MA FILIPPO NOGARIN, SINDACO GRILLINO DI LIVORNO, PAGA LA TASSA SUI RIFIUTI?

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nogarin-sindaco-matteoderrico“Caro sindaco ma lei la tassa sui rifiuti la paga?”. È la domanda che, con “calma e fermezza”, Maddalena Carlino, su l’Unità, pone al sindaco grillino di Livorno Filippo Nogarin. Una domanda e non un’accusa chiarisce la giornalista de l’Unità.

“In base ad informazioni che abbiamo raccolto ci risulta che lei abbia affittato nel 2014 un immobile a Livorno. Ed è su quell’immobile che vorremmo ci dicesse se è in regola o meno con i pagamenti della Tari e soprattutto se è in regola con la comunicazione al Comune da lei guidato di essere il nuovo conduttore in quell’immobile per i relativi pagamenti”.

“In effetti l’ipotesi di un sindaco che non paga la tassa dei rifiuti nella città che amministra sarebbe inquietante. L’immagine di un sindaco, primo rappresentante delle istituzioni nei territori che sia contemporaneamente un evasore è un coacervo che non potrebbe avere giustificazione alcuna. Si tratterebbe, insomma, di una mancanza amministrativa e politica gravissima ed è per questo che le chiediamo di chiarire il prima possibile i nostri dubbi e soprattutto quelli dei cittadini livornesi”, prosegue la giornalista.

E aggiunge, “Anche perché se è intollerabile l’incapacità di riscossione dell’azienda dei rifiuti, sarebbe ancora più inaccettabile che un sindaco non solo non riesca a far riscuotere le tasse, ma sia lui stesso ad essere parte in causa degli importi non riscossi che stanno portando al default l’azienda.

Il fallimento di Aamps è dovuto infatti all’incapacità strutturale dell’azienda di riscuotere soldi: basti considerare che solo da gennaio 2015 ad ottobre, in soli 10 mesi, sono 6 milioni mezzo di euro i mancati introiti che non sono stati raccolti. E tra questi le chiediamo se c’è anche la sua Tari, caro sindaco.

E’ chiaro che questa potrebbe essere davvero una brutta storia, l’ultimo capitolo di una vicenda che è esplosa con il repentino cambio di rotta del primo cittadino pentastellato che, con la sua giunta, ha sconfessato quanto sostenuto per diciotto mesi: la volontà di ricapitalizzare Aamps iniettando capitale fresco è stata sostituita dalla decisione e dal voto (17 sì e 16 no) di presentarsi all’assemblea dei soci di Aamps con la richiesta di un «concordato preventivo in continuità». Alle casse di Aamps servivano 10 milioni di euro. Una cifra per ridurre la perdita dell’azienda che è di 21 milioni e farla arrivare a “soli” 11 milioni di rosso.

L’ipotesi in campo era la cessione dei crediti (somme non riscosse dal 2006 al 2012) di Aamps al comune di Livorno. Una soluzione contestatissima dai trecento dai lavoratori precari e dai dipendenti diretti dell’azienda oltre che da altri duecento impiegati nelle ditte dell’indotto. Al momento l’assemblea straordinaria dei soci è stata rinviata a sabato 12 dicembre ma intanto continua a consumarsi il tiro alla fune tra Movimento Cinquestelle che continua dritto per la sua strada e chi invece chiede a gran voce che la questione venga rimessa in discussione.

La soluzione al dilemma potrebbe essere rappresentata dall’ingresso in Reti Ambiente la società mista che svolgerà la funzione di gestore unico del servizio rifiuti sull’intero territorio dell’Ato. Una scelta già deliberata da 95 comuni della Toscana che rappresenta un modello organizzativo dei servizi ottimale. Tanto che anche altre aziende che si trovavano in condizioni simili ad Aamps sono entrate in Reti Ambiente. Ma per Nogarin questo è fuori discussione, come lo è mettere mano alle casse comunali”.

“Per la vicenda di Aamps un sindaco evasore sarebbe un finale a sorpresa che nessuno vuole, nemmeno noi. La speranza è che non sia così perché questa, davvero, non sarebbe una bella immagine per la città”, conclude Maddalena Carlino.

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Fonte: l’Unità

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