M5S TRIESTE: IMMIGRAZIONE, AMBIGUITÀ A CINQUE STELLE

Il candidato sindaco pentastellato di Trieste, Paolo Menis, ha diffuso un comunicato per assumere una posizione tanto netta sul piano formale quanto inutile su quello sostanziale contro un candidato della sua lista, Fabio Tercovich, autore di prese di posizioni non propriamente tolleranti. In pratica, ha invitato i suoi potenziali elettori a non votarlo dissociandosi “totalmente dalle sue dichiarazioni razziste”. Tercovich ha infatti sostenuto in una delle ultime prese di posizione, che non bisogna garantire aiuto umanitario ai migranti, anche se poi annegano nel bel mezzo del Mediterraneo che è poi lo stesso mare in cui il candidato in questione d’estate va bagnarsi. E, contemporaneamente, dichiarare lo stato di guerra per difendere i confini, cioè le coste.

Scelta nobile, quella di Menis, ma tardiva e in qualche misura piuttosto furba. Il candidato sindaco si appella al mancato rispetto da parte di Tercovich delle indicazioni contenute nel programma elettorale che prevede, tra l’altro, un limite agli ingressi. Ma la domanda sorge spontanea: e si è accorto solo ora, a poche ore dal voto, che il suo “compagno di strada” naviga in maniera ostinata a contraria rispetto alla rotta scelta dal Movimento 5 stelle in quella città? Si potrebbe rispondere che se ne è reso conto soltanto ora perché ora Tercovich è uscito allo scoperto. Ma in realtà è da tempo che il candidato si abbandona attraverso i social a valutazioni “non in linea”.

E così come sono venute a galla quelle degli ultimi giorni, allo stesso modo il partito di Grillo avrebbe potuto valutare il prescelto con maggiore attenzione prima ancora di costruire la lista. Perché, come sottolinea Menis, adesso il candidato-sindaco non può fare altro che esprimere verbalmente il proprio sdegno, invitare gli elettori a non esprimere quella preferenza, ma Tercovich resta comunque dentro la contesa e non è detto che con le sue dichiarazioni non convinca quei settori più inclini alla linea della chiusura totale (ancorché impossibile) nei confronti degli immigrati a scegliere come ultima trincea politica per questa battaglia proprio quella del M5s. A quel punto Melis cosa farebbe? Se la sua elezione fosse la conseguenza di un numero di voti pari a quello raccolto da Tercovich rinuncerebbe alla poltrona di sindaco? Questa è la conseguenza della ambigua trasversalità politica di questi tempi confusi.

Chi dice che non esiste né destra né sinistra in realtà mente sapendo di mentire e non a caso questa idea alberga soprattutto a destra (come sottolineano molti politologi armati di sondaggi) diventando un comodo alibi per dire e fare tutto e il contrario di tutto, senza punti chiari di riferimento valoriali. La determinazione di Menis appare apprezzabile ma le dichiarazioni di Tercovich sono l’altra faccia della grande ambiguità che a proposito di immigrazione circola da sempre intorno alle posizioni del partito, una ambiguità che consente di pescare tanto da una parte che dall’altra, tanto tra i sostenitori dell’accoglienza (delusi, però, dagli altri partiti che si offrono sul mercato della politica) quanto tra i sostenitori delle chiusure più o meno a priori e che cercano di nascondere le proprie pulsioni dietro motivazioni un po’ più nobili e politicamente corrette, quindi accettabili.

Arriva nel tardo pomeriggio la replica del candidato consigliere comunale nelle liste del Movimento 5 Stelle Fabio Tercovich: “Sono amareggiato – dice Tercovich – della tardiva e violenta presa di posizione di Menis che era ben al corrente delle mie idee già da ben prima della stesura delle candidature, maturata solo dopo che esponenti della lista alternativa del M5S di Trieste hanno ripreso e commentato un post dalla mia pagina facebook”.

“Le mie posizioni – continua – potranno non essere condivise ma, viceversa da come dichiara Menis con termini lesivi della mia onorabilità, non contengono riferimenti razzisti. Quanto da me espresso, in merito al problema delľ immigrazione clandestina, esula dal contesto comunale e va ad affrontare delicate tematiche nazionali e globali e si pone in linea con le posizioni più volte espresse nel blog di Beppe Grillo”.

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Fonte: Fondazione Nenni

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