LA FALSA EQUIDISTANZA DEL M5S DA TRAMP E CLINTON

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toninelliPrima delle elezioni avevano detto che non si esprimevano, che erano equidistanti fra Trump e Clinton in ossequio al principio della “non interferenza” (sai quanto possiamo interferire, noi italianuzzi, nelle vicende del gigante americano!). Ma dopo il successo del neo-presidente, si capisce perfettamente da che parte stava il Movimento 5 stelle: da quella dell’alleato Nigel Farage e di Vladimir Putin che non si capisce bene se abbiano accolto con maggiore soddisfazione la vittoria di The Donald oppure la sconfitta della Clinton o le due cose insieme.

Dal pensiero politico secondo l’assicuratore Danilo Toninelli: “Come la Brexit, anche l’elezione di Trump a Presidente è la manifestazione di un cambiamento che non deve spaventare perché sono stati i cittadini a volerlo. Quegli stessi cittadini che tutti i media e i partiti tradizionali non sono stati in grado di ascoltare e comprendere. Adesso, però, tocca a noi! Anche noi cittadini italiani, il 4 dicembre, potremo esprimere il nostro desiderio di cambiamento: potremo salvare la nostra Costituzione, la nostra democrazia, e dare finalmente a Renzi un meritatissimo avviso di sfratto!”

E ancora: “I cittadini americani hanno scelto. La più antica democrazia al mondo ha voluto Trump. La sconfitta di Hillary Clinton è la rivolta di un popolo contro Wall Street, contro le banche, contro la politica dei palazzi, dei grandi giornali, dell’establishment, la vittoria di Donald Trump è l’espressione di un popolo che vuole un futuro diverso, che vuole scuotere le economie, a partire dalla sua, che vuole ripartire da più lavoro e meno tasse. E noi gli auguriamo di riuscirci! Staremo a vedere…”

Per carità, va tutto bene ma se dovete festeggiare, dopo aver buttato via la maschera (che, peraltro, non vi copriva nemmeno troppo bene il volto) in questa smodata maniera (anche a fini elettorali interni), allora avreste fatto meglio a non parlare alla vigilia di equidistanza. Per quanto riguarda la sovranità popolare, nessuno la mette in discussione: gli americani hanno scelto, lo fanno da alcuni secoli, a volte nel bene altre volte nel meno bene. Ma dato che la democrazia si sposa alla libertà di espressione (versante su cui alcuni degli alleati di Toninelli e un po’ anche il medesimo Toninelli come emerge dalla sua dichiarazione, sembrano un po’ difettare scambiando il web per il nuovo Vangelo e tutto il resto per spazzatura) vorremmo semplicemente sottolineare che tutti possono avere una propria opinione, persino diversa da quella dell’illuminato filosofo pentastellato. Senza che la cosa suoni come la messa in discussione del principio della sovranità o come un brivido carico di paura.

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Fonte: Fondazione Nenni

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