LA DEPUTATA 5 STELLE SILVIA BENEDETTI SPARITA DOPO ESSERE STATA RIELETTA

Sparita dalle cronache, ma non solo. Dov’è finita la neo eletta Silvia Benedetti? La deputata era stata candidata e messa  prima nella lista, al plurinominale. Poi la pioggia di voti caduti sul Movimento ha fatto il resto. Ma lei è scomparsa. Non risponde al telefono e a nessun’altra sollecitazione. Coinvolta nel caso dei rimborsi, non si è più vista dalla campagna elettorale, che ha abbandonato quasi subito. Come fosse svanita nel nulla. Abbiamo così cercato di indagare e capire cosa ne sarà della onorevole, scrive il giornale online Padova Oggi.

Contattati tutti i contattabili, nel senso di 5 Stelle, nessuno si vuole esporre sulla faccenda ma tutti confermano la stessa cosa: non si sa cosa vuol fare e cosa farà. Non si è presentata neppure alla riunione dei parlamentari che si è svolta qualche giorno fa. Niente neppure lì. Ci si aspetta quindi di vederla magicamente spuntare il 23, giorno della prima seduta in Parlamento. Dove si siederà, viene da chiederselo. Così neppure i vertici del Movimento sanno capire se Silvia Benedetti cercherà di rientrare, se andrà nel gruppo misto o se rinuncerà. La terza è la possibilità che non si giocherebbe nessuno degli interpellati. Che non accetti la proclamazione non è ipotizzabile.
La linea doveva essere quella della rinuncia. Così avrebbe dovuto essere per tutti i candidati che erano coinvolti nel caso dei rimborsi. Ma non è un iter così semplice neppure quello. In ambienti romani, che vogliono restare anche questi anonimi, si dice che si stia tentando di capire se è possibile una operazione di recupero per i cinque che sono stati eletti. Vista la portata degli ammanchi per qualcuno e altre situazioni che si sono verificate poi allo scoppiare del caso, si sta cercando di capire se la base accetterebbe questi reintegri. É pur vero che si era pure pensato di forzare il regolamento aggrappandosi a un cavillo della legge elettorale, pur di non farli nominare. Pratica troppo complicata che quindi si è abbandonata.
Per Di Maio però lei è esclusa. “Mi sono sbagliata” ormai è una giustificazione che non vale più. La costituzione lo consente, è vero. Essere eletti con un partito e poi andare da un’altra parte si può, ma non si fa bella figura. Si tradisce il patto con gli elettori, con i colleghi che dicono di non averla mai più vista e sentita e con chi l’ha sostenuta alle parlamentarie del movimento. Moltissimi voti, soprattutto dalla provincia. Ma come la mettiamo con i voti che sono stati raccolti alle politiche? Paradosso vuole che essendo stata candidata al plurinominale ha beneficiato proprio del voto e del lavoro del Movimento al quale non risponde più. Neppure al telefono.
Fonte: Padova Oggi

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