IL MANUALE DEL M5S AI SUOI PARLAMENTARI SU COSA DIRE ALLA STAMPA

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Cosa dire alla stampa. Come dirlo. Quali parole usare e quali spunti comunicativi per difendersi o attaccare. Ecco il “manuale” dell’Ufficio comunicazione del Movimento 5 Stelle ai suoi parlamentari del Movimento 5 stelle che doveva restare segreto.

Ma un deputato distratto ha lasciato su uno dei divani di Montecitorio il “bignamini”. E il quotidiano la Repubblica ne è entrato in possesso.
Il titolo recita: “Spunti comunicativi per la settimana 12-18 gennaio”. Un vero e proprio manuale di sei pagine in cui viene dettata la linea sui temi caldi del momento, con tanto di come e quando lanciare frecciate agli alleati leghisti.
I temi sono divisi per paragrafi: Carige, Tasse, Enti locali Referendum propositivo, Trivelle, Tav,; Ires, Terzo settore; Reddito di cittadinanza, Pensione di cittadinanza, Elezioni europee. E, ciliegina sulla torta, addirittura “Buche-Roma-Esercito”.
In molti dei paragrafi, in grassetto, è evidenziata la frase “Cosa hanno fatto i governi Pd”, con i contenuti da usare in caso di critiche, con l’obiettivo di spostare l’attenzione sulle responsabilità di chi ha preceduto il governo Lega-Movimento 5 stelle.
Molti i riferimenti – ovviamente quando utile alla causa del Movimento – al contratto di governo. È il caso della Tav: “Come scritto nel contrato di governo siamo impegnati a ridiscutere il progetto con la Francia”. Perché “parliamo di un’opera progettata 30 anni fa e che vedrebbe la luce tra più di 20 anni, per un costo che supera i 20 miliardi”. La linea: attendere la fine dell’analisi costi-benefici.
Ma, come detto, nel vademecum c’è anche quando e come lanciare attacchi alla Lega e a Matteo Salvini. Ad esempio, alla voce “trivelle”, il consiglio è di ricordare al Carroccio “del fatto che fino all’altro ieri Salvini indossava le magliette ‘no trivellazioni’ e faceva campagna per il No al referendum”.
“Forse sarebbe il caso — si legge al punto Trivelle — che il Carroccio si ricordasse del fatto che fino all’altro ieri Salvini indossava le magliette “no trivellazioni” e faceva campagna per il No al referendum. Ora cosa è successo?”.
E la Tav? “Salvini dice che l’opera è a metà, meglio non fermarsi», Bene, non è vero, si legge negli “spunti”. «Non è stato scavato nemmeno un centimetro del tunnel di base e chi dice il contrario o non sa nulla o mente per coprire altri interessi.”

Fonte: Tpi

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