LIVORNO A 5 STELLE: IL SINDACO NOGARIN BLOCCA IL TAGLIO DEGLI STIPENDI DEGLI AMMINISTRATORI DI ASA

L’assemblea dei soci Asa (Azienda servizi ambientali) riunitasi per discutere della proposta di aumento di capitale di Iren (socio privato di Asa) e del maxi investimento annunciato su Livorno e sul resto della provincia, per 5 ore – scrive il quotidiano Il Tirreno – si è concentrata esclusivamente delle nomine del nuovo consiglio di sorveglianza, rinviando l’argomento più rilevante per il territorio a data da destinarsi.

Alla fine, dopo aspre discussioni, almeno le nomine sono arrivate. E insieme a loro è arrivata anche una notizia politicamente sorprendente: i sindaci del Pd hanno proposto la riduzione del 30% dei compensi degli amministratori, ma il taglio agli emolumenti non è passato per l’astensione decisiva del sindaco Cinque Stelle Filippo Nogarin.

La scelta del primo cittadino di Livorno di non votare, ha permesso infatti al socio privato Iren – che chiaramente si era espresso contro la riduzione – di avere la meglio.

Va detto che al momento del voto Nogarin aveva appena nominato i suoi uomini dentro il consiglio di sorveglianza di Asa. Ed evidentemente ha ritenuto di non volerli penalizzare, contraddicendo però uno dei simboli su cui i Cinque Stelle hanno costruito la loro immagine, vale a dire il taglio dei costi della politica e dei cosiddetti carrozzoni delle aziende partecipate. Un caso che ha un precedente importante: l’aumento del 200% del compenso alla presidente delle case popolari.

Se la sforbiciata degli emolumenti proposta dal Pd avesse avuto il via libera, i costi del consiglio di sorveglianza sarebbero passati da 128mila euro a 89mila.

Così non è stato e può esserne felice il giovane grillino Nicola Ceravolo, trombato alle elezioni regionali (è arrivato quarto sui cinque in lista) e omonimo del più noto stadio di Catanzaro, che finirà per percepire a partire da oggi 30mila euro l’anno nelle vesti di neo-presidente del consiglio di sorveglianza, al posto di Fabio Baldassarri.

Ne avrebbe presi 21mila qualora la proposta del taglio dei compensi avesse trovato l’appoggio di Nogarin.

Alla fine invece Ceravolo potrebbe arrivare a prenderne addirittura 37mila euro l’anno, se – come il suo predecessore – dovesse ricoprire anche l’incarico di presidente dell’Organismo di Vigilanza.

Chi è questo giovane a cui il sindaco ha deciso di affidare la presidenza dell’organo centrale del modello dualistico di Asa? 30 anni, laureato a Padova in psicologia di comunità (prevenzione e promozione della salute), Ceravolo si definisce libero professionista. Di fatto però fino allo scorso aprile era uno dei tanti Giovani Sì disoccupati a cui la Regione erogava il contributo mensile di 433.80 euro per svolgere il servizio civile, nel suo caso presso l’Unione Inquilini.

È chiara tuttavia la sua posizione in merito all’acqua e al mondo. Scrive in un post Ceravolo riferendosi a Nogarin: “Grande Filippo! Efficienza nelle municipalizzate e acqua pubblica! Siamo fatti di acqua, come possiamo privatizzarla? L’acqua è vita”. E ancora: “La Casaleggio Associati salverà il mondo”.

Insieme a Ceravolo, sono entrati nel nuovo consiglio di sorveglianza altri due membri scelti dal sindaco di Livorno: l’altro grillino Nicola Giusti, dipendente del Banco Popolare, e Franco Lovascio proveniente dal mondo Usb.

La scelta degli altri quattro membri di nomina pubblica ha creato forte attrito tra i sindaci del territorio e Nogarin, il quale ha spinto perché un rappresentante andasse anche all’alta Val di Cecina (2% totale, Radicondoli, Castelnuovo, Montecatini, Valdicecina, Pomarance e soprattutto Volterra, il cui sindaco, come noto, è alleato di Nogarin sotto la bandiera dell’acqua pubblica) che finora era stata rappresentata dalla bassa Val di Cecina.

Una scelta che avrebbe tolto la rappresentanza ad uno tra bassa val di Cecina, Elba, Val di Cornia e Collesalvetti. Così è stato: alla fine il sindaco Bacci ha rinunciato al consigliere che i patti parasociali prevedono per Collesalvetti ed è stata Volterra ad esprimere il suo membro: Cinci. Gli altri tre membri pubblici del cds sono Tarchi (bassa val di Cecina), Cuneo (Elba) e Pecchia (val di Cornia).

Ci si chiederà: e l’aumento di capitale di Iren, le reti gas, l’investimento da 86 milioni, lo spostamento del Rivellino? Niente di tutto questo è stato discusso. Ma Iren alla fine dell’assemblea è stata chiara: ha chiesto al presidente Del Nista di convocare immediatamente l’assemblea straordinaria per deliberare il sì o il no all’aumento di capitale. Ribadendo che in caso contrario il 10 giugno venderà le sue quote.

Nogarin però sembra intenzionato a prendere tempo e ha già posto il dubbio se l’assemblea debba presiederla l’attuale consiglio di gestione oppure quello che sarà nominato dal nuovo consiglio di sorveglianza. In questo caso a risolvere il dilemma del sì o no a Iren sarebbe il calendario, il 10 giugno, con l’addio della multiutility e l’arrivo di Acea.

mader
Fonte: Il Tirreno

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