IL TAR HA SOSPESO IL DIVIETO D’INGRESSO IN ITALIA DI SALVINI PER OPEN ARMS

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“Sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo”.

Il Tar del Lazio sblocca la situazione della Open Arms dopo quattordici giorni di divieto di ingresso in acque italiane firmato dai ministri Salvini, Trenta e Toninelli come vuole il decreto sicurezza bis.
La nave Ong spagnola Open Arms, con 147 migranti a bordo da 13 giorni, si sta dirigendo verso Lampedusa, scortata da due navi della Marina militare, dopo che il Tar ha sospeso il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. “Ci dirigeremo verso Lampedusa. Verrà assicurato il soccorso alle persone da 13 giorni a bordo della nave”, fanno sapere, interpellate dall’Agi, fonti di Open Arms, secondo le quali tutti i passeggeri a bordo della nave avrebbero bisogno di soccorso e quindi di essere sbarcati.
La nave di Open Arms è “in viaggio verso Lampedusa, in quanto il porto più vicino, situato a circa trenta miglia dalla posizione attuale, ma con l’intenzione di restare in acque territoriali italiane e non sbarcare immediatamente”, riferiscono ad Efe fonti dell’Ong. Il mare è mosso – spiegano le fonti – e l’attraversamento è complicato, quindi la nave avrà bisogno di diverse ore per raggiungere le acque italiane e prevedibilmente lo farà la mattina presto di Ferragosto.
Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, però non ci sta. Il Viminale contesta la decisione del Tar e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato, spiegando che il ministro “è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto ingresso nelle acque territoriali italiane: la motivazione è che ai fatti citati nel provvedimento sub judice se ne sono aggiunti altri. Per giorni, Open Arms si è infatti trattenuta in acque Sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia”.
Due navi della Marina militare italiana stanno scortando a distanza la Open Arms che procede a una velocità di 3 nodi verso le acque territoriali italiane. A quanto apprende l’Agi da fonti della Difesa, ieri sera il ministro Elisabetta Trenta dopo essersi messa in contatto con il tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei minori a bordo della nave della Ong spagnola aveva dato mandato al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, di ordinare alla Marina militare di spostare nei pressi della Open Arms due navi del dispositivo Mare Sicuro pronte ad effettuare il trasbordo dei 32 minori. Nelle ultime 24 ore il ministro Trenta si era messa in contatto con le altre autorità di governo competenti per arrivare allo sbarco dei 32 minori a bordo della nave da 13 giorni in navigazione in acque internazionali.
“A seguito del ricorso presentato dai nostri legali presso il Tar del Lazio in data 13 agosto 2019 – scrive Open Arms in una nota – nel quale facevamo presente la violazione delle norme di Diritto Internazionale del mare in materia di soccorso presenti all’interno del Decreto Sicurezza Bis, lo stesso oggi risponde riconoscendo la suddetta violazione nonché la situazione di eccezionale gravità ed urgenza dovuta alla permanenza protratta in mare dei naufraghi a bordo della nostra nave”.
La Ong sottolinea con soddisfazione “come, ancora una volta, dopo il Tribunale per i Minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare ribadendo la non violabilità delle Convenzioni Internazionali e del Diritto del Mare. Seguendo le indicazioni del Tar dunque, ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti”.
“Staremo attenti nei prossimi giorni perché non si crei a Roma un’alleanza innaturale, una coppia contro natura tra Pd e 5 Stelle, tra Renzi e Grillo per riaprire i porti italiani. Cercheremo di opporci con ogni energia che abbiamo in corpo perché in Italia arrivino le persone perbene, ma si possano rispedire a casa loro i troppi delinquenti che la sinistra ha fatto arrivare negli anni passati”, ‘ha detto Salvini in diretta Facebook da Recco.
“Pensate in che Paese strano viviamo, dove un avvocato del Tribunale amministrativo del Lazio vuole dare il permesso a sbarcare in Italia ad una nave straniera carica di immigrati stranieri – ha aggiunto Salvini – Io firmerò nelle prossime ore il mio no perché non voglio essere complice dei trafficanti. C’è una nave spagnola, in acque maltesi che si rivolge ad un tribunale italiano, ma non si capisce perché. C’è il chiaro intento di andare indietro, tornare ad aprire i porti italiani e far diventare l’Italia il campo profughi d’Europa: finché avrò vita non mi arrendo a questa vergogna” ha detto il vicepremier.
Rispettare le norme di legge che impongono di assistere e tutelare i minori, come quelli ospitati sulla Open Arms: è questo, stando a quanto apprende l’AGI, il contenuto della lettera inviata questa mattina dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro dell’Interno e, per conoscenza, ai ministri della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli. Conte nella lettera precisa che la tutela dei minori è stata la bussola che ha orientato l’agire del governo anche nei casi analoghi accaduti in passato.
Il fondatore della Ong, Oscar Camps, in una intervista radiofonica al canale spagnolo Cadena Ser ha riferito che i 19 membri di equipaggio contengono a fatica i contrasti che nascono “sul cibo, su posti all’ombra o al sole, per la fila verso i bagni”, due in uno spazio complessivo di 180 metri quadri. Ora con le onde sempre più alte la situazione potrebbe diventare ancora più drammatica.
Potrebbe esplodere da un momento all’altro la tensione a bordo della nave e “qualcuno potrebbe restare ferito o morire” in possibili scontri, ha detto ancora Camps. Molti migranti sono esasperati perché “non possono chiamare i propri cari a casa”. Altri hanno cominciato uno sciopero della fame. Il quadro è destinato a deflagrare in una esplosione di violenza” e ciò, ha aggiunto Camps, “trasformerebbe il tutto in una tragedia”.
Situazione non migliore per la “Ocean Viking”, che ieri pomeriggio ha lasciato le acque Sar libiche e puntato decisamente verso Italia e Malta: fonti del Viminale avevano spiegato che la nave aveva chiesto un “porto sicuro” a Tripoli e che la richiesta era stata accolta ma i responsabili di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere hanno chiarito a stretto giro di posta che riportare i migranti in Libia rappresenterebbe “una violazione del diritto internazionale”.
Complessivamente, a bordo ci sono 356 persone, 92 delle quali minori non accompagnati: il che ripropone anche per Ocean Viking lo stesso problema denunciato da Open Arms. “Tutti i sopravvissuti, minori compresi – ha spiegato uno dei medici di Msf a bordo – affermano di essere stati torturati, sottoposti a elettrochoc, picchiati con armi e bastoni o bruciati con plastica fusa”.
Fonte: Agi

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