LIVORNO, LA LISTA DEI RIFIUTI PERICOLOSI DA AAMPS A LONZI

Vernici, inchiostri, adesivi e resine contenenti sostanze pericolose. E ancora: batterie, isolanti, oli. Ma anche apparecchiature fuori uso contenenti materiali pericolosi e altri rifiuti provenienti dall’attività di costruzione e demolizione, sempre contenti componenti pericolose. È lunga e pesante la lista di rifiuti pericolosi – scrive Federico Lazzotti sul giornale Il Tirreno – che dal 2010 al 2016 Aamps (l’azienda pubblica che gestisce i rifiuti per il Comune di Livorno) ha trasportato alla Lonzi Metalli , l’azienda di via del Limone al centro della maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che il 14 dicembre scorso ha portato all’arresto di sei persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e al sequestro della stessa Lonzi e della Rari.

La lista delle sostanze che l’Aamps ha portato in via del Limone è contenuta in due documenti ufficiali della stessa Aamps: la dichiarazione ambientale per l’anno 2015 e la dichiarazione ambientale per il triennio 2016-2019. Nel primo documento, firmato dal direttore tecnico di Aamps Fabio Ballucchi, viene cristallizzata la gestione dei rifiuti in tutti i suoi diversi aspetti fino al 31 dicembre 2014.
All’interno c’è un intero tabella nella quale sono descritti i rifiuti pericolosi gestiti come trasportatore da Aamps e la loro destinazione. Il report è diviso anno per anno e tutti questi rifiuti hanno come unico destinatario proprio la Lonzi. Nel 2012, ad esempio, sono state 0,42 le tonnellate di rifiuti pericolosi, molti di più nel 2013 quando le tonnellate sono salite a 14,75 per poi diminuire l’anno successivo a 1,25. Ciò che è accaduto nei due anni successivi, invece, è descritto nel documento di dichiarazione ambientale per il triennio 2016-2019 nel quale – si legge – che Aamps ha trasportato (siamo nel 2015) 6,7 tonnellate di sostanze pericolose, per lo più rifiuti provenienti dall’attività di costruzione e demolizione, in via del Limone. Molte meno quelle conteggiate per il 2016 dove sono state 1,8 le tonnellate inviate.
E per l’anno successivo? Proprio nello stesso documento Aamps annuncia che per il 2017 «non si svolgerà più l’attività di trasporto di rifiuti pericolosi». Che fine hanno fatto le tonnellate di rifiuti pericolosi conferiti da Aamps a Lonzi? Sono stati smaltiti correttamente oppure triturati con rifiuti non pericolosi come avvenuto in altre circostanze documentate dalla Procura. E soprattutto chi doveva controllare il loro percorso pubblico? Dai vertici dell’azienda Aamps che abbiamo contattato la replica è chiara. «Nei documenti che avete consultato è tutto molto trasparente, inoltre è in atto un’inchiesta della magistratura che speriamo faccia chiarezza su ogni aspetto».

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