PARMA, ESPERIMENTI GRILLINI E VOTO CON POCHE GARANZIE

Dall’anno 2010, nel quadro degli interventi di riduzione dei costi della politica, la legge ha abolito nei Comuni inferiori a 250mila abitanti le circoscrizioni, che erano piccoli consigli comunali che avevano il compito principale nel decentramento, cioè nella gestione, su delega del consiglio comunale, di funzioni minori dell’ente, e per questo compito la legge riconosceva ai consiglieri di circoscrizioni gli stessi privilegi, gettoni, aspettative e permessi retribuiti dei consiglieri comunali.

A Parma,come in migliaia di altri Comuni italiani sono, quindi, scomparsi gli storici consigli di quartiere che corrispondevano alle circoscrizioni, ma poiché la legge non aboliva gli organismi di partecipazione popolare, cioè degli organi composti da cittadini che hanno solo compiti di fare proposte o di dare pareri al consiglio comunale, dopo l’elezione del nuovo consiglio comunale,nel 2012, i consiglieri di minoranza hanno proposto l’approvazione di un nuovo Regolamento per la costituzione di nuovi consigli di quartiere,nel rispetto della legge, non più con le funzioni di organi di decentramento ma come organismi di partecipazione, e senza privilegi per i nuovi consiglieri.

Per l’elezione dei nuovi consigli di quartiere, a regime in occasione delle future elezioni del Consiglio Comunale era previsto, in contemporanea con queste elezioni, il tradizionale sistema elettorale di rappresentatività di partiti,associazioni, liste civiche ecc.; essendo da poco avvenute le elezioni del consiglio comunale, per la prima composizione dei nuovi consigli di quartiere era prevista una elezione di secondo grado dei consiglieri di quartiere da parte del Consiglio Comunale, come avviene ora per la elezione dei nuovi organi delle Province.

In tre anni questo Regolamento equilibrato e democratico proposto dalle minoranze, è stato accantonato dai grillini di Parma, non è stato mai discusso, non è mai stato votato; recentemente però la maggioranza che governa “la povera” Parma ha approvato un Regolamento della partecipazione che istituisce i nuovi organismi di partecipazione popolare dei diversi Quartieri, denominati Consigli dei Cittadini Volontari, che, secondo le fantasie dei grillini, avrebbe dovuto concretizzare un sistema di elezione tagliando fuori partiti, gruppi, liste ecc. e privilegiare le autocandidature dei cittadini ed il voto on line.

L’amministrazione ha lanciato in queste ultime settimane invernali l’ istituzione dei nuovi organismi fissando il calendario e le procedure per elezioni di questi nuovi consigli di quartiere che,oggettivamente, denunciano evidenti contraddizioni e sono caratterizzate da assoluta mancanza di quelle garanzie nella libertà di espressione,nella trasparenza e nella veridicità dei risultati, che in democrazia ogni sistema elettorale deve garantire. Diverse e gravi sono le contraddizioni che questo sistema si riteneva presentasse e che in effetti ha prodotto. Rispetto all’intenzione infatti di cancellare la rappresentatività di partiti, liste,gruppi, associazioni, l’Amministrazione Comunale ha stabilito l’obbligo di corredare le autocandidature dei singoli cittadini con una lista di almeno 25 cittadini presentatori che sottoscrivono ed appoggiano le medesime. E’palese dunque che questo sistema fa venire meno il principio delle autocandidature, e ripristina quella rappresentatività non accettata dal movimento dei 5Stelle; in concreto, sono partiti, associazioni e gruppi, che hanno la possibilità di presentare le firme dei sottoscrittori, mancando le quali, nessun cittadino si può autocandidare. La storia è stata ormai scritta, delle previste 650 candidature previste,attese,sperate dai grillini e necessarie per la costituzione delle differenti liste dei quartieri solo poco più di un centinaio di parmigiani infatti ha aderito per senso del dovere o per passione civica e politica. Era prevedibile una partecipazione così bassa? Certo non era compito dei cittadini prevederlo, certamente era compito degli amministratori pianificare un sistema della partecipazione funzionale alla città e non alle ideologie del movimento pentastellato.

Un altro lato oscuro di queste innovative consultazioni evidenzia la mancanza della garanzie che deve assicurare una elezione in un sistema democratico è palese perché il voto non viene espresso con liste elettorali pubbliche, con seggi composti da cittadini scrutatori a sorteggio, operazioni materiali controllabili pubblicamente, con schede cartacee, verificabili da chiunque ecc. ma attraverso un voto on line esercitabile dai computer di ciascun cittadino che ha un accesso ad internet oppure recandosi in alcuni punti messi a disposizione dal Comune. La macchinosità del sistema d voto poi, secondo le istruzioni pubblicate nel sito del Comune, prevede quindi che ogni cittadino che vorrà espletare il proprio diritto di voto dovrà identificarsi informaticamente, ed attendere di ricevere al proprio indirizzo e-mail- che non è indirizzo PEC – il token –codice sicurezza per validare il voto. È palese che questo sistema non garantisce la personalità del voto, sia perché una persona della famiglia può votare da casa per tutti i componenti della famiglia stessa, sia perché anche soggetti estranei che conoscono i dati anagrafici, facilmente reperibili in anagrafe comunale, possono farsi identificare, e non essendo prevista una PEC dare una mail qualunque per ottenere il token e votare.

Infine sintomo gravissimo di una particolare idea di democrazia, i risultati delle votazioni, pur non dubitando della correttezza degli apparati comunali che gestiscono questo sistema di elezione, non danno, se non verrà modificato il sistema adottato, alcuna garanzia trasparente e verificabile concretamente dei risultati del voto informatico.

Ironicamente, inoltre, si deve riconoscere che non esistono norme penali speciali, essendo questo sistema di elezione assolutamente estraneo al nostro ordinamento, che rafforzino le garanzie di trasparenza e veridicità a tutto il procedimento elettorale, che, verosimilmente, invece di rappresentare elemento di stimolo per i cittadini alla partecipazione alla vita democratica della città, diventa fattore di demotivazione.

Onorando l’insegnamento socratico, dobbiamo, evidenziate le lacune e l’inefficacia di questo sistema, rispettarlo e convincere la città dell’ingiustizia commessa, e promuovere una differente modalità di partecipazione cittadina.

mader
Avanti!

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