L’ORRENDA “DIRETTA” DEL GRILLO CEDRONE

L’altro giorno ho provato vergogna e disgusto per Beppe Grillo. Nel suo faccia a faccia con Renzi, in quell’orrenda diretta che ricordava i colloqui dei detenuti o il processo a Ceausescu, Beppe ha fatto il guitto prepotente in funzione delle telecamere. Alzava la cresta come un gallo.

Puoi avere tutte le riserve su Renzi ma capivi in che mani viceversa saremmo col Grillo Cedrone; uno come lui non ha nulla da offrire all’Italia se non lo sfogo di insultare chiunque sia al potere, a priori e senza ascoltare, in virtù di quella Purezza Ringhiosa che deriva dal rifiuto apocalittico di ogni responsabilità presente, giacché potere eguale corruzione.

Il Puro parla nel nome della Verità; ma poi la Verità viene confusa con la volgare trasparenza della diretta streaming, dove si dà il peggio per compiacere il pubblico.

La Verità, per i grillini, discende dall’investitura democratica e divina della Rete, questa entità metafisica che si materializza in poche migliaia di blog dei loro tifosi. E lì senti in tv, i grillini, decretare dannazioni con l’arroganza giacobina dei Detentori di Verità, espressa da un campioncino di popolo più piccolo di un piccolo municipio.

Poi senti Grillo che si dichiara non democratico e favorevole a una sobria dittatura e capisci che qui l’unica parola di troppo è «sobria».

Ma la dittatura è una cosa seria.

mader

di Marcello Veneziani articolo completo su il Giornale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *