L’OCSE SMONTA DI MAIO SUL SALARIO MINIMO

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“Il salario min imo non è la soluzione al mercato del lavoro italiano ed è solo mediamente efficace contro la povertà e la povertà lavorativa”.

Nel giorno dell’accelerazione del bis-ministro Luigi Di Maio, oggi in riunione con i ministri M5S a Palazzo Chigi, arriva il giudizio – netto – di Andrea Garnero, economista presso il dipartimento lavoro e affari sociali dell’Ocse, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Lavoro della Camera. Tuttavia, prosegue l’economista, un intervento sul salario, sia nella versione salario minimo tout court che in quella, alternativa, dell’estensione erga omnes dei contratti collettivi, “potrebbe fornire una maggiore protezione ai lavoratori”. Più “legittima e condivisibile”, invece, prosegue Garnero , l’ipotesi alternativa in campo di estendere erga omnes i contratti collettivi. Con un suggerimento: “garantire dei margini di flessibilità per adeguare il contratto collettivo nazionale alle esigenze aziendali e rispondere all’eterogeneità del paese e delle regioni evitando che i contratti pirata siano di fatto rimpiazzati da altre forme di non rispetto”.
Se però si optasse per l’ipotesi salario minimo tout court, spiega, “il valore del salario orario dovrebbe arrivare solo al termine del percorso come avvenuto nel Regno Unito che decise la definizione dell’ammontare del salario minimo orario un anno e mezzo dopo il via libera alla legge”. La definizione in questo caso, propone Garnero, dovrebbe essere affidata ad una “Commissione indipendente (parti sociali, ministeri competenti, Inps e Istat)” che studi il valore iniziale, il monitoraggio sul campo e la valutazione dell’impatto sull’occupazione. Resterebbe poi da valutare, osserva, “se inserire eventuali esenzioni e valutare l’interazione con l’Rdc affinché il nuovo salario minimo sia efficace contro la povertà”.
Sono 2,9 milioni le persone coinvolte dal salario minimo per un incremento medio annuo di 1000-1073 euro pro-capite con un incremento del monte salari di 3,2 miliardi”. A stimare la platea degli interessati ad un eventuale aumento del salario minimo orario a 9 euro lordi è il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo nel corso di una audizione alla Camera. La platea degli interessati al netto degli apprendisti scende a 2,4 milioni.
Il salario minimo orario a 9 euro lordi comporterebbe per le imprese, a fronte di un monte salari di 3,2 mld di euro, un costo complessivo di 4,3 miliardi per effetto della contribuzione. Un aumento che se non sarà trasferito sui prezzi si tradurrebbe in una compressione dell’1,2% del Mol e dello 0,5% del valore aggiunto.
Per la pubblica amministrazione l’impatto del salario minimo orario si tradurrebbe in una maggiorazione dei costi di beni e servizi di 472 milioni di euro e per quelli di beni intermedi di 226 milioni. Un aggravio che ammonterebbe a circa 700 milioni anche se “considerato che il monte salario sarà in parte assoggettato a Irpef e Irap in qualche modo questa cifra sarà ridimensionata”.
“Salario minimo sarà in legge di bilancio”, ha detto Di Maio durante la riunione convocata a palazzo Chigi. “Bisogna restituire dignità a milioni di lavoratori sottopagati, ma al contempo occorre aiutare anche le imprese uccise dalle tasse”. Le due proposte, sul salario e sulla riduzione del cuneo, saranno dunque parallele e la proposta sul cuneo fiscale verrà inserita nella legge di bilancio.
Fonte: AdnKronos

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