LA RIDICOLA IPOTESI DEL COMPLOTTO DI MATTEO SALVINI

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Ribaltare gli eventi, anche nei modi più inverosimili, è la cifra politica di Matteo Salvini. Ora che la butta sul complottismo pensa che gli italiani (quelli prima e quelli dopo) si siano dimenticati che solo pochi giorni fa ebbro di spocchia chiedeva ‘pieni poteri’ dopo aver rovesciato il tavolo il giorno dopo aver ottenuto la fiducia sul vergognoso decreto sicurezza e il via libera alla Tav.

Ora che la sua strategia da asso pigliatutto è franata, l’ex ministro dell’Interno dà la colpa non a se stesso ma a una macchinazione. E poi in un mix perfetto di vittimismo e mistificazione.
Aprire la crisi di governo ad agosto non è stata una bella idea, a conti fatti. Ma, si sa, la gran parte degli elettori, mentre nei palazzi romani montava la crisi, era in vacanza, tenendosi ben lontana dai giornali. Perciò, modificare i termini dell’equazione che ha portato all’eventualità, di ora in ora sempre più concreta, di un governo M5s-Pd, non è un lavoro difficile. Basta battere sempre sugli stessi punti: gli italiani hanno votato per mandare a casa il Pd e ora se lo ritrovano al governo, è un inciucio, i M5s sono traditori, sono giochi di potere, il partito delle banche, i bambini di Bibbiano.
Ed è fatta. In pochi minuti gli italiani si convincono che questa crisi surreale sia frutto di un diabolico piano ordito da Renzi-Zingaretti-Di Maio, con la complicità di Romano Prodi che vuole salire al Colle come prossimo Presidente della Repubblica. Un malvagio complotto per spodestare Salvini e calpestare il voto popolare degli italiani. Che sarebbe anche una lettura convincente, se non fosse che tutto questa immensa e plateale confusione (per usare un eufemismo) sia stata creata da lui in persona, da un ministro che a torso nudo e col Mojito in mano ha aperto una crisi di governo nel bel mezzo di agosto.
Fonte: Globalist

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