IL MINISTRO CHE VUOLE AIUTARE ANCHE CHI LAVORA IN NERO

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“Inutile nasconderselo, l’economia meridionale ha una vasta zona grigia di sommerso che ha riflessi anche sull’economia legale. E le misure che il governo ha messo in campo fin qui hanno privilegiato l’emerso, com’era inevitabile. Ma se la crisi si prolunga dobbiamo prendere misure universalistiche per raggiungere anche le fasce sociali più vulnerabili: le famiglie numerose, oltre a chi lavorava in nero. Non basta la cassa integrazione in deroga per gli artigiani”. Lo ha affermato ail ministro 5 Stelle per il Sud e per la Coesione sociale Peppe Provenzano in una intervista a Federico Fubini per il Corriere della Sera.

A Rainews24 ha spiegato: “Al Sud dopo questa crisi, se sarà prolungata, rischiamo il collasso sociale”. E ancora: “La quota di sommerso che esiste ha riflessi nell’economia reale, per questo abbiamo la necessità di avere misure più universalistiche. Nel Dl abbiamo sostenuto i lavoratori, ma tutto questo non copre quella quota che esiste, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia”.
 Il ministro  ha anche sottolineato: “Abbiamo il dovere di offrire alternative, con investimenti, creando lavoro buono e con sostegni. Se non lo facciamo noi l’alternativa la offrono altri, la criminalità organizzata, a chi lavora in nero. Anche il sommerso sarà colpito dalla crisi, per evitare che ce lo troviamo dopo dobbiamo offrire una alternativa”.

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