IL LIBRETTO ROSSO DI CASALEGGIO

“Dopo il libretto rosso di Mao arriva quello di Casaleggio…”. Un parlamentare 5 Stelle se la ride nel cortile della Camera, quando sui cellulari dei pentastellati si materializza la notifica del Blog delle Stelle che annuncia l’uscita del pamphlet di Rousseau dal titolo “MoVimento 5 Stelle: verità e false credenze”.

L’opuscolo, pensato dall’Associazione di Davide Casaleggio per ribadire in vista degli stati generali “l’identità movimentista” del M5S, è rivolto ad attivisti e iscritti e ripercorre la storia del M5S dalle origini (il Blog di Beppe Grillo) ai giorni nostri, ricordando i “pilastri imprescindibili” del MoVimento, come il limite dei due mandati, il “no ai rimborsi elettorali” e l’importanza della “democrazia diretta”. Nel libretto i vertici di Rousseau blindano la figura del capo politico (“non può essere abolita”), bocciano l’introduzione di una segreteria collegiale e sottolineano come gli elenchi degli iscritti “non possano essere dati a eletti e attivisti” per ragioni di privacy.
Fredda la reazione del reggente grillino Vito Crimi quando, interpellato dall’Adnkronos, gli viene chiesto un commento al pamphlet targato Rousseau: “Oggi ci sono tanti impegni di lavoro e l’emergenza covid ci sta assorbendo molto, quindi fino ad ora sono riuscito solo a leggerlo superficialmente ma appena ho tempo lo farò con attenzione. Un contributo dell’Associazione che si aggiunge ai numerosi contributi che in questi giorni stanno pervenendo per gli stati generali del Movimento 5 Stelle”.
Ma è soprattutto tra i parlamentari che serpeggia il malcontento. L’uscita di Casaleggio viene accolta da molti eletti come una “provocazione”, in una fase politica che vede i rapporti tra M5S e Rousseau più tesi che mai. “Quel libretto è imbarazzante, totalmente fuori contesto e fuori dal tempo”, il commento caustico di Sergio Battelli, deputato M5S e presidente della Commissione Politiche Ue, tra i firmatari di un documento in cui si invoca la trasformazione dell’Associazione Rousseau in fornitori di servizi semplice.
E intanto nel MoVimento c’è chi guarda con interesse all’iniziativa degli hacker che nelle scorse settimane hanno lanciato la piattaforma parallela ‘Open Rousseau’, completamente open source, con l’obiettivo di sostituire la creatura di Casaleggio: “Credo che il nostro progetto sia già utile al MoVimento in queste prime fasi. Ci hanno contattato una ventina di parlamentari e anche attivisti entusiasti”, spiega all’Adnkronos l’esperto informatico Denis Roio, co-fondatore di ‘Open Rousseau’ ed esponente della comunità ‘Decidiamo’, il quale, in una mail inviata martedì a deputati e senatori, ha illustrato il suo decalogo per “una riforma statutaria del Movimento” che “possa introdurre democrazia interna e partecipazione”.
Fonte: Adnkronos

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