IL PADANO MATTEO SALVINI PROTETTO DA 8.500 AGENTI ITALIANI

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Matteo Salvini continua con il suo tour provocatorio-elettorale e ad ogni piazza insieme ad una manciata di leghisti lo attende una manciata di contestatori.

Ieri in provincia di Perugia ha rimediato uno sputo in faccia e si è lamentato con il ministro dell’Interno di non fare abbastanza per la sua protezione durante i comizi.

“Dove sono Renzi e Alfano? Dove la democrazia? Stamani pure uno sputo in faccia ho preso! Chi agita questo clima con quattro figli di papà che giocano a fare i rivoluzionari tirando petardi tra le mamme con carrozzine? Mi viene il dubbio che a qualcuno impedire alla Lega i comizi faccia comodo”, ha tuonato Salvini.

La replica di Alfano non si è fatta attendere: “Dal 28 febbraio del 2015 a oggi, in relazione alle iniziative politiche dell’on. Matteo Salvini, che si sono svolte in 62 province, sono state impiegate 8.465 unità delle Forze dell’Ordine”.
Vuol dire che le forze dell’ordine italiane, per proteggere il secessionista padano, hanno sottratto ai normali servizi di ordine pubblico quasi 9.000 agenti.

Il ministro dell’interno ha aggiunto: “Non credo che Matteo Salvini abbia inibita la libertà di parola, ma è assolutamente indegno che qualcuno voglia impedirgli di parlare e dunque, nonostante il mio noto dissenso dal contenuto delle sue parole, io mi impegnerò sempre al massimo per difendere il diritto suo a dire ciò che ritiene di dire. L’ordine pubblico ha funzionato a Perugia e ringrazio le forze dell’ordine che hanno garantito a Matteo Salvini il suo sacro santo diritto a esprimere il proprio pensiero e a dare le proprie opinioni politiche. Ringrazio particolarmente il questore che era fisicamente e personalmente in piazza anche lui, e questo è stato un gesto di particolare delicatezza e sensibilità oltre che di generosità. Non credo che agli italiani manchino le parole di Salvini, nel senso che credo che lo sentano parlare ovunque, ogni giorni, a tutte le ore del giorno e della sera. Salvini cambia idea con la stessa velocità con cui cambia le felpe, non è un interlocutore serio: abbiamo messo sempre in campo tutte le forze possibili”.

A Salvini, che ama rivolgersi alle folle, ricordiamo un antico detto popolare: Non sputare in cielo che in faccia ti torna.

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