GLI SCIENZIATI SCHEDATI DALLA MINISTRA GRILLINA DELLA SALUTE GIULIA GRILLO

È polemica sul caso della ‘schedatura’ da parte del ministero della Salute di alcuni componenti del Consiglio superiore di sanità (Css), organismo di primo livello scientifico che annovera scienziati di chiara fama, sulla base dei loro orientamenti politici e di quelli di alcuni loro parenti.

A raccontare la vicenda è stato oggi Corrado Zunino sul quotidiano la Repubblica che racconta una storia che riguarda la ministra della Salute Giulia Grillo e l’allontanamento dei 30 membri del Consiglio superiore di Sanità, organismo di primo livello scientifico che conta scienziati di chiara fama tra cui il professor Francesco Bove, il vicepresidente Adelfio Elio Cardinale, il professor Placido Bramanti e il professor Antonio Colombo, come il farmacologo Silvio Garattini, il genetista Bruno Dallapiccola, l’endocrinologo Andrea Lenzi per citarne alcuni, sono stati allontanati dal Css dopo essere stati ‘schedati’ con informazioni sulle loro attività politiche (e giornalistiche) in un dossier interno al ministero richiesto dalla ministra della Salute Giulia Grillo.

“Questa è rabdomanzia politica – dice all’Adnkronos Salute Adelfio Elio Cardinale, tra i membri allontanati -. Sono valutazioni politiche estranee alla questione, che dovrebbe essere prettamente scientifica. E anche anomale, perché io sono stato un sottosegretario alla Salute tecnico del governo Monti, e il ministro Grillo ha scelto come capo di Gabinetto il dottor Carpani, che era capo di gabinetto anche allora con il ministro Balduzzi, quando ero sottosegretario”.
Nel caso dell’ex sottosegretario Cardinale, il dossier ‘grillino’ cita la moglie, un magistrato, che però, “al contrario di quanto riporta il documento – precisa l’ex vicepresidente del Css – non è stata responsabile tecnico dell’ufficio di Gabinetto di Schifani quando era ministro, bensì quando era presidente del Senato. In ogni caso esaminare l’origine e lo schieramento di parenti e congiunti non serve, quando bisogna fare una valutazione rigorosamente tecnico-scientifica dei componenti del Css”.
“Peraltro io mi vanto di avere avuto solo una tessera di partito, quello repubblicano, quando La Malfa mi onorava della sua amicizia. Da allora – prosegue – sono sempre e solo stato un tecnico, un uomo di scienza. Sono presidente della Società italiana di storia della medicina, sono stato vicepresidente dell’Istituto superiore di sanità, oltre che del Css. Penso che il ministro abbia tutti i titoli e i motivi per fare spoil system, ma questo metodo mi pare un po’ anomalo”, conclude.
Dello stesso avviso è Francesco Bove, anche lui ormai ex componente del Consiglio superiore della sanità: “Forse si vorrebbe mettere alla berlina un professionista, primario, docente universitario? Non so – commenta all’Adnkronos Salute -. Non riesco a capire il motivo di questa cosa, anche se leggerla mi ha lasciato una sensazione da asilo infantile. Realmente non ho capito quale sia il motivo per cui si segnala che io avrei collaborato con ‘La Repubblica’. Cosa non vera, anche se per me sarebbe un complimento”.
“In gioventù – ricorda ancora Bove – ho scritto per alcuni giornali e ho ottenuto il tesserino da giornalista pubblicista. Scrivevo per ‘Paese Sera’ e per il ‘Secolo XIX’, ma mai per ‘La Repubblica’. Non ho capito per quale motivo si siano fatte valutazioni di questo genere. So solo che il metodo che si è utilizzato” per ‘azzerare’ il Css, interrompendo il mandato dei 30 componenti prima del tempo, decisione presa dal ministro della Salute Giulia Grillo, “non ha preso in considerazione il lavoro che stavamo eseguendo e non ha tenuto conto di un certo garbo istituzionale. Con due righe siamo stati messi fuori”. “E’ certamente legittimo, un ministro deve farsi la sua squadra, il Css è un organo tecnico ed è normale che questo avvenga. Ma è anche normale che in un Paese civile si dica ‘grazie tante del lavoro svolto, se ci sono questioni in sospeso, indicatecele’. Io non credo che questo Paese abbia perso la civiltà”, conclude Bove.
Intanto l’opposizione va all’attacco: “Che un ministro si informi sui componenti di un organismo del suo dicastero, tanto più se si tratta di sanità, può anche avere un senso. Che voglia conoscere titoli, incarichi e attestati che la stessa comunità scientifica riconosce e decreta è tra i suoi compiti. Ma che invece faccia fare una schedatura sull’orientamento politico, che coinvolge familiari ed esperienze personali è inaccettabile – denuncia su Facebook il vicepresidente della Camera Ettore Rosato (Pd) -. Se poi questo viene fatto in modo maldestro da qualche deputato che non ha nulla di più utile da fare per il Paese, è solo l’ennesima prova che oltre ad essere faziosi e impauriti da scienza e conoscenza, sono anche incapaci e pericolosi”.
Fonte AdnKronos

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