LA RAGGI FA LA SPESA CON LA SCORTA. COME LA FINOCCHIARO

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raggi“La spesa per le scorte è di 250 milioni di euro all’anno”, scriveva il 3 luglio 2013 Beppe Grillo sul blog. “Di cosa hanno paura i politici? E perché sono terrorizzati da un contatto con la gente? La Finocchiaro che fa la spesa con il carrello spinto dalla scorta da chi si difende? Se venissero tagliate le scorte, continua Grillo, e il M5S farà in modo che questo avvenga, si otterrebbero di colpo tre benefici: risparmiare 250 milioni di euro all’anno, liberare 4.000 agenti per l’ordine pubblico e i domiciliari senza sentenza per i politici scortati”.

Oggi Tommaso Ciriaco su la Repubblica scrive un articolo su come a trascorso la giornata di ieri la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Spesa con auto di servizio e scorta inclusa, proprio come la Finocchiaro.

“La borgata Ottavia è quasi deserta. Non sembra sabato pomeriggio, colpa di un cielo carico di pioggia. Tra i pochi a mettere il naso fuori da casa c’è Virginia Raggi. È stanca, provata. “Sono svuotata – confida ai pochi che riescono a sentirla – ho voglia di famiglia”. Potesse scegliere, prenderebbe una vacanza. Per adesso preme il tasto reset e cancella tutti gli impegni. Niente Azione cattolica, niente festa al Ghetto, niente commissione al Senato. Solo un pranzo con il figlio e la madre, il cellulare rigorosamente silenziato. Poi nel pomeriggio la spesa al Conad, con l’auto di servizio. Nonostante sia sfinita, però, la sindaca medita un rilancio: “Sono stati giorni nerissimi, ma finalmente sono positiva – rassicura i suoi – Abbiamo superato questa fase così difficile. E comunque, sia chiaro, non si trattava di una guerra contro di noi. Io sono un pretesto, su di me e sul corpo di Roma è stata combattuta una battaglia tra due fazioni dei Cinquestelle”.

C’è forse anche un pizzico di strategia, in questo rinchiudersi a riccio. Ma c’è di certo il peso insopportabile di settimane di guerriglia nel Movimento. Lo stress che l’ha condotta fino alle lacrime, nelle ore di scontro brutale culminate nelle dimissioni del super assessore Marcello Minenna. L’ostilità degli ortodossi del direttorio. Il gelo con Beppe Grillo. Troppo, per la giovane avvocatessa cresciuta nello studio Previti. La mossa migliore, forse l’unica sostenibile, diventa quella di scomparire dai radar. Si stabilisce di inviare il presidente dell’assemblea capitolina Marcello de Vito al Ghetto, per la festa della cultura ebraica. Si pianifica il forfait anche in commissione al Senato, dove nei prossimi giorni la sindaca si sarebbe ritrovata a dover rispondere a domande scomode sulle Olimpiadi. E si decide, a sorpresa e sfidando il rischio di un incidente diplomatico, di disertare anche il raduno al Vaticano.

Dodici chilometri dividono il Festival dell’Azione cattolica da questo lembo nord est della Capitale con affaccio sul raccordo anulare. Mille ragazzi accorsi a San Pietro da 226 diocesi sparse per l’Italia attendono la sindaca. La versione, sponda Raggi, riferisce di motivi familiari e di dossier da studiare a casa. La rinuncia, assicurano, sarebbe stata comunicata già due giorni fa agli organizzatori. Un rischio, in ogni caso, soprattutto perché la Chiesa si è mostrata attenta ai primi passi della giunta e non ha mai mancato di mostrarsi fiduciosa nei confronti della sindaca. Conviene uno sgarbo così, allora? A salvare le apparenze ci prova l’assessore alle Politiche sociali Laura Baldassarre, inviata in Vaticano per sostituire la grande assente: “Il Comune è qui per ascoltare. Virginia? È una donna molto determinata, ci dice che dobbiamo restare molto concentrati sul lavoro”.

In effetti c’è molto da fare. La poltrona di assessore al Bilancio è ancora vuota, ad esempio. Per riempirla, la sindaca sogna di convincere l’ex ragioniere generale dello Stato Mario Canzio. Si trattarebbe di un colpaccio. Nel frattempo, Raggi continua a marcare stretto il Movimento romano. E giura che il clima non è cambiato: “Sento i consiglieri e gli assessori molto vicini. Tra noi in giunta c’è un patto, che va al di là di tutto quello che abbiamo visto in questa settimana. Paradossalmente, quanto abbiamo vissuto ci ha rafforzato”.

Sarà, ma il Movimento continua a soffrire terribilmente la crisi capitolina. Il direttorio è spaccato e Luigi Di Maio non è mai stato così debole. Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia non hanno ancora digerito le bugie del vicepresidente della Camera e lasciano trapelare tutto il fastidio del mondo verso il reggente. L’unico a fornire una sponda al vicepresidente della Camera è, paradossalmente, il candidato numero uno a succedergli alla guida del Movimento: Alessandro Di Battista. Ieri pomeriggio il deputato romano, reduce dal tour sulle riforme, ha invitato a casa proprio Di Maio. La prima mossa della nuova era, in questo risiko a cinquestelle.”

mader
Fonte: la Repubblica

7 pensieri riguardo “LA RAGGI FA LA SPESA CON LA SCORTA. COME LA FINOCCHIARO

  • 12 Settembre 2016 in 12:02
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    certo che non hanno l’aria …muscolosa… di una scorta e poi non le portano la spesa…forse solo amici???

    Risposta
    • 12 Settembre 2016 in 13:02
      Permalink

      No, proprio scorta.

      Risposta
  • 12 Settembre 2016 in 13:10
    Permalink

    Il solito disinformatore D’Errico. Ossessionato dal MoV.
    Ennesimo penoso tentativo del Blogger di distorcere la realtà.
    Nessuna scorta per la Raggi. Utilizzo dell’auto di servizio dopo le minacce ricevute. Utilizzo imposto dalla Questura romana.

    Risposta
    • 12 Settembre 2016 in 16:13
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      La disinformazione sarebbe che la Raggi ha la scorta? Grazie per la conferma.

      Risposta
  • 12 Settembre 2016 in 22:31
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    Come sempre, nel partito di grillo, le regole e le condanne valgono solo x gli altri!

    Risposta
  • 15 Settembre 2016 in 18:03
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    Qualcuno avvisi questo coglione di articolista che non si tratta di scorta ma di provvedimento a tutela della sicurezza della Raggi decretata dal procuratore a seguito degli appostamenti e pedinamenti che ha subiti. Sarà sempre troppo tardi quando vi troverete un lavoro normale come tutti…

    Risposta
    • 15 Settembre 2016 in 18:27
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      Avviso questa “persona” (uso questo termine per civiltà che, invece a Lei manca) che la tutela è tecnicamente una scorta e per sua informazione non viene decretata da alcun procutore, ma viene disposta dal Prefetto. Personalmente trovo normale che una personalità come il sindaco di Roma venga sottoposta a protezione. Capisco che è un concetto per Lei di difficile comprensione. Infatti si fa chiamare pioggiauno. Quando se ne prende troppa le conseguenze restano evidenti.

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