L’EX M5S SERENELLA FUCKSIA RIMETTE IL “SASSOLINO NELLA SCARPA” DELLA BEDORI

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fucksiaLa senatrice Serenella Fucksia, cacciata dal M5S da Grillo e Casaleggio con la scusa delle rendicondazioni, con un lungo post su Facebook, risponde alle accuse della ora ex candidata, alla guida di palazzo Marino per il Movimento 5 Stelle, Patrizia Bedori.

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Cara Patrizia,

posso capire la delusione e lo stress scaturito da questa esperienza e che tu in qualche modo cerchi giustamente una spiegazione per rielaborare il tutto e uscirne al meglio, ritrovando la tua serenità, ma fatti le giuste domande e prenditela con chi ti ha messo in questa situazione, non con chi non c’entra nulla.

Te la prendi con Tonino Silvestri, che conosco bene e che può aver con quel post dato adito a fraintendimenti, ma di certo si è espresso a modo suo in tua difesa, ipotizzando un mancato e colpevole sostegno da parte dello Staff nei tuoi riguardi per futili e insensati motivi.
La grettezza e la malizia spesso sono negli occhi di chi guarda e giudica, piuttosto che nelle azioni e intenzioni di chi fa, dice e scrive, poi facebook è così, si posta d’impulso e a cuor leggero.

Quanto a me ho seguito via internet le FUFFARIE MILANESI e il mio disappunto è stato immediato, totale ed esplicito.

Dopo una presenza di 5 anni in Comune, 3 anni a Roma, 2 anni in Europa, il maggior partito di opposizione non può presentare il Sindaco della 2° città più importante d’Italia con lo SPIRITO E I NUMERI DI UNA RIUNIONE DI CONDOMINIO!
A chi ha gestito il tutto neanche un condominio gli farei amministrare!

Nella chat parlamentari chiusa appena sei stata nominata dissi con la schiettezza che mi è solita: “HO CAPITO A MILANO VOLETE PERDERE!”.

E mi riferivo sia a come era stato mal organizzato il tutto, sia al tuo CV povero per titoli di STUDIO e per esperienze di LAVORO.
E per me queste sono premesse non sufficienti, ma necessarie per ogni carica istituzionale, lasciando l’apertura a sempre POSSIBILI ECCEZIONI, DA DIMOSTRARE SUL CAMPO, come avresti potuto e dovuto fare tu.
Alla fine, per motivi che tu sai e che non sei tenuta neanche a spiegare, hai rinunciato.
Forse il mio dubbio iniziale aveva qualche fondamento.

Bada bene che non sono così superficiale e gretta da dare valore alle persone sulla base di un CV, quello non rende una persona migliore o peggiore di un’altra in senso assoluto!

A CONTARE VERAMENTE per me sono i valori, il modo di essere, sentire, amare, la responsabilità, l’impegno, il coraggio, la generosità, l’anima di ogni singolo individuo, MA non penso che tutti siano adatti a far tutto e per fare bene il Sindaco di Milano occorre anche altro che essere una meravigliosa persona.

Crimi mi rassicurò: “Vedrete ragazzi è una tostissima, vi stupirà”.

Manlio di Stefano invece confermò i miei dubbi “Il marito è benestante, si stressava a fare la Responsabile di vendita di un negozio, decise di stare a casa a godersi la crescita del figlio…”.
Legittimo e meraviglioso!
Il sogno di tante donne che magari non se lo possono permettere, ma per me, valutazione personale e opinabile, ciò era indice di una persona con una bassa soglia di tolleranza allo stress e alla fatica e pertanto non adatta a reggere psicologicamente l’impegno di un ruolo 24/24 ore come è quello che si chiede ad un Sindaco.

Insomma ti ho visto come una che per riempire il tempo metteva sullo stesso piano il the con le amiche, lo yoga, i sopralluoghi nella mensa scolastica e l’avventura di fare il Sindaco ed ho pensato che il mio pensiero potesse ricalcare quello di tanti milanesi.

Diversamente ad es. Chiara Appendino, a chi le faceva notare che il ruolo di neo-mamma poteva essere un impedimento, rispose prontamente “non sono mica la prima mamma che lavora!” e una settimana dopo il parto era già per banchetti! Il suo CV, la carica, il suo essere smart, credo anche con il giusto aiuto e sostegno attorno, per me la rende perfetta per Torino.

Ma non è che stimo più lei di te.
NON CONOSCO né te, né lei.
MA aggiungo NON CONOSCI neanche TU me.
E infatti parli di PAROLA NON RISPETTATA da parte mia.
Cosa non avrei rispettato di grazia?

