IL CANDIDATO SINDACO 5 STELLE DI NAPOLI È MILANESE

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brambillaMatteo Brambilla è il candidato sindaco di Napoli del Movimento 5 Stelle. Brambilla, originario di Monza, ha avuto la meglio su Francesca Menna, data per favorita e vicina Roberto Fico, e su Stefania Verusio.

Sul blog di Beppe Grillo, i risultati:

“Hanno partecipato alla votazione – si legge – 574 iscritti certificati(14 meno del primo turno) che hanno espresso le seguenti preferenze: Brambilla Matteo: 276 voti; Menna Lucia Francesca: 189 voti; Verusio Stefania: 109 voti.

Le amministrative, però, si prospettano in salita per i pentastellati. Dopo le vicende che hanno portato all’espulsione di 36 attivisti storici nelle scorse settimane, c’è chi, sotto il Vesuvio, prepara la controffensiva ed è pronto al ricorso contro le ‘comunarie’. A quanto apprende l’Adnkronos, un gruppo di attivisti è pronto a portare la vicenda in tribunale, per chiedere l’annullamento delle consultazioni realizzate sul blog di Grillo. In questi giorni sono in corso contatti febbrili tra Napoli e Roma, dove un altro gruppo di grillini delusi è pronto a ricorrere contro le ‘comunarie’ che hanno visto trionfare Virginia Raggi.

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Un pensiero riguardo “IL CANDIDATO SINDACO 5 STELLE DI NAPOLI È MILANESE

  • 15 Marzo 2016 in 20:58
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    quello che viene leso dai sistemi oscuri adoperati da grillo per la scelta dei candidati è il diritto di elettorato passivo , lesione che integra il reato di attentato ai diritti politici del cittadini sanzionato dall’art.294 del codice penale.
    Ma la ilegittimità di tutte indistintamente le scelte arbitrarie di grillo discende dalla violazione del principio stabilito dall’art.4 del non statuto, unica regolamentazione in virtù della quale ogni iscritto ha aderito al movimento, principio che affida ogni scelta alla rete tutta, tutta e non ai soli cosiddetti iscritti peraltro solo quelli non eliminati e solo quelli preventivamente avvertiti per via gerarchica da grillo e dal suo staff.
    Gravissima è stata la presentazione da parte di grillo, sulla testa e in tradimento di tutti gli aderenti,dello statuto privato dove lui il suo commercialista e il suo parente si autodichiarano presidenti e padroni della lista 5 stelle.
    Ancor più grave e penalmente rilevante è l’estorsione ai candidati dell’impegno a fargli disporre dei soldi che la legge e la costituzione attribuiscono ai gruppi parlamentari, quale condizione per la candidatura peraltro già decisa dagli iscritti on-line.
    Attività illecita in cui, mi pare, ha concorso anche Casaleggio per le Europee.

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