I COLLABORAZIONISTI

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Il “meetup” di Palermo del Movimento 5 Stelle ha scomunicato i senatori Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, “con i quali non intende più collaborare per qualunque attività parlamentare o extra-parlamentare”.

I due traditori si erano permessi di sostenere, secondo l’accusa, “la necessità da parte del M5S di doversi aprire all’accordo con le altre forze politiche”.

Pensate: invece di concentrarsi sulle battaglie del movimento – arrampicarsi sul tetto di Montecitorio, esporre cartelli in aula e chiamare “boia” il capo dello Stato – i collaborazionisti Campanella e Bocchino avevano preso alla lettera la parola “Parlamento” e volevano parlare con gli altri deputati, invece di gridargli in faccia “ladri!”.

Non solo, ma pare che progettassero di trovare addirittura qualche intesa sulle cose da fare. Gente pericolosa, da isolare subito: si rischiava il contagio.

di Sebastiano Messina per la Repubblica

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