L’UOMO DELLA GROTTA

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Sebastiano Messina per la Repubblica

“L’ebreo gli mancava. Ricordate il capolavoro di Guccini, «L’avvelenata»? Il deputato leghista Gianluca Buonanno – quello secondo il quale l’esistenza della Padania è provata da quella del Grana Padano – deve essere ossessionato dalla strofa più celebre, «io diverso ed io uguale/ negro, ebreo, comunista/ io frocio/ io perché canto so imbarcare».

E così, per diventare l’anti-Guccini, ha chiesto ai deputati di sinistra «se non si vergognano di essere comunisti», si è tinto il viso di nero per irridere la Kyenge e ha invitato Sel a chiamarsi «Sodomia e libertà».

Ma l’ebreo gli mancava.

Ha rimediato ieri, dichiarando a “Libero” che lui non prende lezioni «da quell’ebreo di Gad Lerner».

E ora che ha fatto bingo, avendo detto «ebreo» con lo stesso tono con cui diceva «negro», «frocio» e «comunista», può tornare felicenella sua grotta di Grana Padano.”

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