimento assistenziale integrato (Dai).

Oltre alla Procura della repubblica, una relazione sulla vicenda è stata girata all’Anac, l’autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. Nonostante il materiale raccolto dagli investigatori, i due interessati smentiscono la convivenza. «È un attacco politico», dice Borghi. «I miei rapporti con la professoressa Meschi sono di stima reciproca e di frequentazione professionale assidua. È stata una delle mie allievie il direttore generale mi ha proposto di riorganizzare i dipartimenti e io ho suggerito di ridurli da 11 a 5. La cosa ha suscitato numerose proteste. Sono stato eletto rettore nel 2013 quando ero responsabile dell’unità di lungodegenza critica. Quando sono entrato in servizio, in novembre, ho ritenuto necessario lasciare la direzione della struttura. Meschi lavorava fin dall’inizio nella struttura. Aveva fatto un percorso adeguato e ho proposto il suo nome».

«Certo che sono in rapporti col rettore», commenta Meschi. «Lo conosco da 30 anni e non ricordo un giorno in cui non l’ho visto. Ma si tratta di rapporti esclusivamente professionali».Va ricordato che nel codice di comportamento dei dipendenti pubblici emanato nell’aprile del 2013, si prevedono norme restrittive sul conflitto di interessi e si vieta ai dipendenti pubblici di “partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero dei suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale”. Gli stessi principi sono stati recepiti dal piano triennale anticorruzione 2015-2017 applicato dal rettore all’ateneo parmense e all’azienda sanitaria ospedaliera. Borghi, nato il 15 febbraio 1949, è diventato ordinario nel 2000, sul finire del rettorato del costituzionalista Nicola Occhiocupo, passato all’Antitrust. La politica lo ha sempre attirato fin da quando, da giovane iscritto al Pci, è stato consigliere comunale per dieci anni (1970-1980) di Castelnuovo Monti, comune di 10 mila abitanti in provincia di Reggio Emilia.

Grazie alla sua capacità, nel 2005 Borghi viene eletto preside della Facoltà di Medicina. Passano altri due anni e tenta la via del rettorato contro Gino Ferretti, che occupa la carica da sette anni. Ferretti ha la meglio e resterà in carica fino al 2013 quando non è più eleggibile. Borghi riesce a ripresentarsi per il rotto della cuffia. Solo pochi mesi lo rendono candidabile prima che scatti il limite pensionistico, proiettato sul termine dei sei anni. Questa volta vince. È l’11 giugno 2013. L’insediamento ufficiale avviene circa cinque mesi dopo, il primo novembre.

Politicamente ha il sostegno dell’ala più istituzionale del Pd, quella travolta alle elezioni comunali del 2012.
Ma Borghi si dichiara in buoni rapporti anche con il vincitore di quel voto, il sindaco grillino Federico Pizzarotti, che negli anni è diventato sempre più eretico rispetto ai Cinque stelle e sempre più sostenuto proprio dai democrat. Dall’università Pizzarotti ha ingaggiato l’assessore al bilancio Marco Ferretti, che è entrato in giunta a luglio del 2013. «Qui a Parma è già iniziata la campagna elettorale», aggiunge Borghi. «Vengo attaccato perché mi considerano vicino al sindaco del M5S. Ma io ho solo voluto aiutare la città, non una parte politica».
Appena dopo l’elezione il neo Magnifico mette subito mano alla riorganizzazione della facoltà di medicina utilizzando i poteri molto ampi che la riforma Gelmini ha dato ai rettori.

Ed è così che nel giro di pochi mesi Meschi diventa una delle figure di punta dell’azienda ospedaliera, a rischio di creare qualche malumore. L’ascesa della ricercatrice, nata nel 1960, non è l’unico motivo di critica all’operato del rettore. La fronda interna ai dipartimenti sottolinea i metodi spicci di Borghi, il cui braccio destro è il prorettore con delega all’edilizia Carlo Quintelli, architetto autore del “mostro di via Kennedy”, come a Parma chiamano il cubo di cemento color senape costruito nel popolare quartiere dell’Oltretorrente a ridosso dell’Ospedale vecchio e destinato a ospitare le nuove aule della facoltà di economia.

Al pugno di ferro nella gestione interna si unisce una grande attività di tipo social, dalle lauree honoris causa assegnate al regista parmense Bernardo Bertolucci e all’imprenditore torinese Giovanni Ferrero, presente il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, alla lectio magistralis dell’ex sottosegretario berlusconiano Mario Pescante o di Luca Barilla, esponente di spicco dell’industria locale. L’affare Borghi-Meschi arriva pochi giorni dopo l’inchiesta della procura parmense, anche questa per abuso d’ufficio, sulle nomine al Teatro Regio. Il catalogo della mala amministrazione nella città di Maria Luigia d’Austria, già piuttosto corposo, non smette di allungarsi.

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Fonte: l’Espresso

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