IL PM CHIEDE UN ANNO DI RECLUSIONE PER L’EX SINDACO GRILLINO DI ASSEMINI ACCUSATO DI ABUSO D’UFFICO

Abuso d’ufficio, questa l’accusa per l’ex sindaco 5 Stelle di Assemini, Mario Puddu, e la condanna a un anno di reclusione. Questa la richiesta del pm Marco Cocco nei confronti dell’ex primo cittadino grillino. Insieme a Puddu è finito sotto inchiesta insieme  e del legale a un anno di reclusione per abuso d’ufficio.

Insieme a Puddu è finito sotto inchiesta, per concorso in reato, l’avvocato Francesco Murtas, suo stretto collaboratore dal 2013 al 2018.
I fatti risalgono al 2015, furono tre consigliere del Movimento, poi espulse, a presentare contro Puddu un esposto in Procura. Irene Piras, Stefania Frau e Rita Piano denunciarono l’esistenza in Comune di una pianta organizzativa ombra, realizzata attraverso il reclutamento di uno staff esterno.
Il servizio Tributi, originariamente demandato a una sola persona (Adele Solinas, parte civile con l’avvocato Francesco Marongiu), con l’arrivo dei Grillini era stato diviso in tre: il sindaco aveva tenuto per sé la Polizia amministrativa assegnando Tributi e contenzioso ad Anna Paola Mameli e Suap e ufficio Relazioni col pubblico a Stefania Picciau.
Quest’ultima è moglie di Murtas, e qui era nato il sospetto degli investigatori (sulla base di un esposto di alcuni dissidenti pentastellati): l’incarico le era stato assegnato per fare un favore al marito. Sarebbe stato proprio quest’ultimo, per gli inquirenti, a indicare le donne come responsabili di posizione organizzativa.
Tesi respinte dagli avvocati Luigi Sanna e Matteo Perra, difensori di Puddu e Murtas, i quali stamattina (anche tramite una memoria difensiva) hanno ribadito che la riorganizzazione dell’ente era prevista nel programma dei 5 Stelle e le nomine erano “assolutamente legittime”.
Le dirigenti ricoprono “la stessa posizione giuridica”, categoria D1, della “funzionaria di prima, al comando di quell’ufficio da dieci anni”.
Dunque “lo spostamento era in regola, nessuno ha avuto danni ingiusti”. L’organigramma era stato fatto “dal sindaco e dall’amministrazione”, Murtas “mai ha partecipato alle riunioni di Giunta”.
Non solo: “Picciau aveva ogni requisito per dirigere l’ufficio Relazioni col pubblico, che prima non c’era. È stato istituito proprio con lei, la quale ha fatto un corso apposito e un concorso interno. Dunque ci sono anche ragioni di merito e anzianità di ruolo che giustificano la scelta”.
Sentenza  aggiornata al 18 ottobre per il giudizio, con rito abbreviato, nei confronti di Mario Puddu.
Con questo post su Facebook Puddu annunciava di essere indagato.

Fonte: Unione Sarda

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