IL BRUTTO PASTICCIACCIO DELLE EUROPARLAMENTARIE 5 STELLE

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Sembrava che tutto scorresse tranquillo, poi all’improvviso lo stop: «P.S. A causa inserimento non conforme di candidati nelle liste del secondo turno le votazioni sono state interrotte e verranno ripetute a partire dalle 13.00 alle ore 24.00». È stata questa la giornata convulsa del MoVimento 5 Stelle ieri che si è espresso (fino a mezzanotte) per il secondo turno delle Europarlamentarie. IL voto però è stato sopseso per qualche oretta. Una pausa che ha gettato nel panico diversi attivisti. Non sono mancate infatti critiche al post che annunciava lo stop, così come sui social non è mancato il mutuo-soccorso tra gli iscritti con pareri tecnici e aiuti nei problemi di login.

TOPO GIGIO ED SOS – «Ho ricevuto la mail con l’invito ed il link che mi dovrebbe aprire la pagina per votare per il secondo turno. Clicco sul link e mi apre una pagina con il rimando solo alle proposte di legge, manca la finestra per la votazione! E’ la prima volta che mi succede…Come mai? Posso fare qualcosa per ovviare al problema?», chiedono sul Forum. Sotto scatta l’operazione solidarietà. Qualcuno risponde. «Succede anche a me 🙁 forse problema nel sistema … speriamo risolvano in fretta!». C’è anche chi si lamenta. «Ragazzi, ragazzi. Se è vero il PS su http://www.beppegrillo.it/, che costava reindirizzare ad una pagina con la stessa informazione, invece di farci impazzire in tentativi? Anche se il messaggio che si ottiene https://sistemaoperativom5s.beppegrillo.it/ è quello di “pagina non disponibile”, sembrerebbe quindi più un problema tecnico (sarà la tempesta solare?) Inoltre non sappiamo neanche con quali criteri siano poi stati scelti i candidati al secondo turno». Le lamentele proseguono anche dopo il riavvio. Da una parte chi lamenta di non riuscire a votare, dall’altra chi punta il dito “per la mancanza di trasparenza” e minaccia di non votare affatto. «Che pagliacciata – commentano sul blog – ma chi ha programmato il sistema operativo del Movimento 5 Stelle, topo Gigio?». E ancora: «Mi spiace – rincara la dose un altro attivista – ormai è una farsa. Continuo ad aspettare spiegazioni dallo staff. Questo determina una carenza di democrazia nelle scelte». «Ragazzi, calma e sangue freddo, siete troppo nervosi. Quando mai si è vista una lista elettorale di 24 persone e 0 indagati?», smorza i toni Saverio. Intanto nei social si diffonde l’avviso di tornare a votare. Da capo.

TUTTO IL CAOS PER UN RITIRO – Ma la causa? Potrebbe partire dalla Calabria. Per la precisazione da Ivan, attivista e collaboratore del deputato Sebastiano Barbanti che ha comunicato tempo fa allo staff di non voler partecipare alla seconda corsa. Eppure ieri mattina Ivan si è trovato di nuovo in lista. Da lì è partito il tam tam nella circoscrizione per evitare il voto (che sarebbe poi andato perduto).
Sarà partito da questo lo stop al sistema? Si saranno sfilati altri attivisti dalla corsa? Chissà. Le polemiche però non mancano in diverse zone di Italia.

CATANIA CONTRO LE SPONSORIZZAZIONI – Nonostante l’alta presenza di quote rosa (13 donne ed 11 uomini nel Meridione per esempio), i dissapori continuano per via di sponsorizzazioni fatte dai portavoce regionali e a Roma. È il caso del meet up Catania raccontato dal Fatto Quotidiano: “Durante la procedura di voto dei candidati alle elezioni europee del 31/03/2014″, si legge nel documento che il meetup di Catania sta cercando di far arrivare a Roma raccogliendo più firme possibili, “Riccardo Nuti, Claudia La Rocca, Giorgio Ciaccio e Giulia Di Vita hanno fornito indicazioni di voto nei confronti di alcuni candidati siciliani sui loro profili e fanpage personali di Facebook e su Twitter. Nonostante le numerose critiche scaturite da tali pubblicazioni, i portavoce hanno ritenuto opportuno non intervenire su questi “endorsement”, mantenendoli visibili per tutto il tempo ancora disponibile per la votazione”. E per questo chiedono l’intervento dei parlamentari in assemblea congiunta. A Roma intanto, il gruppo di senatori e deputati che chiede un incontro per parlare del caso Nuti si allarga. Al momento non c’è alcuna convocazione, ma la richiesta della base potrebbe cambiare gli equilibri.

L’AUT AUT A PIZZAROTTI – La questione però non è solo “meridionale”. A Parma Andrea D’Alessandro, primo dei non eletti alla Camera nel 2013 e coorganizer del meetup di Parma, attacca la candidata per le Europee Roberta Cecchin. «Ci tengo a precisare, in qualità di gestore del meetup di Parma e iscritto di Parma in MoVimento che la candidata Cecchin che scrive nel suo profilo “collaboro nel mio piccolo da tempo con il gruppo di Parma”, ha partecipato alla nostre attività saltuariamente solo nel 2012 come verificabile dal suo profilo meetup e in nessun modo ha aiutato o collaborato attivamente con il gruppo di attivisti di Parma».

La nota viene pubblicata dal gruppo Fb ufficiale di Parma in MoVimento. Una presa di posizione che stride con le ultime parole di Beppe Grillo. Candidati sconosciuti nelle liste delle europarlamentarie, come ha lamentato Federico Pizzarotti? Il Capo ha così replicato ieri al sindaco di Parma: «C’è gente che non conosciamo neanche Pizzarotti conoscevo quando è stato eletto, l’ho conosciuto lì, te lo giuro. Quindi lui è stato eletto esattamente con lo stesso metodo. Ci sarà qualche scontento, dobbiamo mettere dentro 20, massimo 25 persone e se ne sono candidate più di 5.000. Ma chi è scontento non è già del Movimento». Le parole vengono rilasciate in una intervista che è andata in onda ieri a Servizio Pubblico. Da una parte le lamentele, dall’altra il genovese.

Al Teatro Palapartenope di Napoli in diversi non hanno voluto perdersi il suo spettacolo. C’era il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico e l’ex leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio. «Vinceremo noi, sicuro, non abbiate dubbi, non abbiate dubbi. Poi le macerie ce le prenderemo noi», ha detto ieri il leader mentre girava entusiasto per Pompei.

E chi è scontento? Chi è scontento è già fuori dal Movimento. E allora macerie siano.

mader

Stefania Carboni per Giornalettismo

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