NASCE “NAPOLI LIBERA” IL MOVIMENTO DEI 5 STELLE ESPULSI

Attendono l’esito dei ricorsi al tribunale di Roma, dove altri attivisti si oppongono all’espulsione a carte bollate. “Stiamo valutando seriamente di presentare anche noi ricorso” dice Luca Capriello, avvocato penalista, uno dei 36 espulsi dal Movimento 5 Stelle a Napoli, con l’accusa di aver creato su Facebook il gruppo segreto “Napoli Libera”. Era uno di quelli che avevano dato la disponibilità alla candidatura. In un incontro con la stampa hanno parlato della vicenda e spiegato le future mosse. Gli attivisti romani avranno una risposta dal giudice entro 15-20 giorni e hanno anche presentato un’istanza cautelare di sospensione del procedimento di sospensione: se fosse accolta, potrebbe invalidare il voto online per i candidati alle amministrative.

Non c’è solo la partita dei ricorsi per gli espulsi del Movimento 5 stelle. In parallelo, procede il progetto di creare un movimento. Il nome dovrebbe essere proprio Napoli Libera, come il gruppo incriminato. “Prima di Pasqua – spiega Capriello- convocheremo un’assemblea costituente”. E a quel punto non si esclude nulla, nemmeno una lista alle comunali. Nell’incontro al corso Meridionale c’era un centinaio di persone, Cifra che potrebbe lievitare nei prossimi giorni. Toni aspri contro i “talebani a Cinque stelle” e Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai e componente del “direttorio” pentastellato.

“Credo sia giunto il momento di chiarire una cosa estremamente importante. Noi siamo stati allontanati dal movimento solo perché temevano che noi potessimo ottenere, grazie al nostro attivismo, risultati eccellenti a Napoli”. A parlare è Vincenzo Russo, storico attivista di Pianura, protagonista di tante battaglie ambientaliste. E’ uno dei 36 espulsi e ripete: “Noi non siamo dissidenti, traditori o altro. Quasi nessuno di noi si è mai candidato, nessuno di noi ha mai percepito un centesimo dal cinque stelle. Nessuno di noi – aggiunge – si è mai attivato per un tornaconto personale, nessuno di noi ha mai percepito finanziamenti regionali o europei. Nessuno di noi ha un reddito di 98 mila euro l’anno. Vero dissidente è chi era un cittadino prestato alla politica dei cinque stelle ed e passato ad un altro schieramento. Noi no”.

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Fonte: Il Desk

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