NON CI RESTA CHE SPERARE.

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Mentre il governo Monti taglia tutto, compresa la provincia di Isernia, il presidente dell’ente di via Berta Mazzuto, non se ne accorge e con la nomina dell’assessore al tartufo porta a 8 i membri della sua giunta.

Un assessore ogni diecimila abitanti. Calcolando che ogni assessore costa 2.500 euro al mese per 12 mesi e il presidente Mazzuto si porta a casa 6.100 euro al mese, sempre per 12 mesi, i contribuenti della provincia di Isernia devono sborsare per le sole indennità al presidente e alla giunta 330 mila euro all’anno.

Infischiandosene della crisi economica e dei sacrifici che la gente e costretta a sopportare, per pubblicizzare la fiera del tartufo, la provincia di Isernia ha pagato 10 mila euro per una pagina su Facebook e 11 mila euro per la creazione di un sito internet. Sempre per la fiera del tartufo molisano, che nel resto d’Italia è pressoché sconosciuto, tenuta a dicembre, periodo in cui il tartufo non è più fresco, la provincia di Isernia ha speso la modica cifra di 172 mila euro.

Per pizzette, caffé, fiori e targhe sono andati via 37.369,46 euro.

Naturalmente la regione non ha fatto mancare la sua vicinanza a Isernia stanziando seduta stante, in pieno agosto, 150 mila euro che si sono spartite le tv locali, per un brutto spot cosiddetto “istituzionale” pro provincia.

A fronte di tutto questo sperpero pagato con i soldi delle tasse della povera gente anziché darci un taglio come si appresta a fare la Basilicata che avrà una sola provincia o l’Abruzzo con l’accorpamento di Chieti e Pescara, al contrario, il Molise, volendo salvare la provincia di Isernia e quella di Campobasso, invia a Roma un documento di potenziamento delle competenze provinciali.
Forse non hanno ben compreso che tra un po’ tutte le province saranno commissariate.

L’unico modo per riscattare il Molise e porre fine allo sperpero di soldi pubblici che non sono solo le indennità dei consiglieri che pure sono un costo eccessivo, i vitalizi agli ex consiglieri e i contributi ai 17 gruppi consiliari o le presidenze degli enti sub-regionali dove vengono nominati coloro che non superano l’esame degli elettori, è mandare a casa e per sempre questi governanti.

L’auspicio è che le voci e le indiscrezioni sulla possibilità che si ripetano le elezioni regionali si avverino.

Secondo uno studio di Confartigianato, in Molise, su 902 dipendenti regionali 680 sono di troppo, ma non basta perché per ogni 10,7 impiegati è stato nominato un dirigente. Contro una media nazionale di 45 euro per abitante ai molisani il personale regionale incide per 178 euro ciascuno, neonati e lattanti inclusi.

La Regione ha speso 30 milioni di euro per acquistare appartamenti e palazzi dovunque. La sede di rappresentanza a Bruxelles è costata 1 milione e 600 mila euro e di ben 4 milioni e 700 mila euro è la spesa per le ben due sedi di Roma a cosa servano tutte queste sedi di rappresentanza. La sede di Isernia è stata pagata 1 milione e700 mila euro, più di 8 milioni di euro sono serviti per la sede di via Genova e più di 7 milioni sono stati sborsati per l’ex hotel Roxy, abbandonato a se stesso e nonostante tutte queste proprietà, ogni anno per pagare l’affitto di immobili occupati dagli assessorati, dagli organi istituzionali (consiglio e presidenza), e dagli enti di sub-regionali, sborsa oltre 3 milioni di euro.

Questo e tanto altro, dal deficit sanitario, ai trasporti locali, alla partecipazione in aziende mangiasoldi grava sempre e solo sulle spalle di chi per questi sprechi è costretto a pagare le tasse più alte d’Italia.

Non ci resta che sperare.

mader

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