MOZZARELLE MOLISANE CON TRUCCO

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di Mina Cappussi

da unmondoditaliani.com_

Mozzarelle molisane fatte con cagliate provenienti dall’Est.

La mozzarella di Bojano, la cagliata di Agnone, le scamorze di Roccamandolfi, i latticini dell’Alto Molise… Ma la Coldiretti denuncia: una mozzarella su quattro non è realizzata con il latte, bensì utilizzando cagliate straniere. I tir targati Allemagne e la pasta magra della Germania. In Italia milioni di chilogrammi di impasti per pane semicotti, surgelati, data di scadenza di 24 mesi.

Bojano città delle mozzarelle, la cagliata di Agnone, le scamorze di Roccamandolfi, i latticini dell’Alto Molise. Una regione d’eccellenza, messa a rischio da caseari senza scrupoli.

E’ di questi giorni la notizia che il Corpo Forestale di Isernia che ha comminato una multa di seimila euro ad un caseificio molisano che spacciava per prodotto italiano la mozzarella fatta con latte tedesco.

Ma si sa, anche se non si dice, che diversi caseifici sono diventati semplici impianti di trasformazione di cagliate che giungono dai Paesi dell’Est europeo pronti per esserelavorati e trasformati in mozzarelle, scarmorze, caciocavalli, provoloni, caciotte, stracciate e via dicendo. Anni fa si vedevano anche a Bojano, provenienti soprattutto dalla Germania, con targa Allemagne, tir carichi di cagliata – la pasta magra si diceva – che sostavano nei pressi di alcuni caseifici.

A lanciare nuovamente l’allarme oggi il primo dossier sui “Rischi dei cibi low cost” presentato dalla Coldiretti a Bruxelles, nel quale figurano anche produzioni fortemente diffuse in Molise, come mozzarella appunto, olio extravergine, grano, vino e pomodoro.

Dal dossier di Coldiretti emerge che una mozzarella su quattro non è realizzata con il latte, ma utilizzando cagliate straniere di paesi dove i controlli di sicurezza sono meno accurati, se non inesistenti.

Secondo l’ultimo Rapporto annuale sui residui dei pesticidi negli alimenti elaborato dall’ Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, nei prodotti alimentari che arrivano dai Paesi extracomunitari sono stati individuati residui chimici cinque volte superiore alla soglia di pericolosità, rispetto ai prodotti dell’Unione Europea.

Come fanno ad entrare in Italia? E in Molise?

La Coldiretti Molise, presente a Bruxelles, teme per la salute dei consumatori e per la qualità dei prodotti molisani, anche perché a pagarne le spese sarebbero i tanti caseari e produttori onesti che ancora producono le buone cose che arrivano sulla nostra tavola. E’ venuto fuori che nel nostro Paese arrivano dall’Est europeo milioni di chilogrammi di impasti per pane semicotti, surgelati, e una data di scadenza di 24 mesi, prolungata artificialmente grazie ad additivi e conservanti. Inoltre più della metà del grano duro utilizzato nella produzione di pasta è di importazione.

Alle notizie negative dobbiamo aggiungere le positive. Se qualche caseario ha scelto il guadagno facile, la maggior parte degli artigiani molisani si tramanda da generazioni un mestiere, anzi un’arte, che ha reso celebre ovunque la mozzarella, i bocconcini di Bojano, le trecce di Cantalupo, la cagliata di Agnone, le scamorze di Roccamandolfi, i latticini dell’Alto Molise…

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