INTERFERENZE DI CASALEGGIO SU EURODEPUTATI M5S, PARLAMENTO UE AVVIA INCHIESTA

Dopo l’intervista a La Stampa dell’europarlamentare Ue, ex M5S, Daniela Aiuto, l’Ufficio di presidenza del parlamento europeo ha aperto formalmente un’istruttoria per verificare la sua denuncia di gravi intromissioni subite dai rappresentanti della comunicazione M5S in Europa – nominati da Davide Casaleggio, e a volte provenienti dalla sua azienda.

Nell’intervista la Aiuto, comunicando di voler lasciare il M5S, denunciava: «Nel Movimento 5 Stelle gli eletti sono al servizio della comunicazione, e non il contrario. Comunicazione fatta di persone di solito provenienti dalla Casaleggio, o scelte lì. Queste persone sono diventate il gestore delle nostre esistenze, non della comunicazione soltanto. Entrano nelle nostre vite perché possono decidere il successo o l’affossamento mediatico del singolo eletto. Si è arrivati anche a dire a qualche mia collega come doveva truccarsi o vestirsi. E non si colgono più i contorni dei criteri di meritocrazia». E, cosa ancor più rilevante, parlava di un controllo orwelliano sui social network, e gli account Facebook.
Alla richiesta di fornire alcuni esempi di come questo controllo pervasivo fosse esercitato, da Casaleggio, Aiuto rispondeva: «Cristina Belotti (prima in Casaleggio associati, poi responsabile della comunicazione M5S in Europa, oggi nello staff del ministro Luigi Di Maio a Roma, nda) chiese a tutti noi eletti di consegnare la password di accesso alle nostre pagine Facebook. Lei voleva avere il potere di cancellare qualunque post ritenesse poco opportuno. Io ovviamente non gliela diedi, ma tanti altri sì. Molto del successo del Movimento è stato costruito dalle pagine Facebook ed in generale dall’uso sapiente dei social network. Da quello che capivamo, chi gestiva i profili di Di Maio e di Di Battista era un’unica mente, che poi adattava il tenore dei post alle caratteristiche dei singoli esponenti».
La storia ha suscitato molte reazioni, in Europa e in Italia, tra i parlamentari di diversi gruppi europei, sia della famiglia socialista, sia di quella popolare. La qualità della denuncia, il ruolo della donna che la formulava, il fatto che non sia stato possibile smentirla, e il livello delle intromissioni raccontate (anche nelle sfere più private), hanno fatto il resto. Così il vicepresidente del parlamento Ue, David Sassoli, ha chiesto dodici giorni fa all’Ufficio di presidenza, guidato dal popolare Antonio Tajani, di aprire un’istruttoria. Richiesta che ieri sera è stata formalmente accolta. «Finalmente si farà chiarezza sulle voci di gravi interferenze della Casaleggio Associati sul mandato dei parlamentari», dice Sassoli (Pd-Pse).
Fonte: Il Secolo XIX

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