Le RENDICONTAZIONI che (per noti a tutti problemi logistici contingenti e di salute) con molta chiarezza avevo detto e scritto a chi di dovere avrei finito massimo per il 29 dicembre e che ho chiuso il 28?
Inadeguati gli oltre 140.000 euro di eccedenze resi, accumulati a quelli degli altri, di cui non si ha precisa traccia dei percorsi né un serio feed back d’efficacia?
Il non aver usufruito del sostegno del gruppo di comunicazione, come dovuto, perché sempre troppo occupato a seguire i soliti noti?
Eppure ogni parlamentare, in quanto membro del gruppo, apporta al M5S circa 60.000 euro l’anno.
Perché queste risorse vengono dirottare in modo circoscritto e mirato e non trasversalmente ed equamente ridistribuite tra tutti?
O come mi veniva rimproverato, il far troppo, l’occuparmi di troppi argomenti? Perché nel M5S l’avere esperienza di 20 anni in un settore non abilita come essere capitati in una commissione digiuni o essere nelle grazie del cerchio magico.
Anzi il sapere spesso è un demerito, perché rischia di offuscare chi non sa, che poi ci rimane male, si offende, fa i capricci, perché deve assolutamente emergere nonostante la vuotezza di contenuti e il non merito.
Per cui magari un medico laureato e specializzato con lode e con notevole e variegata esperienza pratica in diversi ambiti, viene tolto dalla commissione sanità per sfregio e per accontentare chi deve supercaxxolare commentando i titoli dei giornali e i riassunti della comunicazione.
Ho lavorato da quando sono stata eletta, con impegno assoluto, rinunciando alle vacanze, mettendo in secondo piano anche problemi personali importanti. Sono stata ostacolata in tutto, le buone proposte, anche quelle incisive, originali, perfettamente a sostegno dei 10 punti del programma per uscire dal buio, accantonate, al massimo copiate e riproposte da altri.
Mobbing franco, accentuato negli ultimi mesi in modo sistemico e strutturale. Perché?
Sono stata talora non in linea, vero, ma come si era costruita quella linea?
Chi l’aveva decisa?
Ho avuto spesso da ridire, puntualizzare, correggere e aggiungo a buon ragione, ma non mi sono mai sottratta alle critiche nei miei confronti, anzi ho sempre cercato di farne tesoro, talora lo ammetto, non riuscendo ad attuare i buoni propositi.
Credo infatti che il confronto aperto e intellettualmente onesto sia il sale della democrazia e della buona politica.
Mi sono espressa in difesa di espulsioni assolutamente scorrette e irregolari, sulla mancata di trasparenza dei bilanci del gruppo e dei percorsi decisionali importanti, sulla non meritocrazia e sulla scarsa incisività e coerenza nelle posizioni politiche, ma sempre in un’ottica costruttiva e propositiva.
Talora, specie in chat, ho volutamente esasperato certi concetti, ma in modo cinicamente ironico come reazione ad un fanatismo cieco e ipocrita.

Tu dici che le persone si giudicano per quello che fanno, condivido, ma tu hai deciso di non fare, di by-passare le difficoltà e così ti sottrai alla stessa possibilità di essere giudicata per le tue azioni dirette.

Io invece le cose che reputavo giuste, le ho sempre fatte, anche se scomode e non convenienti.
Ci ho messo la faccia prendendomene la piena responsabilità, per cui dovresti giudicarmi in base a queste mie scelte e azioni e non sulle chiacchiere riportate e non provate e sulle distorsioni mediatiche costruite a tavolino, da chi per perseguire i propri obiettivi, sacrifica senza scrupoli la vittima di turno, proseguendo la corsa e nascondendo i veri problemi senza necessità di risolverli.

Vedi Patrizia nel M5S ci sono tante persone meravigliose, verso alcuni provo tutt’oggi grande affetto, simpatia e stima.
Poi per motivi che razionalmente non mi spiego, ho adorato letteralmente persone come Crimi, che non hanno mai perso occasione per venirmi, come Saturno, contro.
Beppe Grillo è la persona che forse più mi ha capito, mi ha dimostrato sincero affetto, ma al momento in cui poteva fare la differenza, mettendoci del suo, facendo fare al M5S un salto di qualità, ha fatto l’attore, il Pilato, il Don Abbondio.
Gianroberto Casaleggio con cui ho parlato solo 2 volte in 3 anni, nella sua freddezza ha intuito diverse cose e mostrato umanità, ma ha fatto predominare la ragione pratica e le logiche commerciali.
Peccato per lui.
Perché quando si taglia senza pensarci, si perde talora un nulla che potrebbe contare invece molto e si stabilizzano i prenditori d’occasione che saranno i primi a dare la pugnalata decisiva a momento debito.

Perdona la lunghezza del post, al solito scritto a getto, ma ci tenevo a darti gli strumenti per farti meglio comprendere il senso delle mie parole.

E ti aggiungo un’altra cosa: Milano per il M5S ormai è persa, ma se ora ti lasciano andare così senza rilanciarti a dovere, mettendo in luce tutta la tua bellezza e tutto quello che di buono rappresenti, sarà un ennesimo errore politico del M5S.
Spero quindi che ti sia dato presto tutto quello che finora non hai avuto.

Detto ciò i migliori auguri per ogni cosa e tutta la serenità che ognuno di noi dovrebbe sempre avere.

Cordialmente.
Serenella Fucksia (serenamente ex M5S).

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