INCHIESTA SULL’AMMINISTRAZIONE M5S DI ASSEMINI: SENTITI DUE TESTIMONI

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mario-puddu-matteoderricoArrivano gli interrogatori dei testimoni e l’inchiesta giudiziaria sull’amministrazione grillina di Assemini entra nel vivo: incaricati dal pm Marco Cocco i carabinieri hanno sentito la consigliera comunale Irene Piras, espulsa dal M5s per aver denunciato la presenza in municipio di una sorta di governo ombra al fianco del sindaco Mario Puddu. Subito dopo la polizia giudiziaria ha ascoltato Daniela Petricci, ex vicesegretaria comunale, che a leggere l’esposto firmato dalle tre consigliere dissidenti sarebbe stata demansionata per aver rallentato i pagamenti di parcelle legali al principale collaboratore del sindaco, l’avvocato Francesco Murtas.

In silenzio, nelle ultime settimane, gli investigatori hanno acquisito atti amministrativi e documenti, nei prossimi giorni saranno chiamate a testimoniare Stefania Frau e Rita Piano, le altre due firmatarie dell’esposto, anche loro dissidenti del M5s e allontanate dal movimento per decisione dei vertici.

Difficile prevedere i tempi per la conclusione dell’indagine e le ipotesi d’accusa sulle quali sta lavorando il pm Cocco: il riserbo della Procura è totale. Ma è certo che gli scetticismi iniziali sull’apertura del procedimento penale sono stati superati dall’evidenza: la lunga serie di presunti atti illeciti denunciata dalle tre consigliere è l’oggetto di un’attenta verifica da parte della polizia giudiziaria, d’intesa col pubblico ministero. Questo non significa che siano stati accertati reati, solo al momento di tirare le somme si saprà quale strada prenderà l’indagine che riguarda presunti conflitti di interesse, promozioni di familiari e siluri politici ai nemici, con estranei all’amministrazione che governano indirettamente il Comune.

Alla base dell’iniziativa giudiziaria assunta dalle tre consigliere la scelta del sindaco Puddu, che sembra aver affidato ogni decisione a uno staff di collaboratori esterno al Comune capeggiato dall’avvocato Francesco Murtas, un lungo passato nel Pd, dal perito edile Alberto Nioi e dall’ingegnere Antonello Deidda.

I fatti denunciati nell’esposto conducono quasi tutti al personaggio centrale, l’avvocato Murtas. Chiamato dal sindaco – e all’inizio accettato dalle consigliere – come collaboratore dopo la vittoria elettorale grillina, Murtas avrebbe nel tempo accresciuto la propria influenza, mettendo mano a qualsiasi atto e decidendo su questioni fondamentali. Con risultati che il collegio dei revisori dei conti giudica in negativo: «Le scelte arbitrarie del sindaco e del suo staff hanno portato un aggravio al bilancio dell’ente, che si trova oggi in un forte stato di precarietà degli uffici».

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Fonte: La Nuova Sardegna

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